Utente 557XXX
Salve!
Ormai sono più di 10 anni che soffro di bruciori/senso di calore al pene.
Per la maggiore mi hanno sempre detto che si tratta di una prostatite (cercata di curare in modi diversi, antibiotici, alfalitici etc.) . Purtroppo ho ancora grossi fastidi, ma non dolore. Il mio problema è che avverto come un senso di calore, bruciore che, di notte, mi fa andare al bagno diverse volte disturbando il sonno. Ho fatto diversi controlli (ultimo cistoscopia ad aprile 2019) dai quali risulta che tutto è in regola. Prostata di grandezza normale, nessuna calcificazione, vescica in buono stato (unico problema è che, a volte, non riesco a svuotare la vescica e che il flusso urina è debole/ad intermittenza). Durante l ultimo controllo (cistoscopia 2019) mi è stato quindi certificato che ho una prostatite non batterica che mi stanno facendo curare con alfuzosin (una pasticca la sera). Sono ormai 4 mesi che prendo queste pasticche senza aver riscontrato miglioramenti. Un anno fa un altro urologo mi disse che avevo una uretrite curata con antibiotici, ma senza troppi risultati. Qual è la sostanziale differenze tra prostatite e uretrite (soprattutto per quanto rigurda i disturbi)? Noto spesso che i miei fastidi aumentano l`estate in concomitanza con bagni al mare anche in acque calde come piscina per bambini). Non so più cosa fare, sono anni che sto cercando una soluzione senza uscirne. Io non avverto alcun dolore (nei pressi della prostata ad esempio), avverto solo questa sensazione di calore, bruciore al pene verso il glande. Inoltre, trovandomi all estero, non ho la possibilità di essere seguito da un unico urologo (qui la Sanità non ha privati). Quindi incontro sempre dottori diversi, che hanno le proprie teorie.
Ho iniziato anche a fare esercizi per il pavimento pelvico, visto che anni fa mi dissero che era contratto. Che devo fare?
Ultima domanda. È possibile entrare in contatto privatamente con qualche urologo via Medicitalia? SArei anche disposto a fare dei viaggi (mi trovo in Svezia) pur di avere un contatto con un urologo che mi segua per diverso tempo.
Grazie mille! Attendo la vostra competenza.

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Dr. Paolo Piana

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Considerata la scarsa efficacia di qualsasi terapia e la negatività di tutti gli accertamenti la sua situazione pare deporre per una sindrome dolorosa cronica del pavimento pelvico. Questa situazione tende a sfuggire al controllo dell'urologo per passare a quello dello specialista in terapia del dolore, che attua con profitto i suoi schemi terapeutici basati su farmaci antidolorifici "puri" (non anti-infiammatori) ed antidepressivi.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 557XXX

Grazie per la risposta! Anch io sospetto dipenda dal pavimento pelvico. Ho iniziato (di mia spontanea iniziativa) a fare alcuni esercizi presi da Youtube.
Lo farò presente all urologo che mi ha in cura e che incontrerò tra un paio di mesi.
Lei che mi consiglia di fare?
Cordiali saluti.

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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Siamo sempre molto sospettosi sul fai-da-te che spesso rischia di essere controproducente.
Dr. Paolo Piana
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