COVID-19: in Inghilterra attesi 7,9 milioni di ricoverati

Dr. Antonio ValassinaData pubblicazione: 16 marzo 2020

Un documento riservato della riunione avvenuta tra il Public Health England (PHE) e i responsabili del Nation Health Service (NHS), pubblicato dal Guardian, rivela che in Inghilterra sono attesi 7,9 milioni di ricoveri per l'epidemia del COVID-19.

 

Questa la traduzione dell'articolo.

L'epidemia di coronavirus nel Regno Unito durerà fino alla prossima primavera e potrebbe portare a 7,9 milioni di persone ricoverate in ospedale, rivela un briefing segreto di Public Health England (PHE) per alti funzionari del SSN.

Nel documento, visto dal Guardian, è la prima volta che i capi sanitari che affrontano il virus hanno ammesso che si aspettano che circoli per altri 12 mesi e che portino a un enorme sforzo extra su un NHS già troppo stressato.

Suggerisce anche che ai capi del NHS che si dovranno attendere che l'80% dei britannici verranno infettati dal coronavirus in quel periodo.

Il professor Chris Whitty, il principale consulente medico del governo, ha precedentemente descritto quella cifra come lo scenario peggiore e ha suggerito che il numero reale sarebbe risultato inferiore. Tuttavia, il briefing chiarisce che quattro su cinque persone "dovrebbero" contrarre il virus.

Il documento afferma che: "Si prevede che l'80% della popolazione sarà infettata da Covid-19 nei prossimi 12 mesi e fino al 15% (7,9 milioni di persone) potrebbe richiedere il ricovero in ospedale".

Il briefing espone l'ultimo pensiero ufficiale su quanto gravemente l'infezione potrebbe influenzare sia la salute del pubblico sia quella del personale in servizi critici come il SSN, la polizia, i vigili del fuoco e i trasporti.

È stato redatto in questi giorni dal team di preparazione e risposta alle emergenze di PHE e approvato come accurato dalla dott.ssa Susan Hopkins, il principale funzionario di PHE che si occupa dell'epidemia. È stato condiviso con i capi degli Ospedali e i medici senior dell'NHS in Inghilterra.

"Per il pubblico sapere che potrebbe durare per 12 mesi, farà davvero arrabbiate molte persone, che saranno piuttosto preoccupate per il rischio", ha detto Paul Hunter, professore di medicina all'Università dell'East Anglia.

Un anno è del tutto plausibile. Ma quella cifra non è molto apprezzata o compresa", ha aggiunto Hunter, un esperto di epidemiologia.

Penso che il virus si immergerà in estate, verso la fine di giugno, e tornerà ad emergere a novembre, come fa la solita influenza stagionale. Penso che rimarrà per sempre, ma diventerà meno grave nel tempo, man mano che l'immunità aumenta”, ha aggiunto.

L'ammissione che il virus continuerà a causare problemi per un altro anno sembra minare le speranze che l'arrivo di un clima più caldo questa estate lo ucciderebbe.

Il documento rivela, inoltre, che circa 500.000 dei 5 milioni di persone ritenute vitali perché lavorano "in servizi essenziali e infrastrutture critiche" si ammaleranno in qualsiasi momento durante un picco dell'epidemia di un mese. I 5 milioni comprendono 1 milione di dipendenti del SSN e 1,5 milioni di assistenza sociale.

 

Tuttavia, il briefing solleva interrogativi su come la Gran Bretagna continuerà a funzionare normalmente, avvertendo che: “Si stima che almeno il 10% delle persone nel Regno Unito avrà tosse in qualsiasi momento durante i mesi di picco dell'attività di Covid-19”.

In seguito al nuovo annuncio sull'emergenza sanitaria di Boris Johnson, avvenuto giovedì scorso, chiunque abbia la tosse dovrebbe autoisolarsi per almeno sette giorni.

 

Il documento afferma inoltre che il Servizio Sanitario non può far fronte al solo numero di persone con sintomi che devono essere testati perché i laboratori sono "sottoposti a forti pressioni della domanda".
Da ora in poi verranno testati solo i malati molto gravi che sono già in ospedale e le persone nelle case di cura e nelle carceri in cui è stato rilevato il coronavirus.
I servizi che eseguono il test sono sottoposti a tale stress che anche il personale del Servizio sanitario nazionale non sarà tamponato, nonostante il loro ruolo chiave e il rischio che essi trasmettano il virus ai pazienti.


