Tumore alla prostata-referto istologico post prostatectomia radicale robotica

Buonasera
Scrivo per chiedere un parere sul mio referto istologico postprostatectomia radicale robotica effettuata a settembre 2020.
Ho 69 anni.
A maggio 2020 a seguito di un PSA totale di 6, 41 ho effettuato una RM che ha riscontrato un reperto di natura sospetta meritevole di biopsia (PIRADS 4).
Regolari vescichette seminali.
Non linfoadenomegalie in sede pelvica eccettuato formazione linfonodale lungo assi iliaci di destra, in para vescicale, meritevole di controllo a distanza.
La biopsia effettuata su un totale di 12 prelievi ha riscontrato su un frustolo apice lobo sx un adenocarcinoma acinare grado 4+3=7 interessante circa il 50% e su un frustolo lobo medio sx adenocarcinoma grado 3+4=7 interessante circa il 50%.
Effettuata successivamente PET CT con referto:apprezzabile assai lieve concentrazione tracciante (SUVmax 4.0) in piccolo linfonodo iliaca estrema destra.
A seguito intervento chirurgico il referto istologico cita: A) Frammenti di parenchima prostatico esenti da infiltrazione neoplastica con reperto focale di granuloma da corpo estraneo.
B) Adenocarcinoma di tipo acinare, score 8 (4+4) che coinvolge il lobo di sx, localizzato nella zona periferica.
Neoplasia misura cm.
2.1.Presenti ulteriori 2 focolai adenocarcinoma acinare, score 8 (4+4) entrambi:il maggiore localizzato nel lobo di dx, nella zona periferia, di cm0, 9.Pattern cribriforme presente.
La neoplasia infiltra la capsula prostatica senza evidente superamento.
Margine chirurgico di exeresi infiltrato (sede posteriore dx e mediale) per un tratto non limitato (>0, 3cm) Pattern 4 sul margine positivo.
Apice dx e sx esenti da infiltrazione neoplastica.
Base dx e sx esente da infiltrazione neoplastica.
Vescichetta seminale e dotto deferente di dx con massiva infiltrazione neoplastica e con aspetti di invasione perineurale.
Vescichetta seminale e dotto deferente di sx indenni da neoplasia.
Invasione perineurale evidente, diffusa.
Invasione vascolare evidente.
C) N.
8 linfonodi iliaci otturatori esterni di sx esenti da metastasi.
D) Metastasi di adenocarcinoma in 1 dei 6 linfonodi iliaci otturatori di sx repertati, con estensione extracaspulare.
Il chirurgo che mi ha operato e l’urologo che mi ha consegnato il referto istologico non mi hanno assolutamente dato spiegazioni circa la gravità del referto.
Semplicemente mi hanno indirizzato per una visita radioterapia.
Effettuata tale visita mi è stato proposto di effettuare una cura ormonale con aggiunta di una cura radioterapica consistente in 30 sedute.
Prima di iniziare la cura ormonale ho effettuato dopo 30 giorni dall’intervento l’esame del PSA totale con il risultato di 0, 12.
Quello che desideravo chiedere è quanto grave è la situazione.
?
Il risultato di 0, 12 di PSA dopo un intervento radicale che dovrebbe azzerare il valore può significare che non tutto il tumore è stato estirpato.
Esistono ulteriori terapie strumentali o farmacologiche che possono essere aggiunte alle cure ormonali e radioterapiche?
Ci sono possibilità che il tumore venga sradicato o ricompaia?
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Dr. Paolo Piana Urologo 26,9k 1,3k 15
Ci lascia ovviamnete perplessi che i nostri Colleghi che la seguono non le abbiano spiegato chiaramente la situazione, ma eè pur vero che in talune situazioni il "cliente" deve abbandonare ogni soggezione ed avere il coraggio di essere più esigente.
Purtoppo le biopsie pre-operatorie si sono rivelate sotto-stadianti, qualche sospetto in più lo poteva dare la PET, seppure si tratti di un'indagine per ora raramente utilizzata nel pre-operatorio. D'ogni modo diremmo che le indicazioni chirurgiche molto probabilmente non sarebbero cambiate, anche per la sua età inferiore ai 70 anni.
Le indicazioni alla radioterapia cosiddetta "adiuvante" sono ora ovviamnte del tutto condivisibili, associate ad una temporanea terapia ormonale. Il mancato azzeramento (o quasi) del PSA a breve termine significa che in qualche microscopico punto vi sia ancora qualche cellula prostatica o di tessuto linfatico in grado di espimere il marcatore tumorale. Poniamo l'accento sul fatto che si tratti certamente di una quantità assolutamente esigua di tessuto. Le terapie adiuvanti combinate saranno quasi certamente in grado di "sterilizzare" la situazione.

Dr. Paolo Piana
Responsabile Trattamento Calcolosi Urinaria A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.paolopianaurologo.it

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Utente
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Egregio dottore la ringrazio sentitamente per la tempestiva risposta al mio quesito sperando che si risolva tutto per il meglio. Grazie

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