Utente 461XXX
Salve gentili dottori. Il 18 Maggio mi è stata diagnosticata una prostatite cronica batterica, dopo aver riferito all'Urologo sintomi quali fitte al meato uretrale e all'ano, eiaculazione precoce e bisogno frequente di urinare ed aver eseguito gli esami del caso. Sono infatti risultato positivo ad E. Coli. Mi é stata dunque data una cura a base di Amoxicillina 825 mg+Acido clavulanico125 mg e Topster supposte ed Ananase (questi due da assumere ogni qualvolta la prostata si infiammasse, fatto accaduto 2-3 volte). Ho fatto 3 cicli di antibiotico, dal 19 al 30 nei mesi di Maggio, Giugno e Luglio. Alla fine non avevo quasi piu sintomi, solo pizzicori sul pube e sporadiche fitte al meato e all'ano, dovuti, secondo il medico di base, a pochi batteri residui. Ho fatto tampone ed è risultato ancora positivo ad E. Coli, e risultava che Amoxicillina era diventata inefficace. Mi è stata data quindi Ciprofloxacina, iniziata ad assumere il 21 Agosto. Intanto i sintomi avevano iniziato ad aumentare, coerentemente con il fatto che la colonia batterica residua aveva iniziato ad aumentare di nuovo di numero, secondo l'ipotesi del medico. Dunque quei pochi sintomi rimasti avevano iniziato a svanire con Ciprofloxacina, e pensavo di aver ormai debellato la colonia...Senonché la prostata si é infiammata, come non accadeva da Giugno. Ora, io soffro di colon irritabile.. E prima di ogni infiammazione prostatica, compresa questa, ho avuto giorni di stitichezza. Quindi, come dice il medico di base, c'è correlazione tra le due malattie. Aveva senso però che la prostata si infiammasse all'inizio dell'infezione, non ora, dato che non dovrei avere più batteri quasi.. L'urologo dice che dovrei fare 3 cicli in tutto di Ciprofloxacina. Sembrava non curarsi del fatto che fosse il Colon,forse, la causa! Questa infiammazione, apparsa venerdi 25 Agosto, si differenzia però dalle altre per il fatto che il mio desiderio sessuale non é crollato. Non doveva infiammarsi poi, dato che i batteri dovrebbero essere assenti ormai. Da tutto questo alcune domande.
1-Il Colon, con i suoi "capricci", ha colonizzato ancora la prostata in un attimo con E. Coli nonostante 3 mesi di cura, dato che si è infiammata di nuovo? Oppure, dato che i sintomi sono un po' diversi, dipende dal fatto che il colon l'ha irritata molto, e i batteri non ci sono più?
2-l'Urologo dice di astenersi dai rapporti e dalla masturbazione durante ogni ciclo di Ciprofloxacina ed oltre, ma molti medici dicono il contrario.Cosa fare?
3- Soffro anche di Ipotiroidismo primario subclinico, che sto curando con Tirosint 25 microg. Sia l'infiammazione prostatica, che i sintomi dell'Ipotiroidismo (febbricola con caldo e dolore dalla Tiroide) che una tossetta con mal di gola si sono manifestati da quando assumo Ciprofloxacina. É un caso?
4- All'inizio dell'infezione avevo costantemente un cerchio rosso sul meato uretrale, che è andato via via attenuandosi. Indicava presenza di batteri? Grazie per le risposte e scusate la lunghezza.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
La relazione tra intestino e basse vie urinario (uro-genitali nel maschio) è strettissima. Nella gran parte dei casi i batteri coinvolti nelle infezioni urinarie sono di origine intestinale. In pratica, la causa del probelma è eminentemente intestinale (nmalfunzione, stitichezza, flora batterica alterata) mentre a ilbello urinario od uro-genitale possiamo pensare solo al limite ad una certa suscettibilità soggettiva, ma in pratica questi organi solo il bersaglio innocente di problemi originati altrove. Pertanto, le attenzioni vanno dirette principalmente verso l'intestino, verosimilmente con il coinvolgimento (quantomeno nei casi più seri) di un gastro-enterologo e di un nutrizionista. Sono infatti molto comuni le intolleranze alimentari, molti problemi possono essere nettamente migliorati con un regime alimentare ragionato e corretto. In quanto alla terapia antibiotica, questa deve essere orientata sempre alla massima parsimonia, poiché a fronte di una transitoria efficacia sui sintomi urinari, si va inesorabilmente incontro ad uno stravolgimento della flora batterica intestinale, innescando quindi un pericoloso circolo vizioso. Quando proprio non se ne pouò fare a meno (febbre, disturbi intensi, complicazioni), l'assunzione di antibiotici devev essere accompagnata da generosa somministrazione di fermenti lattici, probiotici e quant'altro utile al mantenimento di una flora batterica equilibrata. Per quanto inerente l'attività sessuale, con l'eccezione delle fasi salienti della prostatite acuta febbrile (non è il suo caso), mediamente una certa attività sessuale può essere benefica, nell'ordine del paio di eiaculazioni la settimana, senpre che queste accentuino invece l'irritazione, cosa a volte possibile. Sui rapporti con l'ipotirodismo non ravvediamo rapporti così significativi. Il meato uretrale arrossato non è di per sè segno particolare e tipico, a meno di rari problemi residenti in questo punto.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente 461XXX

