Utente cancellato
Buongiorno, mi rivolgo agli andrologi di questo sito di Medicina per avere una risposta chiara ad un dubbio personale. Senza particolari premesse arrivo al dunque chiedendo questo: C'è la possibilità per un soggetto maschile in età adulta (io ho più di 40 anni) di capire le motivazioni di un pene rimasto piccolo (per piccolo intendo 10 cm in erezione e circa 4 cm da flaccido)? Vorrei sapere se la strumentazione medica di analisi contempla una qualche procedura -- attraverso esami del sangue o di altro tipo -- utile allo scopo. Ora, non credo di poter parlare nel mio caso di ipogonadismo in quanto il mio corpo in generale si è sviluppato, con peluria e timbro di voce regolari, però il pene è rimasto di misura molto ridotta rispetto a quelli (e sono tantissimi) delle persone che ho visto dentro gli spogliatoi di calcio e durante il servizio di leva militare anni fa. Non ho mai chiesto questa cosa al medico di base per un personale imbarazzo anche se in qualche occasione visitandomi per dei problemi ai testicoli mi ha parlato delle dimensioni degli organi genitali in generale affermando, con mio stupore, che i soggetti con circa 10 cm (di pene in erezione) risultano normali. Ovviamente questo punto di vista non l'ho mai condiviso, perchè un membro ridotto non può essere normale, visto che le donne stesse in tanti forum di Internet dichiarano un amore incondizionato verso membri lunghi e grossi (oltre i 16 cm, giusto per dire), e le donne non tradiscono mai la verità delle cose!! A mio modo di vedere si cerca spesso di rassicurare i pazienti -- col pene corto -- per placare un pericoloso stato d'ansia che potrebbe condurre a gesti estremi. Tuttavia per quanto si dica che 9/10 cm siano normali, i confronti sul campo non lasciano spazio alle interpretazioni, perchè le dimensioni ridotte restano ridotte e basta. Non sono la distorta percezione del corpo come tanti psicologi ripetono, ma una situazione di fatto. Io non ho mai fatto paragoni con il membro di qualche attore porno, i miei confronti sono nati dalla realtà. Non ho mai pensato di confrontarmi con Siffredi o Trentalange!! Ora a fronte di tutto questo discorso, vorrei che qualcuno rispondesse al mio quesito iniziale. A me non interessa scoprire la verità per trovare una soluzione al mio disgraziato handicap, perchè alla mia età non esistono rimedi (a parte forse l'intervento chirurgico che però non farò mai). Per me sarebbe sufficiente capire se la Medicina possa a distanza di anni ancora far luce su quello che nel mio corpo non funzionò durante lo sviluppo puberale, dal momento che il mio pene invece di essere lungo 16 cm in erezione si è miseramente fermato a 10. Oltre a ciò voglio anche chiedere questo: nel caso esistesse una procedura medica, sarebbe possibile richiederla anche alla ULSS con la mutua o l'unica strada percorribile resterebbe una struttura privata a pagamento? Ringrazio fin da ora chi vorrà cortesemente rispondere in modo chiaro ai miei quesiti. Distinti saluti.

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Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

purtroppo, lei ha superato, da quello che ci scrive, l’età puberale e a questo punto difficile fare diagnosi e soprattutto impostare una precisa e corretta strategia terapeutica.

Detto questo, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su questo particolare tema andrologico, le consiglio di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/202-misure-pene.html

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
http://www.andrologiamedica.org
http://www.centrodemetra.com