Utente 524XXX
Egregi dottori.

Apro questo consulto per fugare qualche dubbio ed esporre nel contempo il mio caso.

Una premessa: La diagnosi che mi fu data all'età di anni 28 in relazione alla sintomatologia algica che interessò al tempo il testicolo sx fu varicocele di 2 grado con testicolo lievemente ipotrofico (rilevazione a mezzo ecocolor doppler durante visita di vostri colleghi urologi).

In sostanza dopo quasi due (2) anni di algie che erano divenute croniche e invalidanti, si decise in accordo medico dopo innumerevoli consulti, di procedere con l'intervento di correzione della patologia che venne effettuato con tecnica di legatura alta (Ivanissevich). La situazione migliorò ma ci vollero quattordici mesi.
Nel novembre del 2018, in seguito a sollevamento di carichi importanti da terra , ho accusato nuovamente un dolore sovrainguinale in fossa iliaca sx che rapidamente nell'arco di due settimane ha coinvolto il testicolo sx con una sintomatologia pressochè identica a quella originata dal varicocele diagnosticatomi diciassette (17) anni prima.

Feci da privato un nuovo doppler scrotale che evidenziò come mi aspettavo una recidiva del medesimo grado al medesimo testicolo. Venni quindi ri-operato stavolta con approcio radiologico (embolizzazione della spermatica di sinistra con spirale).

Chiedo ora:

Perchè in certi casi (il mio appunto) il varicocele genera una sintomatologia così acuta? Capisco la sensibilità diversa dei vari soggetti o l'interferenza di altre patologie se concomitanti ma molti uomini pur presentando varicoceli di grado ben più elevato del mio non si accorgono praticamente di averlo se non per casualità (controllo fertilità).

Altro quesito. Le tecniche a cui sono stato sottoposto: Io personalmente ho apprezzato maggiormente l'approccio ragiologico (accesso brachiale) oltre che per la miniinvasività dell'atto, anche perchè con l'esame flebografico e solo con quello è stato possibile vedere e capire da parte dell'operatore come si sviluppava la rete vascolare e che in realtà la valutazione del doppler per quanto ritenuta affidabile non era completamente esatta. Il mio reflusso superava difatti il 3 alla fine e l'ectasia venosa coinvolgeva anche il tratto dove la spermatica vira a 90 in zona sovrainguinale immettendosi poi nella renale, con un calibro della vena di 1cm. Da parte vostra tale approccio può considerasi risolutivo o nel futuro come già avvenuto con la legatura potrei incorrere in un altra recidiva? La vena embolizzata con spirale (nessuno sclerosante) tenderà a trombizzare e può considerarsi licenziata dal circolo venoso di nuova formazione o devo temere in merito sorprese?

Grazie delle vostre repliche scusandomi del tempo sottrattovi.

Peter Fontana

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Tutte le alterazioni ad insorgenza acuta dell’organismo tendono naturalmente a manifestarsi con disturbi più intensi. Nel suo caso, è certamente assai più percepibile una tensione ad insorgenza rapida delle vene testicolari piuttosto che una situazione simile, o anche ben più evidente, evolutasi invece nel cosro di anni o addirittura decenni. Vi sono uomini in età matura che presentano varicoceli imponenti senza manifestare alcun disturbo. La legatura alta della vena spermatica, ovvero anche la sua ostruzione in radiologia endovascolare, costituisce un approccio elegante e a suo modo mini invasivo, ma gli urologi sono mediamente portati a considerare il ruolo di varianti nella circolazione venosa, con presenza di vene accessorie che lasciano il funicolo prima di confluire nel tronco principale e quindi nella vena renale (a sinistra). Questi rami accessori hanno generalmente poca importanza, ma possono essere tirati in causa in tutte le recidive di varicocele. Questo è sostanzialmente il motivo per cui tuttora la maggioranza degli urologi continua a praticare la legatura selettiva per via inguinale, intervento che permette di dominare meglio anche le possibili varianti della vascolarizzazione venosa.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 524XXX

Dott. Piana intanto la ringrazio della cortese risposta.


Che l'interevento sia andato bene lo ha testimoniato il doppler a un mese che non ha evidenziato reflusso e quindi ok.

Chido però avendo io ancora a due mesi di distanza una sensibiltà più marcata nel testicolo operato (sx) rispetto all'altro. E' normale e soprattutto è appunto imputabile (almeno ipoteticamente) alla neo formazione di un altro circolo venoso? O al fatto che essendo una zona decisamente innervata e sensbile deve riassestarsi per così dire dal "trauma" e del reflusso sopportato e forse (credo io) anche se pur minivasivo dell'intervento di embolizzazione? La vena embolizzata col tempo tenderà a trombizzare completamente?.

Grazie in attesa gentile sua replica ai miie dubbi.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La vena embolizzata è certamente occlusa, altrimenti i reflusso persisterebbe. Altra cosa sono i circoli collarterali, ma se lei ci dice che il doppler è attualmente negativo non dobbiamo considerarli. E' abbastanza comune che i pazienti continuino a riferire dei "fastidi" testicolari persistenti anche per mesi dopo l,'intervento. Il testicolo è estremamente sensibile e basta pochissimo per causre disturbo. D'ogni modo, tutto va naturalmente e gradualmente a stabilizzarsi. Si raccomanda sempre di indossare mutande elastiche aderenti, eventualmente anche durante il sonno, per mantenere lo scroto il più possibile fermo e sollevato.
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[#4] dopo  
Utente 524XXX

La sua risposta mi conforta e conferma anche il mio (seppur da non addetto ai lavori) pensiero.

Di nuovo grazie per la sua gentilezza e per le spiegazioni datemi.

Peter Fontana