Utente
Salve gentili dottori e grazie anticipatamente della vostra attenzione, 2 settimane fa notai 1 chiazza rossa nella parte sinistra del pene:
la chiazza partiva subito sotto al glande, premetto che sono circonciso, per salire verso la corona del glande e terminare, seppur in dimensioni ridotte, sul glande.
Spero di essermi spiegato in modo chiaro.
Questa zona si è dapprima desquamata, poi ha assunto l'aspetto di una lesione ulcerativa, con patina biancastra (ma non purulenta).
Nei mesi precedenti notavo che nella zona sotto al glande, alcune volte, durante la masturbazione la pelle era secca.
Prima di consultare il dermatologo/venerologo di zona, utilizzavo un sapone delicato: difatti notai che la zona ulcerata iniziava a ridursi.
Insieme a questa lesione notavo un altro sintomo: minzione frequente, quindi continuo stimolo alla minzione, quindi senso di urina non espletata del tutto, come sensazione di alcune gocce rimaste nel glande, anche se nell'effettivo, dopo lo sgocciolamento post minzionale che dura un bel pò di secondi prima di smettere, queste gocce non escono dal meato urinario.

Una volta andato dal dermatologo/venerologo della zona, mi disse che era un'ulcera molle, conseguenza di una malattia sessualmente trasmissibile.
C'è da specificare che non ho rapporti con il mio compagno da due mesi, causa isoltamento per COVID-19.
Ovviamente lui nessun sintomo.
Il medico mi diede: tampone DNA PCR, con risultati tutti assenti (cioè le varie voci precedute dalla dicitura Candida...), tampone colturale con presenza di "diverse colonie di Candida Albicans", in più, esami per la sifilide.
A marzo 2019 scoprii di aver avuto la sifilide, quindi pregressa (in tutti i casi VDRL e le IGM risultavano negative): ma in ogni caso il dermatologo/venerolgo della zona mi ha dato due cicli (uno a marzo e uno a giugno) da 3 siringhe di sigmacillina da 2.400.
000, da fare 1 ogni settimana, per 3 settimane.
Gli esami della sifilide hanno riportato: TPHA 18, 90 index (l'ultima volta, ovvero ad Ottobre 2019 era 16, 33), VDRL 0, 0 R.
U. (Ottobre:negativa) FTA-ABS positivo, IgG 2, 0 index (Ottobre: 9, 2) IgM 0, 3 index (Ottobre: 0, 6).
Anticorpi met.
Elisa.
Il mio compagno per due volte risultato negativo alle voci TPHA e VDRL.

Il medico mi prescriveva anche: sapone delicato-calmodet, pasticche per difese immunitarie, crema (dopo il tampone) antibiotico+cortisone.
La zona ulcerata ormai è risanata.
Ma è rimasto il problema legato alla minzione.
Nel frattempo ho fatto emocromo con valori normali, e sono in attesa di urinocoltura fatta oggi.

Volevo chiedere, alla luce di tutto questo, voi che ne pensate?
Non chiedo visite a distanza, ma giusto qualche consiglio da esperti, c'è da dire che del venerologo che mi ha visitato, non mi fido molto e vorrei capire, a questo punto, se fosse meglio rivolgermi ad un urologo, o meglio, come muovermi, avere più conoscenza per muovermi intelligentemente.
Scusate del lungo testo e grazie ancora.

[#1]  
Dr. Ernesto Fina

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Ma credo che aldilà della problematica esterna, vista presenza di irritazione uretrale con sgocciolamento post-minzionale e sensazione di non completo voiding post-minzionale, una visita urologica ed un check ecografico andrebbero fatti per accertare una possibile concomitanza di un processo infiammatorio a carico della prostata e/o delle vescicole seminali.
Dr. ernesto fina

[#2] dopo  
Utente
Grazie Dr.Fina per la sua celere risposta, vorrei aggiungere che nell'atto della minzione non percepisco dolore e/o bruciore.
Giacchè penso sia utile quello che mi ha scritto, sintomatologia di questo tipo, è totalmente da escludere collegata al problema della candida?
Grazie ancora.

[#3]  
Dr. Ernesto Fina

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Si, nel maschio le infezioni micotiche sono quasi sempre esterne senza interessare le ghiandole profonde quali le peri-uretrali e la prostata.
Dr. ernesto fina