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Covid-19. Conseguenze della malattia da coronavirus sulla voce

Dr.ssa Rosanna De VitaData pubblicazione: 05 gennaio 2021

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Il 30 gennaio 2020 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato esistente una emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale: il coronavirus ha modificato profondamente le nostre vite.

Ad oggi in Italia ci sono stati più di due milioni di casi e le domande che ora le persone si fanno riguardano la probabilità e l’incidenza delle conseguenze sullo stato di salute generale anche dopo la guarigione.

Tra i contagiati molte persone lavorano con la voce (cantanti, attori, insegnanti, guide turistiche, ecc.), dunque è lecito che molte di esse si chiedano se avranno delle conseguenze sul loro strumento di lavoro e di espressione artistica. La voce è il nostro biglietto da visita, l’espressione di noi stessi, dunque anche chi non è un professionista ha delle preoccupazioni circa la salute vocale.

complicanze coronavirus

I soggetti a rischio di infezione per Coronavirus

Ci sono varie tipologie di malattia da coronavirus e diverse gravità. Infatti alcuni contraggono l’infezione, ma risultano asintomatici, altri invece sviluppano una polmonite o disturbi respiratori di diversa entità.

Le persone più giovani hanno maggiori probabilità di contrarre il virus, poiché sono più socialmente attive rispetto alle persone anziane.

Tuttavia, il rischio di avere un caso più grave aumenta con l'età, in particolare sopra i 50 anni. Molti artisti rientrano nella fascia di età compresa tra i 18 e i 60 anni e dunque, anche nella categoria in cui altre complicazioni di salute (dovute allo stile di vita e a fattori genetici) sono più prevalenti rispetto ai giovani. Ipertensione, diabete, malattie cardiache, problemi renali e obesità aumentano il rischio di complicazioni che richiedono il ricovero in ospedale.

Come si trasmette il Coronavirus

SARS-CoV-2 è il virus che causa COVID-19 e può essere trasmesso in tre modi: contatto diretto, contatto indiretto o attraverso le particelle sospese in aria. La trasmissione per contatto diretto avviene attraverso il contatto da persona a persona, per esempio, una stretta di mano.

Il contatto indiretto si verifica quando le particelle virali atterrano su oggetti che vengono comunemente toccati. La trasmissione per via aerea probabilmente rappresenta la maggior parte della diffusione della SARS-CoV-2. La carica virale (ovvero la quantità di virus a cui una persona è esposta), il tempo di esposizione e la suscettibilità individuale giocano un ruolo determinante nella trasmissione. Gli spazi più piccoli con meno ventilazione e carica virale più elevata e con più persone presenti, portano a tassi di infezione più elevati tramite aerosol. Gli aerosol, particelle più piccole delle goccioline, trasmettono SARS-CoV-2 su distanze e tempi maggiori perché galleggiano e possono rimanere sospesi nell'aria per ore. Inoltre, più piccola è la particella, più è probabile che raggiunga il tratto respiratorio inferiore quando viene inalata. Le particelle di "medie dimensioni" (tra 1 e 5 µm) sono prodotte in proporzione maggiore durante il discorso e il canto. Le particelle di medie dimensioni sono in grado di galleggiare per ore, e presentano una maggiore probabilità di infettare con successo un ospite sensibile.

Respirare e parlare, poi, portano all'aerosol delle particelle. La vibrazione delle corde vocali contribuisce alla generazione di particelle di medie dimensioni. Questo potrebbe essere il motivo per cui parlare e cantare producono più aerosol di medie dimensioni e perché i cantanti potrebbero essere a rischio di trasmissione.

Come proteggersi dalla trasmissione del virus

Le maschere chirurgiche riducono in modo significativo il rischio di diffusione della malattia. Il plexiglass, se usato senza le mascherine, non diminuisce la trasmissione della malattia a causa della continua aerosolizzazione delle particelle piccole e medie che sfuggono ai lati.

Poiché molti individui infetti da SARS-CoV-2 sono asintomatici, è importante che gli individui più anziani o più suscettibili alle infezioni per altri motivi, o che convivono con qualcuno che rientra in quelle categorie, siano molto attenti.

COVID-19 è una nuova malattia e continueranno ad emergere studi sui suoi effetti a lungo termine. Questi includono problemi respiratori, fisici, cognitivi e psicologici.

Complicanze del Covid-19 sulle corde vocali

L'87,4% dei pazienti ha manifestato almeno 1 sintomo dopo il recupero, con affaticamento (53%) e dispnea (43%). Gli studi suggeriscono che possono verificarsi conseguenze respiratorie anche a seguito di infezione da COVID-19 in persone senza sintomi gravi. Uno studio, in cui sono stati intervistati 55 artisti professionisti di Broadway e che lavorano su navi da crociera e che hanno avuto sintomi da COVID-19 dall'1 al 31 marzo 2020, ha messo in evidenza che il 4% è stato ricoverato in ospedale e l'11% era asintomatico, ma è risultato positivo. Tre mesi dopo la fase acuta, il 28% dei partecipanti ha continuato a soffrire di compromissione respiratoria e il 26% si è lamentato di affaticamento vocale. Questi primi risultati suggeriscono che molti soffrono di una persistente riduzione della funzione respiratoria e fonatoria.

Le lesioni polmonari associate a COVID-19 possono causare fibrosi polmonare che può irrigidire i polmoni causare difficoltà respiratorie. Riduzioni lievi o moderate della funzione respiratoria potrebbero non debilitanti, potrebbero, tuttavia, determinare importanti problematiche per cantanti e insegnanti di canto.

In generale, una condizione medica è considerata cronica se dura più di 12 settimane. Pertanto, la serie di complicazioni mediche correlate al COVID-19 sta iniziando a essere chiarita da poco tempo. Al di là delle complicanze respiratorie, altre condizioni mediche post COVID-19 che influenzano la produzione vocale sono l’intubazione e lesioni legate alla tosse, la paralisi o ipomotilità delle corde vocali, la neuropatia sensoriale laringea e la stanchezza cronica.

Gli effetti cronici di lesioni da intubazione includono anomalie della mucosa, della vibrazione delle corde vocali, cicatrici e insufficienza fonatoria. Sebbene ciascuna di queste condizioni possa verificarsi con vari gradi di gravità, anche lievi modifiche del funzionamento della laringe possono portare alterazioni funzionali nel canto. La paralisi e la ipomotilità delle corde vocali possono derivare anche da brevi periodi di intubazione o da un danno virale al nervo vago, uno dei dodici nervi cranici, responsabile della funzione muscolare delle corde vocali e della sensibilità di una parte della laringe. Una ipomotilità delle corde vocali nei cantanti spesso porta a sintomi quali affaticamento vocale, sforzo e problemi di estensione.

Le neuropatie sensoriali della laringe sono associate a infezioni virali. Le manifestazioni più comuni della neuropatia sensoriale laringea sono la tosse cronica, la disfunzione della deglutizione la perdita di sensibilità e propriocezione nella laringe, che potrebbe portare a una diminuzione del controllo motorio fine con effetti negativi sulle capacità di cantare.

L'affaticamento cronico post COVID-19 può rivelarsi abbastanza comune e, logicamente, può avere un impatto significativo sui cantanti con elevate esigenze vocali, mentali ed emotive e, quindi esso, può essere associato a disturbi della voce.

 

Fonte: Covid-19 after effects: concerns for singers. Helding L. Journal of Voice. Aug 2020


Autore

devitarosanna
Dr.ssa Rosanna De Vita Foniatra

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2006 presso La Sapienza.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 60336.

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