Utente 212XXX
salve a tutti,

cerco di riassumere. In fondo le domande.

IN BREVE
> uomo 37 anni
> 2013: primi fastidi alla prostata; feci all'epoca molti esami, nessuno dei quali rivelava alcun problema di sorta. Gli urologi erano discordi. Per alcuni prostata leggermente ingrossata; per altri problema di colite
> 2013 - ad oggi: ho imparato a conoscere il mio fastidio; esso cresce con il consumo di cibo spazzatura, caffé, troppa masturbazione, troppa sedentarietà; mi sono giostrato in autonomia e non ho fatto più controlli
> 2017: a seguito di alcuni fastidi (urinare spesso, sensazione di non svuotamento) ho svolto un checkup - vedi sotto

ULTIMO CHECKUP
> Episodio isolato di ipertensione (Natale 2016) regredito spontaneamente dopo 2 giorni (esami di laboratorio ed ECG negativi). Circa 4 anni fa ha avvertito dolenzia alla regione perineale regredito [MIA NOTA: non è regredito, è rimasto tale] dopo assunzione di Serenoa Repens e Oki supposte. Ultimamente notava pollachiuria, disuria e sensazione di minzione impellente. A volte nicturia (1-2 volte). PSA in attesa di deteminazione (0,47 ultimo valore risalente al 2013) [MIA NOTA: esame arrivato, PSA = 0.48].
> VISITA UROLOGICA: Addome pianeggiante, cicatrice ombelicale normointroflessa, ben trattabile in tutti i quadranti alla palpazione superficiale e profonda, non dolente nè dolorabile. Giordano negativo bilateralmente. Genitali esterni normali. Prostata ai limiti della norma, consistenza parenchimatoso-molle, non dolente, solco mediano appiattito.
> ECOGRAFIA RENI, VESCICA E PROSTATA (ANCHE PER VIA TRANSRETTALE): Reni normali per dimensioni ed ecostruttura (piccola cisti mesorenale a sn). Vescica con pareti regolari senza apparenti difetti parietali nè di contenuto. Sbocchi ureterali in sede, normali. Prostata di 41.3x38.5x23.0 mm (circa 20 gr.) con componente centrale di 38.8x37.2x22.1 mm (circa 25 gr.); stria di sclerosi tra porzione centrale e periferica, cisti da ritenzione; calcificazioni intraparenchimali; edema trigonale come da prostatite subacuta.
> UROFLUSSOMETRIA: Q Max: 12.7 ml/s; Q Voi: 349 mi. Valori di flusso ridotti con partecipazione del toirchio addominale. RPM: Assente.

CONCLUSIONI
> Prostatite subacuta. Valori di flusso ridotti. Si consiglia: Xatral 10 (1 cp alla sera); Permixon 320 (1 cp al mattino a cicli di 2 mesi con interruzione di 20 giorni fra un ciclo e l'altro); Oki (1 supp. alla sera per 1 settimana).

DOMANDE
1) se è una prostatite subacuta, come mai dura da 4 anni?
2) che relazione c'è tra pressione sanguigna e prostatite / problemi urologici?
3) una prostatite subacuta può diventare acuta? quali potrebbero essere i fattori scatenanti?
4) "stria di sclerosi tra porzione centrale e periferica" cosa implica?
5) "calcificazioni intraparenchimali" - cosa implica?
6) i valori di flusso ridotti sono dovuti dalla prostatite?
7) condividete i medicinali prescritti o avreste altri medicinali da consigliare (li discuterò al prossimo controllo)

Grazie!

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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1) Il rigore scientifico porterebbe addirittura a definire una situazione simile come "prostatosi", termine che però nessuno ha mai utilizzato nè utilizzerà.Questo per dirle che si tratta solo di un giro di parole che ogni specialista usa a modo suo.
2) Sostanzialmente nessuno.
3) La prostatite acuta ha causa infettiva, la manifestazione più comune è la febbre, anche molto elevata. I disturbi urinari possono essere variabili. Ovviamente questa infezione può arrivare a ciel sereno oppure sovrapporsi a situazioni precedenti, Questo accade ad esempio quando vi sono a monte dei disturbi intestinali con alterazione della flora batterica residente.
4) Si tratta solo di un aspetto ecografico tipico degli esiti di pregresse infiammazioni. Spesso in questa zona si formano anche dell piccole calcificazioni. Di per sè non è causa di nulla in particolare.
5) idem
6) Talora la condizione irritativa o congestizia cronica porta ad una riduzione dell'alaticità del collo vescicale e del primo tratto dell'uretra che appunto attraversa la ghiandola prostatica. Questa è la causa delle manifestazioni e dei disturbi di tipo "idraulico". Talora la situazione si può sovrapporre ad una riduzione congenita dell'elasticità e dell'ampiezza del collo vescicale. In questi casi i soggetti riferiscono di aver sempre urinato male, dall'adolescenza in poi.
7) Non essendovi una terapia specifica di provata efficacia, ogni specialista si regola a modo suo, seguendo le propie abitudini ed esperienza. Quello che ci riferisce è un approccio molto comune, la componente attiva è certamente costituita dall'alfa-litico (alfuzosina), teoricamente in grado di facilitare velocemente il flusso e ridurre la frequenza degli stimoli. Più sfumata è l'azione dell'integratore estratto dalla palma nana (serenoa repens), anche se utilizzato da decenni come generico coadiuvante di tutti i disturbi prostatici.
In conclusione però le ricordiamo che l'approccio più foriero di soddisfazioni è senz'altro quello cui lei stesso fa cenno, ovvero le attenzioni dirette allo stile di vita, nei classici aspetti di alimentazione, idratazione, funzione intestinale, attività fisica ed attività sessuale.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 212XXX

gentile Dottore,

la ringrazio molto per la sua paziente risposta.

Vorrei se possibile approfondire alcuni punti:

"Talora la condizione irritativa o congestizia cronica porta ad una riduzione dell'alaticità del collo vescicale e del primo tratto dell'uretra che appunto attraversa la ghiandola prostatica."

Mi chiedo dunque se questa situazione sia reversibile. Potrò con la cura prescritta riguadagnare funzionalità permanentemente oppure "il danno è fatto"?

"l'approccio più foriero di soddisfazioni è senz'altro quello cui lei stesso fa cenno, ovvero le attenzioni dirette allo stile di vita, nei classici aspetti di alimentazione, idratazione, funzione intestinale, attività fisica ed attività sessuale."

Si sente di darmi qualche consiglio specifico che nella sua competenza/esperienza si è dimostrato essere particolarmente importante?

Grazie mille!

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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1) La condizione è parzialmente reversibile, è noto come in questi casi a tempi lunghi qualche disturbo rischia sempre di ritornare.
2) I punti salienti sono i soliti: alimentazione, idratazione, funzione intestinale, attività fisica ed attività sessuale. ne abbiamo già parlato migliaia di volte, una breve ricerca le darà certamente soddisfazione.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#4] dopo  
Utente 212XXX

Grazie mille per la cortese risposta!