Utente 400XXX
Buongiorno, ho 18 anni e ho avuto l.a mia prima colica renale mercoledì scorso, in data 25/10/2017. Vorrei avere una spiegazione del mio referto del pronto soccorso che dice “A destra si osserva modesta dilatazione delle cavità calico-pieliche e della pelvi renale con presenza, di alcuni calici dei gruppo medio è superiore, di materiale iperecogeno di verosimile natura litiasica.”
A quanto riferito dal pronto soccorso sarebbe la “renella”, mentre il mio medico di base ha definito che sono calcoli di piccola dimensione con renella. In questi giorni ho bevuto molto e controllato le urine ma non mi è parso di vedere nulla di strano.

Sono sotto terapia inoltre di diclofenac eg 100mg da prendere ogni mattina dopo colazione per 8gg, antibiotico (ciprofloxacina 500mg x2 die x7gg), xatral 10mg 1cp sera per 5gg, prednisone 1cp dopo pranzo per 3gg e gastroprotettore. Dalla prima colica di mercoledì ne sono susseguite mostre altre, tra cui una nel momento in cui le sto scrivendo. L.a dottoressa ha consigliato di aggiungere tachipirina 1000 ogni 8 ore in caso di dolore ma ne la tachipirina che il diclofenac fanno effetto. Il dolore diminuisce da solo dopo tre o quattro ore.
Non so più che antidolorifici prendere o tra quanto questi dolori potrebbero passare, sto passando 5 giorni di inferno.
Ho notato che i dolori avvengono principalmente durante la notte e durante la mattina, mentre pomeriggio e sera negli ultimi due giorni sono assenti.
Cosa dovrei fare? E cosa dovrei mangiare secondo lei?

Grazie e spero in una sua risposta.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Il dolore della colica è dovuto all'ostruzione acuta al deflusso dell'urina lungo l'uretere tra il rene e la vescica. Vi è molto probabilmente un altro (piccolo) calcolo in transito, quelli riolevati nei calici renali non possono essere la causa dell'attuale problema. Purtroppo l'ecografia non riesce a valutare con precisione il decorso dell'uretere, se non nei promi ed ultimi 2-3 cm, in particolare se si tratta di rilevare calcoli di piccole dimensioni. Pertanto, a fronte di sintomi persistenti, la situazione deve essere necessariamente chiarita con l'esecuzione di una TAC dell'addome senza mezzo di contrasto. Solo a questo accertamento non possono sfuggire calcoli anche di piccole dimensioni, in qualsiasi punto delle vie urinarie.
Le consigliamo la lettura di questo nostro articolo, che tratta specificatamente queste situazioni:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1194-coliche-renali-trattare-sintomi-risolvere-problema.html

Il termine "renella" o "sabbia renale" è molto vago ed ha un reale significato solo in situazioni particolari ed abbastanza rare. Quello che viene definito in questo modo all'ecogafia si riferisce in genere a piccole calcificazioni della parte interna del rene, le cosiddette placche di Randall, che dei calcoli possono essere considerate i progenitori.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 400XXX

Grazie mille per la risposta esaustiva

Ieri, dopo aver avuto l’ennesima colica, sono tornata in pronto soccorso dove, finalmente oserei dire, hanno effettuato una tac, dove si è riscontrato un calcolo di 4mm a un cm dallo sbocco nella vescica.

Quanto ci metterà a percorrere questo centimetro? Avró altre coliche? È molto lontano un centimetro? Ci sono dei “trucchetti” che possono aiutare il calcolo a scendere più in fretta? E infine, come faccio a sapere che il calcolo è arrivato nella vescica?

Mi scusi per tutte queste domande, ma non vedo l’ora che sia tutto finito.
Aspetto una sua risposta, grazie

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Immaginiamo che le sia stata prescritta la terapia "espulsiva" di cui avrà già letto nel nosyro articolo. Il comportamente del calcolo è assolutamente imprevedibile, anche se le dimensioni modeste possono spingere ad un cauto ottimismo. Il passaggio in vescica è generalmente accompagnato dalla comparsa (anche fugace) di disturbi irritativi vescicali, che nella donna posono essere scambiati facilmente per cistite. Questi sono abitualmente seguiti da una repentina scomparsa dei sintomi, piuttosto raro è invece che un piccolo calco possa veramente essere individuato e raccolto dalle urine. Per questo motivo, se non si riscontra direttamente l'avvenuta espulsione, è indispensabile ripetere quantomeno una ecografia entro 2-3 settimane.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 400XXX

L.a vecchia terapia è stata ridotta a antibiotico due volte al giorno fino al 2 novembre e xatral una volta al giorno sempre fino al 2 novembre.

Ieri sera ho avuto altri due episodi dolorosi che non hanno portato all’espulsione del calcolo. Mi consiglia di ricominciare a fare quello che facevo prima (quindi scuola, amici, ecc...) o di aspettare che questo venga espulso?

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Per la sua vita "sociale", non vi sono ovviamente restrizioni, faccia quel che si sente di fare. Per il resto, come già le abbiamo speigato, il da farsi è dettato da un compromesso tra l'attendere l'espulsione di un piccolo calcolo e l'incombenza di episodi dolorosi, anche importanti. Se entro alcuni giorni dalla fine della terapia ancora si manifestassero disturbi evidenti, sarà verosimilmente il caso di rompere gli indugi e èpensare ad una risoluzione endoscopica (anche in urgenza se del caso).
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 400XXX

Salve dottore, dopo l’ultima volta che le ho scritto ho ripreso a fare la mia vita normale senza alcun dolore. Questa domenica sono andata a pattinare e la mattina successiva ho avuto fastidio per tutta la giornata, da quando mi sono svegliata fino ad addormentarmi. Il fastidio non era un dolore molto forte, simile a quello della colica, ma comunque presente. Ho notato che quando alzo la gamba verso di me sento come se ci fosse qualcosa che tira sul rene, come una corda che quando alzo la gamba sul rene arriva il dolore. In tutto questo ieri sera verso le 7 ho avuto una colica e ho dovuto prendere 10 gocce di toradol.
Cosa potrebbe essere? Un altro calcolo? O sempre lo stesso che sta compiendo l’ultimo cm prima di arrivare in vescica?

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

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I dolori e fastidi evocati direttamente dal movimento è assai poco verosimile che abbiano una causa renale, mentre è assai più probabile che sia una questione di colonna vertebrale, legamneti, muscoli, eccetera. Talora è molto difficile differenziare le due situazioni, anche per lo specialsita esperto, senza dubbio solo una attenta visita può essere d'aiuto più di qualsiasi altro accertamento. D'ogni modo, qualora persistesse il dubbio della presenza del calcolo e questo non fosse evidenziabile dall'ecografia, sarà opportuno eseguire una TAC dell'addome senza mezzo di contrasto.
Dr. Paolo Piana
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