Grazie dottore per la gentile risposta. È possibile che stavolta a causa del colon la prostata si sia solo irritata, fino ad infiammarsi, senza però la presenza di batteri, dato che stavo meglio? L'Urologo, poi, riferisce che potrei far chiudere i dotti seminiferi per risolvere il problema, o quantomeno aiuterebbe, ma negli ospedali pubblici non si esegue più questa operazione; dovrei quindi rivolgermi ad un privato. Sarebbe una valida alternativa?

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
La vasectomia può evitare il propagarsi di infezioni dalla prostata ai testicoli (epididimi), ma non ci pare che questa sia una caratteristica della sua storia. Non ne ravvediamo quindi un particolare vantaggio. La vasectomia in Italia non è mai stata eseguita ordinariamente nelle strutture pubbliche, poichè tuttora (a distanza di decenni) non è ancora stato chiarito il profilo legale di questo intervento, che porta ad una perdita totale della fertilità e che quindi a rigore è da considerare lesione gravisisma.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#4] dopo  
Utente 461XXX

Dal mio urologo avevo capito che avrebbe influito positivamente sull'infezione della prostata e non sulle complicanze, ma infatti mi sembrava strano.. Ho fatto una domanda del genere perche lui riferisce che forse dovrei potrarre la terapia antibiotica per anni! Non mi sembra fattibile.. Ho letto anche che si potrebbero praticare infiltrazioni di antibiotico direttamente nella prostata come valida alternativa. È una strada praticabile? Grazie di nuovo in anticipo.

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Il tema della terapia antibiotica nelle irritazioni prostatiche a decorso prolungato è turttora molto dibattuto. Alcuni Colleghi sono fautori di terapie genrose e prolungate, altri poco,e niente. La maggioranza dei consulenti di Medicitalia si attesta su questa sedonda posizione. Chi abbia ragione ancora non si sa, sta di fatto che se gli antibiotici fossero davvero in grado di risolvere, la prostatite cronica sarebbe stata sconfitta da tempo, cosa che purtroppo mom è.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#6] dopo  
Utente 461XXX

Dunque il consiglio sarebbe quello di rivolgersi ad un gastroenterologo, per cercare di eliminare la causa risiedente probabilmente nel colon? Ho anche letto che parte della cura consisterebbe nell' idrocolonterapia. È vero? Grazie ancora anticipatamente.

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Questo non le sappiamo dire, moltissimo però ha a che fare con l'alimentazione.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#8] dopo  
Utente 461XXX

Ho capito. Grazie per i consigli; arrivederci.