Utente 526XXX
Gentili dottori di medicitalia,
da circa due anni ho cominciato a soffrire dell'ingrossamento della prostata che sembra essere un sintomo comune arrivati ai 50.
E' iniziato con un orgasmo dolorante!
Fino ad oggi ho tenuto il tutto sotto controllo con visite, esami ed ecografie urologiche.
I sintomi legati prevalentemente alla minzione sono stati tenuti a bada usando sia integratori naturali (serenoa e quercetina), che alfalitici.
Oggi però ho riscontrato una franca ematuria e mi sono preoccupato nel vedere sangue all'inizio della minzione e non vorrei che la cosa vada peggiorando. Mi pare che non si riesca ad ottenere una regressione con una cura ma che sia destinata a peggiorare nel tempo. Spero di non arrivare ad avere tumore e dover affrontare una TURP.
Qual'è il vostro parere a riguardo?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La presenza visibile di sangue nelle urine, indipendentemente dal tipo e dall'entità della manifestazione, deve essere sempre affrontata con la massima serietà e sollecitudine. Se nella maggiorr parte dei casi la causa protrebbe essere proprio legata alla prostata ed alle sue alterazioni dell'età matura, devono assolutamente essere escluse tutte le altre possibili cause. Pertanto, dovrà essere ripetuta quantomeno una ecografia dell'addome, un esame delle urine e tre esami citologici delle urine. In base agli esiti, si deciderà se proseguire anche con l'endoscopia diagnostica delle bassse vie urinarie (uretro-cistoscopia).
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 526XXX

Grazie dott. Piana,
ho fatto un ecografia dell'addome e risulta tutto nella norma tranne la prostata che misura 65x56x54 mm e un inizio di diverticolite nella vescica. Il sangue nelle urine è apparso solo un paio di volte in due anni, ultimo episodio quando ho deciso di scrivere qui. A inizio della minzione del mattino e poi mai più.
Il radiologo dice che prima o poi va operata.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Dare indicazioni ad un interventomnon spetta certamente al radiologo, mamdeve essere deciso innscienza e coscienza dallo specialista in urologia, soprattutto in base ai suoi disturbi, più che sulle dimensioni della prostata.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 526XXX

Certamente dottore, ma il radiologo mi ha solo confermato che prima o poi l'intervento sarà da fare, viste le dimensioni. Ciò vuol dire che non esiste possibilità di regressione spontanea a base di fitoterapici o medicinali?
I disturbi sono di carattere puramente urinario, ovvero, senza alfalitici e con fitoterapici, frequente minzione quotidiana debole e non completa. Ho preso tamsulosina per qualche mese e bene coi sintomi ma non cura.
Grazie di nuovo per la sua cortese risposta

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Dobbiamo ribadire che le indicazioni operative dipendono dai sintomi urinari e non dalle dimensioni della prostata. Ad oggi è stato dimostrato che dutasteride e finasteride siano gli unici farmaci che talora (non sempre) possono portare dopo parecchi mesi di terapia ad una modesta riduzione del volume della prostata, cui non è detto che corrisponda necessariamente una riduzione dei sintomi. Gli integratori alimentari di origine vegetale hanno un ruolo perlopiù secondario e palliativo.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 526XXX

Buongiorno,
mi chiedevo se fosse possibile un operazione chirurgica, nel 2020,che per evitare di asportare la prostata o di ridurla, si possa inserire uno stent nell'uretra in modo tale che non risenta della pressione dovuta all'ingrossamento della prostata e quindi ovviare i disturbi di flusso.
Vorrei evitare un domani di dover perdere la funzionalità erettile e la potenza sessuale.
Grazie di nuovo per le vs risposte

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gli interventi disostruttivi per ingrossamento benigno non modificano la sensibilità genitale e la potenza erettile. Viene quasi sempre ridotta la quantità di liquido seminale emesso all'eiaculazione, ma questo non ha alcuna implicazione fisiologica, tranne la riduzione o perdita della fertilità (mai definitiva però), che alla sua età in genere ha un interesse relativo. Esistono protesi temporanee da inserire nell'uretra, ma fino ad oggi sono intese per un utilizzo transitorio, in quanto in genere poco tollerate e con tendenza a spostarsi od ostruirsi. Vi sono poi molto interventi "palliativi" che sono stati proposti più o meno recentemente, ma nessuno di questi ha mai raggiunto una diffusione tale da essere apertamente consigliabile su larga scala.
Dr. Paolo Piana
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