Una figura di alto livello del SSN coinvolta nella preparazione alla lotta contro la crescente "ondata" di pazienti le cui vite sono state messe a rischio da Covid-19 ha affermato che un tasso di infezione dell'80% potrebbe portare alla morte di oltre mezzo milione di persone.


Se il tasso di mortalità risulta essere l'1%, valore che molti esperti usano come ipotesi di lavoro, ciò significherebbe 531.100 decessi. Ma se l'insistenza di Whitty sul fatto che il tasso sarà più vicino allo 0,6% si dimostrerà accurata, ciò implicherebbe la morte di 318.660 persone.

Gli esperti, che consigliano i governi di tutto il mondo sul modo in cui le epidemie crescono e infine diminuiscono, affermano che ci sarà un rapido aumento dei casi fino a un picco - e poi una caduta. Whitty, che ha visto la modellistica fatta da scienziati britannici e internazionali, afferma che i numeri dei casi saliranno rapidamente nelle prossime 10-14 settimane.

Ciò significherà un picco tra la fine di maggio e la metà di giugno, quando il SSN subirà una forte pressione. La strategia di tutti i paesi è quella di ritardare quel picco e allungarlo per un periodo di tempo più lungo, in modo che i servizi sanitari siano in grado di far fronte meglio. Esiste anche la possibilità che entro quel momento saranno disponibili nuovi trattamenti.

 

Fonte:

https://www.theguardian.com/world/2020/mar/15/uk-coronavirus-crisis-to-last-until-spring-2021-and-could-see-79m-hospitalised

Autore

antonio.valassina
Dr. Antonio Valassina Ortopedico, Chirurgo vascolare

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1978 presso Università Cattolica del S. Cuore.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 34117.

6 commenti

#1
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Molto interessante questa proiezione !

In realta' io prima che tu pubblicassi questo blog avevo con toni durissimi commentato queste scelte degli inglesi perche' ritenute troppo ottimistiche (solo 300.000 morti) da numerosi esperti esterni e neutrali.

Vedi # post 181.169

https://www.medicitalia.it/spazioutenti/forum-rfs-100/come-si-calcola-il-rischio-reale-per-il-tumore-al-seno-44-12078.html

Molti esperti (tra cui il nostro immunologo Mantovani ) hanno ritenuto che fosse mera idiozia affidare la vita di milioni di inglesi alla tutt'altro che garantita immunita' di gregge su un virus ancora non sufficientemente studiato.

1) Su questa attesa immunita' se ne sa ancora pochissimo trattandosi di un nuovo virus e non esiste ancora un lasso di tempo affidabile per poter parlare di follow-up attendibile. E a mettere sull'avviso i ricercatori ci sono gia' stati due casi (paziente cinese e giapponese) che hanno avuta una ricaduta a breve lasso di tempo dalla dichiarata guarigione.

2) Illudersi che il tasso di mortalita' a seguito di questa scellerata scelta di Johnson possa essere vicino all'1% cioe' lontano dai tassi di mortalita' italiani e cinesi, e' stata ritenuta come delirante irresponsabilita'.
C'e' chi questi calcoli li ha fatti , precisando di voler essere eccessivamente ottimista, identificando il tasso di mortalita' intorno al 3 %.
In tal caso parleremmo di almeno un milione di morti.

#2
Dr. Antonio Valassina
Dr. Antonio Valassina

Salvo, sono assolutamente d'accordo. La follia totale che ha colpito buona parte della politica e dell'establishment inglese iniziata con la Brexit, ora continua con questa tragica decisione di abbandonare i cittadini inglesi al virus.Tralascio ogni commento sui responsabili di queste scelte. A me fa un'immensa pena il popolo inglese che pagarà un prezzo altissimo a queste scelte fatte sulla sua testa per ragioni di potere e calcolo politico. Anche e soprattutto in questo momento dovremmo rinnovare tutta la nostra solidarietà agli inglesi ricordandoci e ricordando loro che, nonostante tutto, siamo tutti europei e siamo uniti da molti più valori di quanto non ci dividano interessi di parte o speculazioni politiche.

