Utente 513XXX
Buon giorno,
a seguito di un controllo ecografico su addome completo per scopi preventivi mi viene trovata la “renella” e raccomandato di bere molto. Tuttavia successivi controlli non hanno evidenziato miglioramenti, semmai un peggioramento. Per maggiore precisione riporto un estratto del referto dell’ultima ecografia, risalente a pochi giorni fa: “Presenza di spot iperecogeni riferibili a microlitiasi, le maggiori delle quali al III medio del rene dx del dm circa 4.4 mm e al III medio superiore del rene sx del dm circa 5.6 mm. Esame con sonda Convex a 3 e 6.5 MHz.” Le precedenti ecografie avevano riportano referti similari e nessun altro dato alterato.
La cosa che mi lascia perplesso è l’evoluzione delle dimensioni di queste microlitiasi nelle varie ecografie, eseguite in posti diversi e da ecografisti diversi (dimensioni in mm): aprile 2013 (sx: niente, dx: 3), nov. 2013 (sx: 2, dx: 2.5), mar. 2015 (sx: 5.4, dx: niente), dic. 2018 (sx: 5.6, dx: 4.4).
Le mie condizioni generali sono più che buone, con solo disturbi comuni, quali la cefalea muscolo-tensiva; mai avuto nessun sintomo riferibile all’apparato urinario. Le analisi di sangue ed urine eseguite in questi anni ad intervalli regolari (tra 1 e 2 anni) sono quasi perfette, se si esclude un leggero sforamento del colesterolo totale (circa 210), con un rapporto totale/HDL di circa 4. Le urine hanno un pH tra 5.5 e 6.5.
Per quanto riguarda la familiarità, non ho notizie di calcolosi da parte di padre. Mio padre ha sofferto di insufficienza renale come conseguenza di problemi vascolari (stenosi arteria renale) e di un operazione ad un tumore, ma nessuna calcolosi. Nella famiglia di mia madre so di uno zio con calcoli.
Conduco una vita molto regolare nei ritmi, con alimentazione varia in cui frutta e verdura sono presenti in quantità. Ho un lavoro sedentario, ma non mi faccio mancare mai una camminata di circa 2 km al giorno.
Da quando mi è stato detto di bere molto (quindi da oltre 5 anni) ho iniziato a farlo, ma mi è sembrato prudente non eccedere, pertanto, oltre ai liquidi assunti con i cibi, bevo ogni giorno 1.5 litri di acqua oligominerale (residuo fisso tra 80 e 170 mg/l, pH attorno a 7.5), distribuendola lungo le ore di veglia (non durante la notte).
Vengo ai quesiti.
Cercando sul sito tra le varie risposte a casi analoghi (dott. Paolo Piana) ho letto che referti come il mio non è detto che si debbano riferire a calcoli, ma semmai alle “placche di Randall”. È possibile che si tratti di ciò anche nel mio caso? Che tipo di ulteriori esami si possono fare per chiarire la situazione?
Che tipo di prevenzione si può attuare? Il mio timore infatti è che, se il semplice bere non ha provocato alcunché, interventi più incisivi possano “smuovere” ciò che c’è (qualunque cosa esso sia) e provocarmi una bella colica, che sarebbe un modo di fare prevenzione che mi appare un po’ controproducente.
Ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Posto che è molto probabile si tratti davvero di placche di Randall, una valutazione più seria e completa, da assumere anche come punto di riferimento per il futuro, comporta l'esecuzione di una TAC dell'addome senza mezzo di contrasto.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente 513XXX

Grazie mille dottore, anche per la velocità.