Utente 339XXX
Buonasera,

sono un ragazzo di 23 anni. Premetto che all'origine del problema di cui sto per parlare mi trovavo in un periodo di forte stress psicofisico: frequenti dritti notturni, poche ore di sonno e molte ore passate sulla sedia.
Il problema comincia il 20 gennaio 2014. Durante una masturbazione si verifica eiaculazione senza che il pene sia completamente eretto. Avverto durante l'orgasmo un movimento anomalo dei muscoli e un lieve bruciore durante la minzione immediatamente successiva.
Nei giorni seguenti le masturbazioni diventano dolorose: fitte profonde alla base del pene che si irraggiano in tutta la zona pubica e un’insensibilità al glande che va accentuandosi.
Calo della libido, deboli erezioni mattutine e pene molto spesso freddo quando a riposo.

Dopo circa una settimana iniziano i sintomi di quella che io interpreto inizialmente come stitichezza: senso di gonfiore e impossibilità di evacuare per più di una volta al giorno e con estrema fatica (sono sempre stato molto regolare, con una frequenza di 3-4 sedute giornaliere). Meteorismo e difficoltà a espellere anche i gas intestinali.
Durante la masturbazione spariscono quasi del tutto i dolori, ma le erezioni sono sempre più difficoltose e l’insensibilità si fa più acuta.

Il primo urologo a cui mi rivolgo mi diagnostica una prostatite e consiglia una cura antibiotica che io non seguirò. Per scongiurare lesioni nervose consiglia visita neurologica.

Seconda visita urologica: diagnosticata prostatite abatterica; cura con Ipertrofan e Pelvilen che attualmente seguo. Esclude danno nervoso.

Visita ortopedica: il medico esclude una connessione fra una fasridiosa lombalgia e gli altri sintomi.
Visita neurologica: visita negativa. Prescrive risonanza magnetica per escludere evidenti danni nervosi.
Dopo tre settimane noto l'assenza totale di erezioni mattutine e spontanee.

Sabato 1 marzo 2014, durante una masturbazione si presenta un forte dolore che dalla base del pene corre all’area perineale. Dopo questo disturbo si nota che la sensibilità del glande è diminuita ulteriormente e il freddo al pene si è accentuato.
I sintomi di gonfiore addominale sono più forti dopo il risveglio e a tarda notte.
La cura per la prostatite non sta dando alcun risultato... E' possbile che i sintomi possano essere ricollegati a un problema al nervo pudendo dovuto a una lesione durante la masturbazione?

SINTOMI ATTUALI:

Insensibilità del glande
Pene freddo a riposo
Erezioni deboli
Assenza di erezioni spontanee e mattutine
Sporadici dolori alla base del pene e al perineo, soprattutto in fase di masturbazione
Glande flaccido anche in erezione
Inguine addormentato (per esempio, non sento la vescica piena come prima)
Meteorismo e aerofagia
Grossa difficoltà ad andare in bagno
Sensazione di gonfiore addominale perenne
Insensibilità anale (non avverto il passaggio delle feci)
Lombalgia
Ansia, agitazione, difficoltà a riposare per più di 5 ore a notte causa gonfiore intestinale
Diagnosticata prostatite

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
per intanto ci chiediamo che cosa lei intenda per "dritti notturni".
Dobbiamo ammettere che lo studio e la corretta interpretazione di questa sua situazione sia senz'altro molto arduo. A distanza ovviamente le cose si complicano ulteriormente, pertanto questo nostro non può esser altro che il generico vaglio di una serie di ipotesi. Il nostro dubbio è sostanzialmente quello di un problema all'innervazione pelvica, anche se con più d'una incongruenza. Ad esempio l'esordio ci pare poco spiegabile, poiché è assai poco verosimile che un insulto "meccanico" di quel tipo possa avere la consistenza di causare qualche danno. Manco avesse fatto 250 km seduto in sella ad una bicicletta! Anche questa stitichezza non è molto coerente con il resto delle manifestazioni, non vorremmo che fosse relativa ad un cambio repentino nell'alimentazione, ovvero nell'assunzione di qualche farmaco di cui lei non ci parla. D'altronde, ci pare che la situazione non abbia per ora la tendenza ad una spontanea soluzione, pertanto è opportuno proseguire comunque ad impegnarsi nella sua valutazione. Scartando a priori l'ipotesi "prostatite", considerando la atipicità dei disturbi e la mancata efficacia delle cure, diremmo che la valutazione neuro-urologica diventi cruciale. Si tratta però di interpretazione di segni che generalmente sfuggono a chi non si dedica specificatamente a problemi del perineo, pertanto la gran parte degli specialsiti (urologi, neurologi, fisiatri, ortopedici, proctologi e quant'altro) hanno scarsa confidenza con queste strutture e la loro fisiologia. Riterremmo opportuno che lei eseguisse comunque una risonanza magnetica, sia dello scavo pelvico che della colonna vertebrale lombo-sacrale. Inoltre sarebbe indicato eseguire uno studio neuro-fisiologico del perineo, con i riflessi evocati sacrali. Non è detto che tutto questo porti direttamente alla soluzione, ma noi lo riterremmo comunque un passaggio obbligato.
Ci faccia sapere, se lo desidera.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 339XXX

Gentile Dott. Piana,

grazie intanto per la celere risposta.
Procedo con ordine: con 'dritti notturni' intendo notti in bianco passate seduto sui libri durante l'ultima sessione di esami.
In merito alla risonanza magnetica, il neurologo me ne ha prescritta una alla zona lombo-sacrale. Ecco l'esito, arrivato proprio ieri:

- Normale segnale dei dischi intersomatici e dei corpi vertebrali esaminati;
- Canale vertebrale di normale ampiezza;
- A livello L5-S1 ernia discale espulsa mediana che impronta il sacco durale e le radici nervose;
- Cono midollare regolare

Ieri sono stato dal gastroenterologo per i problemi di meteorismo e stipsi, e ha escluso una connessione fra l'ernia e la stitichezza. Informatolo dei miei trascorsi da ansioso e nevrotico (nel 2012 ho fatto 5 mesi di psicoterapia e nel 2013 ho fatto uso di Cipralex per 3 mesi), ha imputato la causa del problema a una situazione di forte ansia, e secondo lui anche i problemi all'area pelvica deriverebbero da uno stress molto forte. Mi ha prescritto Alprazolam-ratiopharm da 0,25 per 10 giorni 3 volte al dì, per cominciare.

Oggi il neurologo ha preso visione della risonanza e ha confermato la diagnosi del gastroenterologo in merito alla stipsi. Riguardo l'ernia, ha detto che potrebbe esserci una connessione fra questa e i problemi di disfunzione sessuale e mi ha indirizzato da un neurochirurgo per valutare una terapia.

Lei che ne pensa? Pensa che la causa possa essere del tutto psicosomatica, che l'ernia possa effettivamente causare tutti o in parte i sintomi da me elencati nella mia prima domanda, oppure che potrebbe esserci dell'altro?

In attesa di risposta la saluto cordialmente.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
in prima battuta diremmo che l'esito della risonanza magnetica sia inequivocabile. Se è vero che la gran parte delle ernie discali induce il classici sintomi irradiati lungo il nervo sciatico, dalla natica alla caviglia, è altrettanto vero che anche l'innervazione dei genitali e del perineo ha la stessa origine, ovvero dallo stesso tratto del midollo spinale. Non è possibile discernere con certezza l'interessamento per compressione delle radici nervose, certamente a questo livello nell'ambito di pochissimo spazio sono presenti strutture nervose destinate a territori anche molto distanti tra loro.
Dobbiamo dire che fino a non molto tempo fa l'urologo non era culturalmente abituato a considerare i problemi neuro-ortopedici come causa di dolori altrimenti molto misteriosi, variamente irradiati, sia a livello lombare (e quindi sospetti per origine renale) o più spesso a livello genitale (e quindi sospetti per origine testicolare). La più recente esperienza ci ha portati a valorizzare maggiormente questa relazione e quindi a prescrivere noi stessi sempre più spesso accertamenti di tipo neurologico. Quello che francamente ci stupisce è che lei abbia un'ernia discale espulsa a 24 anni. D'ogni modo, a questo punto l'indirizzo terapeutico passa ovviamente al neurochirurgo. Sappiamo che oggigiorno le indicazioni sono molto più conservative di un tempo, con molto affidamento sulle terapie antalgiche, fisiche e la fisioterapia. Questo dovrà comunque accordarsi con la presenza di una sua sintomatologia importante e molto influente sulla qualità di vita.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#4] dopo  
Utente 339XXX

Gentile prof. Piana

che intende con 'sintomatologia importante e molto influente sulla qualità di vita'?
Per ora, a parte una lieve lombalgia e sciatalgia, ho solo quella parziale (ma molto fastidiosa) insensibilità all'inguine e ai genitali.

La cosa che m'ha creato disagio fin dal primo momento, e che ancora adesso nonostante le rassicurazioni mediche continua a inquietarmi, è la connessione masturbazione-dolore-insensibilità, come se il problema fosse proprio relativo a una lesione a qualche nervo che passa da quelle parti visto che tutto è partito da lì e ancora ogni tanto si verifica... Tutti i medici sono concordi nel dire che se avessi una lesione del pudendo avrei fortissimi dolori, ma la domanda è: può verificarsi una lesione nervosa che causi questo tipo di dolore (localizzato alla base e sotto al pene in zona perineale) quasi esclusivamente in fase d'erezione e parziale insensibilità al glande + pene freddo, oppure devo propendere per la diagnosi dell'ernia + probabile natura psicosomatica? Mi scuso per l'insistenza, ma questo problema sta diventanto una vera ossessione per me...

cordiali saluti

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
come già le abbiamo detto, riteniamo assai poco verosimile che una lesione diretta all'innervazione perineo-genitale abbia possa essersi generata con le modalità che ci ha raccontato. Così come il dolore lombo-sciatalgico si può modificare notevolmente a seconda della posizione (eretta, seduta, sdraiata, ecc.), allo stesso modo è possibile che queste manifestazioni perineali e genitali risentano delle modificazioni locali indotte dall'erezione e dall'attività sessuale. Ci pare che questa sia la spiegazione più lineare possibile. Come già le abbiamo detto, l'innervazione pelvica è molto più complessa ed intricata di quella degli arti inferiori e questo potrebbe giustificare le manifestazioni piuttosto bizzarre che lei ci descrive con tanta minuziosità. Ora ci pare però di spingerci oltre i limiti delle nostre competenze, pertanto attendiamo il giudizio del neuro-chirurgo. Ci faccia sapere, se lo desidera.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 339XXX

Grazie dottore per la gentilezza e la rapidità della risposta... Le farò sapere!

cordiali saluti