#3
Utente 597XXX
Utente 597XXX

Sono completamente matti qui in UK.
Dalla finestra ho notato che il 90% delle persone sono senza mascherina. Il governo inglese ha appena cominciato da una settimana i test a tappeto. Almeno così dicono... Poi 2 settimane fa un rappresentante del governo consigliava al personale sanitario NHS di riutilizzare i guanti e le mascherine. Siamo arrivati a 30.000 morti... Bene credo che fino a luglio si toccheranno i 50.000...questo è un paese che se stai male corri grossi rischi.

Comunque volevo segnalare un'azienda che vende test rapidi per Covid-19 per uso professionale e medico. Il test rileva gli anticorpi igg igm su sangue intero con pungidito.
Funzionano molto bene.
Ecco il link
https://www.noitest.it/home-page/test-coronavirus-covid-19/
La loro mail è info@noitest.it

#4
Utente 413XXX
Utente 413XXX

non mi pare un articolo troppo corretto, visti come sono evoluti i fatti. mi chiedevo anche perchè un ortopedico debba occuparsi di questo tema, se non erro non sarebbe proprio il suo ambito dottore, tenuto conto poi che già gli stessi virologi faticano a dare proiezioni giuste. mi sfugge proprio l'utilità di questo post

#5
Utente 413XXX
Utente 413XXX

al caro utente qui sopra: mi pare assolutamente normale che se guarda fuori dalla finestra e vede le persone per strada,all'aperto, siano SENZA mascherina. prima di uscire con queste critiche francamente inutili, oltre che ingiuste, forse è meglio concentrarsi su altro piuttosto che sui marciapiedi sotto casa. grazie

#6
Dr. Antonio Valassina
Dr. Antonio Valassina

Gentile signore,
lei mi deve scusare se in una pandemia che ha travolto l’intero pianeta, portato alla morte e fatto ammalare un numero spaventoso di operatori sanitari, decimato centinaia di migliaia di esseri umani, creato guariti con esiti permanenti invalidanti e pesanti ripercussioni di tipo psichico sulla popolazione relegata in una quarantena mondiale senza precedenti, con le economie di tutto il mondo in ginocchio, mi sono permesso di contribuire al dibattito in corso sul COVID-19.
Prima di tutto devo dire che rivendico il diritto di occuparmene come essere umano che, come lei, ha tutto il diritto e il dovere di interessarsi di un problema mondiale come codesto. Per il resto, rivendico il diritto come medico, che ha assunto con la sua laurea l’onere dell’interesse della Salute dei cittadini, il diritto-dovere di interessarmi di una pandemia che pone tutti i medici in tutto il mondo davanti agli stessi interrogativi e alle stesse enormi difficoltà di risposta ad un virus di cui, ancora oggi, sappiamo ben poco.
Sempre per quanto attiene il metodo, le devo segnalare che fare osservazioni come le sue a distanza di 3 mesi e mezzo non è affatto corretto. L’articolo da me inserito su MI è del 16 marzo (!), quando ancora in Italia c’era chi discettava sull’opportunità di evitare i lockdown perché prima viene l’economia . Di questi signori ora se ne sta interessando la magistratura. L’interesse per l’Inghilterra era proprio legato al fatto che là non erano gruppi di pressioni economico/politici a spingere verso il liberi tutti , ma il premier Boris Johnson in persona.
Come è andata è sotto gli occhi di tutto.
1) L’epidemia in Inghilterra è esplosa con velocità spaventosa.
2) I posti di terapia intensiva nell’avanzatissima Inghilterra erano la metà di quelli, assolutamente insufficienti, italiani e il mitico NHS, nonostante tutti gli sforzi dei colleghi, bravissimi, è andato in tilt.
3) Il premier è stato costretto dall’evidenza drammatica dei contagi e dei decessi a ritornare sui suoi passi e inaugurare un lockdown, ma ormai troppo in ritardo per essere efficace come avrebbe potuto se allestito in tempo utile.
In poche parole, non è corretto criticare ad post una proiezione statistica fatta dai dirigenti di uno dei più efficienti servizi sanitari pubblici come l’NHS e pubblicato dal Guardian, un giornale tra i più seri nel panorama internazionale, dove l’analisi è stata fatta in una ipotesi di NO lockdown e all’interno della quale i numeri erano ovviamente più alti di quanto osservato DOPO aver instaurato anche in Inghilterra il lockdown. Dire oggi, a distanza di quasi tre mesi e mezzo, che era una previsione sbagliata significa non avere, come minimo, capito il significato del warning lanciato in quella data (quasi un’era fa visto quello che è poi successo nel mondo) da parte dei dirigenti del NHS che, sgomenti, assistevano all’avanzata travolgente del virus mentre il governo incitava al no restrictive rules . Inoltre, la proiezione è stata costruita su 12 mesi (e, dunque, non tre mesi e mezzo), per cui, sarebbe prudente tacere e aspettare di vedere a marzo 2021 come sarà la situazione in Inghilterra.

