Utente 347XXX
Buonasera, la mia domanda è la seguente: nel marzo 2015 a seguito di tracce di sangue nell'esame delle urine porto papà per una prima ecografia dalla quale si distingueva un ingrossamento del rene sinistro e un calcolo abbastanza grande alla base del calice (idrofrenosi). Il dottore ha subito escluso che si trattasse di un tumore dietro mia richiesta specifica. Segue visita urologica che conferma il tutto. Nel frattempo una mattina ci accorgiamo che papà non riusce più a minzionare. Lo portiamo al pronto soccorso. Ennesimo esame ecografico che conferma che il rene è in sofferenza e che il calcolo si è spostato alla base della vescica oltre peraltro ad una sclerosi del collo vescicale.Segue ennesimo controllo in intramoenia dal vice primario confermando che il problema è il calcolo e la sclerosi vescicale. Tempi di attesa almeno due mesi. Facciamo l'intervento presso la clinica privata.Operazione ok in giugno... il calcolo viene esaminato: esito negativo… unica cosa strana tracce di sangue nell'esame delle urine e la ves un pò alta. Segue quinta visita urologica e flussometria perfette ma non si evincono problemi particolari... l'urologo afferma che le tracce di ematuria nelle urine sarebbero da imputarsi al post operatorio. Siamo nel giugno 2016: altro episodio di ematuria visibile questa volta. Nuova ecografia e visita urologica. L'urologo esclude un tumore alla prostata o al rene anche se il psa arriva oltre al valore di 5,2. Ci consiglia una cura a base di antibiotici… l’ematuria leggera potrebbe essere la callosità al collo della vescica resecata con il laser a provocare ogni tanto episodi di ematuria. Nuovo episodio di ematuria a metà novembre 2016. Ritorniamo dall’urologo che conferma di non notare particolari problemi e su mia richiesta di effettuare una cistoscopia mi dice di aspettare dopo un ennesima cura a base di antibiotici, ma le cose non vanno bene. Portiamo in ospedale papà il 30 di novembre 2016. Viene sottoposto ad urotac e ureteroscopia che confermano una neoformazione uroteliale papillare. A gennaio papà viene operato. L'esame istologico da esito infausto: carcinoma uroteliare papillare ad alto grado infiltrante. LA MIA DOMANDA E’ LA SEGUENTE: Potrebbe essersi già manifestato questo tipo di tumore due anni fa in occasione del primo episodio di tracce di sangue nelle urine? E nel caso il tumore fosse stato già presente nel 2015 avremmo potuto scoprirlo con un esame citologico o con una urotac che non ci sono mai stati consigliati dall’urologo? Saremmo riusciti ad intervenire su questo tipo di tumore senza recidive? Un oncologo qui a Catanzaro dice che è impossibile scoprire tale patologia vista la sua natura insidiosa e latente… anche su pazienti seguiti trimestralmente spesso non si riesce a scoprire il problema se non quando è troppo tardi. Oppure per esclusione questo tipo di carcinoma è comparso solo recentemente.
Grazie per qualsiasi tipo di chiarimento potrete darmi.
Cordialmente
Michele da Catanzaro

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'intervento eseguito per il calcolo comporta sempre una valuatzione endoscopica dela vescica, cui per sommaria possa essere (non ricercandosi alterazioni specigiche) certamente non può sfuggire la presenza di una neoformazione significativa. Pertanto siamo portati a pensare ad una infausta coincidenza. Inutile quindi rimuginare sul passato, l'importante è ora affrontare la situazione nella sua realtà coningente. Lei non ci riferisce l'età di suo padre. che è uno dei criteri di giudizio più importanti per decidere su che cosa consigliare.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 347XXX

Gentile Dr. Piana la ringrazio per la sua risposta celere. Mio padre avrebbe compiuto 82 anni ad ottobre per cui all'epoca dell'intervento (2 anni prima ne aveva 79). Il punto sta nel fatto che 2 anni fa dopo l'intervento abbiamo notato che nell'esame delle urine c'era ancora la presenza di tracce di sangue. La mia colpa è di non aver scelto un medico affidabile. Altri dottori mi hanno confermato che in caso di microematurie è bene fare esami più approfonditi se si tratta di un uomo ultraottantenne. Peraltro sono giustificato solo dall'infausta coincidenza di 3 problemi contemporaneamente ma mia sorella in rete aveva letto tutto ciò e mi aveva consigliato di rivolgerci a qualche altro dottore. Sono stato io a fidarmi ciecamente dell'urologo e di fatto ho segnato la fine di papà. Probabilmente nel 2015 il tumore era circoscritto e papà sarebbe ancora vivo. E' questo che mi ha tolto la voglia di vivere. Per il resto sono ipotesi: ho letto che un tipo di tumore che ha quasi sempre recidive, che è insidioso... etc. ma io mi sento colpevole. Lei cosa ne pensa? Mi scusi per lo sfogo ma questa esperienza mi ha cambiato la vita... anche perchè contemporaneamente ai primi sintomi di papà ho perso mia mamma... mi sento perseguitato dal destino...
Un caro saluto. la ringrazio infinitamente se può darmi qualche altro parere sulla base dell'età di papà...

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Molto sinceramente avrebbe fatto assai meglio a riferirci da subito quale è stata l'evoluzione, purtroppo infausta, della vicenda, perchè avremmo da subito potuto argomentare in altro modo. Fare delle cosiderazioni su una storia simile comporta esprimere dei giudizi che sono già difficili per un medico legale che abbia a disposizione nel dettaglio tutti gli elementi di giudizio. Posto che si vogliano andare a cercare dei profili di responsabilità. Questo approccio trascende notevolmente gli scopi unicamente informativi di questo nostro servizio gratuito. Comprendiamo il suo stato d'animo, ma non possiamo dirle molto di più.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 347XXX

Ok... grazie... capisco... anche se in realtà io volevo solamente capire se facendo una urotac nel 2015 avremmo potuto scoprire il problema e se intervenendo avremmo avuto la possibilità di eliminarlo o ci sarebbero state recidive...
Mi scusi... ma la confusione è tanta e volevo capirci qualcosa in più... rimarrò nel dubbio finchè vivrò... ormai è andata così.
Saluti

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Abbiamo l'impressione che lei cerchi delle legittime e confortanti certezze, che però ben difficilmente qualcuno si sentirà di darle, purtroppo tantomeno noi a distanza.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 347XXX

Esattamente come dice lei. Non so a chi rivolgermi... anche solo per capire se questo tipo di carcinoma non lascia scampo o se preso in tempo si ha qualche possibilità di risolvere definitivamente. L'idea che mi sono fatto io leggendo e rileggendo su decine di siti e forum è che 2 anni fa eseguendo correttamente una urotac avremmo scoperto che c'era qualcosa di anomalo. Intervenendo all'epoca probabilmente (anche se trattasi di un carcinoma ad alto grado infiltrante) il problema forse era ancora circoscritto al solo rene o parte dell'uretere. Conclusione: a volte si fanno errori imperdonabili... ed io l'ho fatto per leggerezza o per eccessiva fiducia nel medico che lo seguiva... comprendo benissimo come dice lei che certezze non c'è ne stanno... bisognerebbe andare indietro nel tempo e constatare... cercherò ancora. Non posso fare altro.
Grazie per la comprensione