Utente 181XXX
Buongiorno,
mio padre, ottantenne e' affetto da ipertrofia prostatica benigna e dovra' essere operato il prima possibile perche' non riesce piu' ad urinare senza il supporto del catetere. Siccome e' molto magro e soffre di Alzheimer ai primissimi stadi, il suo urologo preferisce evitare l'intervento standard che comporterebbe una lunga decenza, sanguinamento e recupero piu' lungo e ci ha indirizzato verso un centro in cui puo' essere operato con il laser a luce verde. Poi abbiamo saputo che in un ospedale molto piu' vicino alla nostra citta' si utilizza il laser ad Holmio a 120v. A questo punto siamo molto confusi. Noi, senza tener conto della distanza, vorremmo scegliere la soluzione migliore, che comporti meno rischi. Che differenza c'e' fra i due tipi di laser? sono ugualmente efficaci? ci sono rischi piu' superiori di uno rispetto all'altro? Grazie mille! Saluti

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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TORINO (TO)

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L'intervento disostruttivo endoscopico porra a risulati in genere molto buoni che si stabilizzano dopo 40-60 giorni, indipendentemente dal tipo di tecnica adottata, sempre che la stessa venga praticata da un professionista esperto. Quesllo che può cambiare è la fase immediatamente successiva all'intervento, per la quale l'utilizzo dei laser offre dei vantaggi di un certo rilievo, che lei ha già sommariamente elencato. Per questo tipo di intervento si utilizzano oggi principalmente tre tipi di laser: tullio, olmio e KTP (anche detto "verde"). Vi sono delle piccole varianti di tecnica ed indicazioni, ma sostanzialmente il risultato è molto simile. In linea di massima l'olmio (HOLEP) permette in mani esperte di gestire brillantemente anche prostate di elevate dimensioni, cosa un poco meno agevole con gli altri laser. Con il "verde" possono invece essere operati anche soggetti in terapia anticoagulante cronica, senza che questa debba essere interrotta. Ma sostanzialmente assai più del tipo di apparecchiatura utilizzata conta l'esperienza dell'operatore. A parità di questa considerando anche le peculiari caratteristiche di suo padre, noi raccomanderemmo la soluzione logisticamente più favorevole, evitando lunghi trasferimenti ed eccessiva distanza dal centro, foriera anche di possibili difficoltà di comunicazione.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente 181XXX

La ringrazio tantissimo per la risposta immediata. E' stato molto chiaro e ci ha tranquillizzato sulla scelta da fare!
cordialmente