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Una App dello smartphone potrà dire se si rischia l’Alzheimer

Dr. Mauro ColangeloData pubblicazione: 29 luglio 2021

Il Prof. Jiayu Zhou del College of Computer Science and Engineering della Michigan State University, ha di recente reso noto lo stato di avanzamento di una interessante ricerca cooperativa [1], condotta con la Oregon Health & Science University (Portland) e la Weill Cornell Medicine (New York City) e sostenuta dal National Institutes of Health, per lo sviluppo di una App per smartphone per la diagnosi precoce di Alzheimer.

Intelligenza Artificiale: come può individuare i segnali di Alzheimer?

I ricercatori stanno sviluppando la tecnologia potenziata dall’Intelligenza Artificiale (AI) di una App, in cui sono stati codificati i modelli di linguaggio e di vocabolario, che sia in grado attraverso una semplice scannerizzazione di rilevare i primi segni della malattia di Alzheimer, che costituisce la più comune causa di demenza, allo scopo primario di individuare se il soggetto necessiti di una più approfondita diagnosi medica.

È ben noto infatti come il declino cognitivo dei primi stadi della malattia, espresso prevalentemente da modesto deficit della facoltà mnemonica, si confonda con quello fisiologico legato all’avanzare dell’età, ritardando in tal modo la diagnosi dell’Alzheimer.

Sebbene attualmente non vi siano cure risolutive per questa malattia tuttavia una diagnosi precoce, prima dell’instaurarsi di una danno irreparabile, attraverso un trattamento adeguato ne può consentire un rallentamento anche significativo del decorso.

Al riguardo Zhou ritiene che l’Intelligenza Artificiale sia in condizione di rilevare più precocemente dell’osservazione umana i più sottili spostamenti dalla norma nel linguaggio e nel comportamento ed inoltre che una App potenziata dall’AI sia molto più abbordabile, dal punto di vista economico e dei tempi di esecuzione, della corrente diagnostica con indagini sofisticate come test neuropsicologici, RM, PET con 18F-flutemetamolo.

Il team dei Ricercatori, utilizzando i dati raccolti nei trial clinici focalizzati sulle conversazioni come intervento terapeutico nella demenza, ha evidenziato nei test preliminari che l’AI è accurata quanto la Risonanza Magnetica nel riconoscimento precoce dei segnali di allarme.

Infatti, trascrivendo un numero enorme di interviste ed esaminando attentamente il testo si è dedotto l’algoritmo della varietà di parole adoperate per definire lo stato cognitivo, consentendo di testare i risultati indicati parallelamente dall’AI.

Ciò costituisce, senza ombra di dubbio, un vantaggio incomparabile per la celerità con cui l’AI permette di orientare la diagnosi attraverso una App che chiunque sia in grado di utilizzare.

Gli obiettivi dell'app come strumento di diagnosi

L’obbiettivo finale dello studio consisterà nello sviluppo di una strategia in grado di navigare la conversazione e di raccogliere i dati necessari nel giro di 5 – 10 minuti. Infatti, il prototipo della App sta definendo il modo più rapido con cui intervistare il soggetto per ottenere le risposte necessarie, che sono registrate in formato audio.

Un goal secondario è rappresentato da una ulteriore modalità di decodificare i dati in aggiunta ai modelli linguistici, che aiutino l’AI a formulare la diagnosi, come ad esempio analizzare le espressioni facciali del soggetto mentre parla.

Il team cercherà inoltre di integrare all’analisi del linguaggio anche sensori di comportamento che siano in grado di tracciare ulteriori elementi come ad esempio la qualità del sonno, talché questa App, conclusa la fase di elaborazione, sarà in condizioni di elaborare tutti questi dati da cui si potrà desumere lo score di rischio del soggetto per la presenza di segni iniziali di demenza.

In definitiva, il leader della ricerca enfatizza che questa App sostenuta dall’Intelligenza Artificiale costituisce soltanto un mezzo tecnologico idoneo ad indirizzare un gran numero di pazienti a cercare al più presto una valutazione specialistica, perché dovrà essere comunque e sempre un medico e non un computer a porre la diagnosi.

[1] Developing AI technology to detect early signs of Alzheimer's disease

 


Autore

maurocolangelo
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1972 presso Università Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 11151.

2 commenti

#1
Utente 510XXX
Utente 510XXX

Dott. Colangelo grazie!!! Il suo nuovo articolo su una patologia così devastante per i pazienti, ma anche per i familiari, da una nuova,quanto concreta, speranza di un " miglioramento" della qualità della vita a chi, purtroppo, ne è vittima. Speriamo che, tra le tante e pressoché inutili applicazioni che si trovano nei smartphone, questa che riguarda il problema da LEI trattato possa essere davvero un aiuto concreto,sia nella precocità della diagnosi, che nell'evoluzione in meglio della malattia.

#2
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Egregio Utente,
nel ringraziarla per il suo consueto interesse per i miei articoli, le dico che ha centrato esattamente lo spirito di questa incredibile innovazione tecnologica, che come ha sottolineato lei consente in modo facile di percepire se c'è qualcosa che merita di essere approfondito in ambito specialistico, consentendo così di pervenire ad una diagnostica precoce.
Un cordiale saluto!

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