Entrando nel merito...
Per ora la situazione mondiale è questa (schema aggiornato al 28 giugno 2020).

Globale
9.652.307 casi confermati nel mondo dall'inizio dell'epidemia
491.115 morti
Cina
85.172 casi confermati clinicamente e in laboratorio
4.648 morti
Europa
(Ultimi dati OMS, inclusa Italia, fonte Dashboard Who European Region, 27 Giugno, ore 10:00 am)
2.645.679 casi confermati
196.247 morti
Primi Paesi per trasmissione locale nella Regione Europea
Russia 627.646 casi (8.969 morti)
Regno Unito 309.360 casi (43.414 morti)
Spagna 247.905 casi (28.338 morti)
Italia 240.136 casi (34.716 morti)*
Germania 193.243 casi (8.954 morti)
Francia 162.936 casi (29.778 morti)
*Fonte: Dipartimento Protezione Civile
America
(Ultimi dati OMS. Fonte: Health Emergency Dashboard, 27 Giugno, ore 05.40 pm)
Stati Uniti 2.407.590 casi (124.161 morti)
Brasile 1.228.114 casi (54.971 morti)
Messico 202.951 casi (25.060 morti)
Canada 102.622 casi (8.504 morti)

Resta una precisazione da fare sui dati del Regno Unito (309.360 casi /43.414 morti) di oggi 28 giugno.

In data 1 giugno viene diffusa da parte dell’Ons, l’Istat britannico, la stima delle vittime: oltre 49.300 rispetto a un totale di 39.369 confermati dal tampone. Stando all’aggiornamento del 1 giugno, riguardante Inghilterra e Galles per tutto il periodo della pandemia fino al 22 maggio, il totale di morti in eccesso rispetto alla media dei 5 anni precedenti è stato di 56.308, un 77% (quasi 44.000) legato verosimilmente al virus. Aggiungendo una proiezione dei decessi ulteriori dal 22 maggio a oggi (e includendo Scozia e Irlanda del Nord) si superano i 49.000. In cifra assoluta il Regno è comunque secondo al mondo e primo in Europa nella classifica delle vittime da Covid; mentre in rapporto alla popolazione è superato in peggio secondo i raffronti più uniformi possibili della John Hopkins sia dalla Spagna sia dal Belgio, ed è testa a testa con l’Italia.

Questi dati confermano che i timori della direzione nazionale del NHS erano fondati e dunque se quel documento è servito a costringere Boris Johnson a emettere il lockdown con provvedimenti restrittivi, allora dobbiamo concludere che è stato utilissimo.

Infine, lei mi dovrà scusare se come chirurgo ortopedico, ma anche chirurgo vascolare e, tra l'altro, come uno dei medici che è appena tornato dalla missione dei medici volontari per il COVID-19 con la Protezione Civile, espletata in duplice missione, prima in Ospedale e poi sul Territorio tra aprile e maggio, mi permetto di interessarmi di codesta epidemia partecipando al dibattito qui su MI, ma anche su reti internazionali. Forse prima di decidere chi abbia diritto a parlare in una democrazia sarebbe meglio e più opportuno esprimere la propria opinione nel merito e nel metodo, possibilmente motivandola

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