Utente 264XXX
Gentili Dottori,
Premetto che ho 56 anni e mezzo e 3 anni fa ho subito la prostatectomia radicale (con tecnica robot-laparoscopica), per un carcinoma gleason 3+3.
Invece, 6 anni fa circa, a seguito ecografia di controllo, mi venne osservata "nella metà inferiore del rene sn una formazione cistica a contenuto liquido omogeneo con qualche sepimentazione ed un piccolo aggetto cistico nella sua porzione piu' declive".
In questo periodo lo specialista urologo ha optato per una strategia di controllo ed osservazione; nel tempo le caratteristiche e le misure della cisti sono rimaste sostanzialmente stabili.
A seguito dell'ultima RM con MDC (aprile 2017) ed ecografia (qualche giorno fa-ottobre 2017), mi è stata adesso indicata l'opportunita' di dover intervenire chirurgicamente per la rimozione; riporto sinteticamente i due ultimi referti:
RM CON MDC (aprile 2017): a carico del rene sn risulta manifestazione espansiva (3 cm) di tipo cistico sepimentata, con pareti spesse ed irregolari sede di depositi calcifici, con persistenza di una nodulazione (1,7 cm) nel contesto della cavità cistica sul versante posteriore, che presenta modesta impregnazione dopo mdc. La lesione origina dal polo inferiore del rene, risulta entro la capsula renale e si sviluppa parzialmente nel seno renale. L'aspetto è compatibile con un tumore cistico multiloculare (tutto il resto è regolare).
ECOGRAFIA: (ottobre 2017): presenza a livello del terzo medio inferiore rene sn, in sede corticale, di formazione cistica complessa di 2.3 x 2.4 cm con fini sepimenti interni e probabile componente solida periferica di spessore di 4mm circa (tutto il resto è regolare).

Volevo chiederVi: in un caso simile, è senz'altro da preferire la tecnica chirurgica robot/laparoscopica rispetto a quella tradizionale ?
Leggendo i vari pareri ed articoli sull'argomento sembrerebbe proprio così, ma ho avuto modo di chiedere un consulto a due chirurghi specialisti sull'argomento, ed uno dei due mi ha detto che un intervento del genere per lui è preferibile effettuarlo a "cielo aperto", instillandomi così qualche perplessità. (L'altro opta senz'altro per la tecnica laparoscopica)
Inoltre, è verosimile che la tecnica a "cielo aperto" puo' arrecare danni anche permanenti alla parete addominale e/o ipotonia dei relativi muscoli ?
Chiederei dunque un Vs. cortese riscontro per aiutarmi ad effettuare la scelta piu' adatta al mio caso.
grazie e cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Concordiamo certamente sulle indicazioni operative. Il risultato finale è certamente simile, la laparoscopia convenzionale o robotizzata è senz'altro meno invasiva e permette una degenza abbreviata. Per un giudizio più appropriato sarebbe indispensabile valutare le immagini della risonanza magnetica. In linea di massima però possiamo affermare che l'approccio laparoscopico necessiti di competenze tecniche avanzate in questo tipo di procedura, che non sono ancora così diffuse tra i nostri Colleghi, mentre invece l'approccio a cielo aperto fa parte della comune pratica urologica tradizionale. Noi in linea di massima consigliamo sempre, a parità di risultato, di scegliere lo specialista nel quale si ripone fiducia e non la tecnica, specie se questa scelta impone difficoltà logistiche (lontananza, ecc.).
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 264XXX

grazie Dr. Piana, buon lavoro