Utente 350XXX
Gentili Cardiologi, Vi scrivo per conto di mia mamma, una signora di 64 anni, alta 1,55cm, peso corpropreo 50kg, affetta da ipertensione arteriosa da quando è entrata in meno pausa (più di un decennio fa). Sebbene la sua ipertensione (sistolica pura) sia sempre stata sotto trattamento e lei non dimentichi mai di prendere le pillole all'ora prescritta, si verificano spesso delle crisi ipertensive, precedute dai tradizionali sintomi ipertensivi consistenti in cefalea, rossore, rigonfiamento del viso, ed in seguito capogiri. Durante le stesse, la pressione arteriosa ha raggiunto anche picchi di 180/200mmHg.

Nel tempo ha cambiato diverse combinazioni di farmaci:
1) inizialmente LOBIDIUR 5 una pillola intera di mattina e un'altra mezza (sempre di LOBIDIUR 5) di sera per alcuni anni
2) ultimamente a seguito dell'intensificarsi delle crisi ipertensive nonostante il trattamento farmacologico, ha variato nel giro di pochi mesi diverse combinazioni: una pillola di COVERSYL 5 la mattina e una di ZANEDIP 10 la sera;
3) poi una pillola di ICOMB 10 la mattina e una di ZANEDIP 10 la sera, ma questa combinazione comportava tachicardia con pulsazioni fino a 140 battiti al minuto
4) Infine, attualmente ,assume una ICOMB 10 la mattina e una LODOZ 10 la sera.

Poichè le crisi ipertensive implicano uno stato di debilitazione tale da costringerla a letto per circa un'intera giornata, nell'assoluta incapacità di alzarsi e di cibarsi con ripristino delle sue condizioni normali, solo dopo svariati giorni, il medico di base le consigliò di assumere 5/8 gocce di NIFEDICOR in caso di crisi ipertensiva. Così ha fatto per i successivi 8 anni e dopo l'assunzione di NIFEDICOR lo stato di malessere sopra indicato durava circa una notte e l'indomani stava già meglio.

Nonostante l'attuale combinazione ICOMB 10 E LODOZ10 consenta una pressione media di 120mmHg massima, 67 minima e pulsazioni al minuto 65, si verificano, come sempre, crisi ipertensive con valori di 170/180 mmHg.
L'attuale cardiologo critica l'uso di Nifedicor in quanto da lui reputato pericoloso a causa della eccessiva immediata efficacia ipotensiva e non fornisce alcuna risposta circa il farmaco da impiegare in caso di crisi ipertensiva acuta.

DOMANDA 1) ICOMB10 e LODOZ 10 assunte insieme sono una combinazione coerente? In generale (non con riguardo al caso specifico di mia madre). Lo chiedo perchè il nuovo cardiologo ha reputato folle che il precedente medico avesse prescritto ICOMB 10 più ZANEDIP 10, e quello ancora prima aveva ritenuto osceno che il medico ancora precedente avesse prescritto solo un farmaco (LOBIDIUR 5) da assumere per due volte al giorno.

DOMANDA 2) Sempre in generale, come vanno trattate le crisi ipertensive acute? Bisogna aspettare che passino da sole, senza farmaci aggiunti come la Nifedipina (nonostante valori di 170mmHg per più ore) oppure la Nifedipina non è pericolosa?
Se è pericolosa sono dei sostituti meno dannosi, il Lasix, il captopril o la Clonidina?

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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il Nifedicor in effetti ha un’ azione brusca e passeggera, ma la nifedipina in formulazione crono o Retard è un eccellente antiipertensivo , soecie se associato ad un beta bloccante o ace inibitore.
la formulaIone crono , del prodotto di marca, consente davvero il controllo per 24 ore.
ne parli con il suo cardiologo

arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#2] dopo  
Utente 350XXX

Grazie per la immediata e preziosa risposta, ne discuterò con il nuovo cardiologo (quello vecchio, che verrà presto sostituito, è contrario alla nifedipina e a qualunque altro farmaco in presenza di crisi ipertensive e ritiene piuttosto che i picchi di alta pressione non dipendano da problemi pressori ma da cause fisiologiche diverse da indagare con il medico di famiglia (!?) )

In attesa della prossima visita, per scrupolo, mi chiedo quali screening siano utili per comprendere se possano esistere fisiologiche cause dei picchi pressori.. è il caso di fare degli screening nonostante si tratti di ipertensione essenziale (probabilmente ereditaria visto che mia nonna materna vi soffriva) oppure no perchè le cause possono essere anche esterne, tipo un abbassamento delle temperature?

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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il 98% delle ipertensioni è ad origine ignota, anche se sappiamo come curarla
nel restante 2% possono essere casi di stenosi delle arterie renali o di tumori benigni delle surrenali che pero vengono diagnosticati prima dei 64anni

arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#4] dopo  
Utente 350XXX

Gentile Dottore, grazie ancora. In attesa di essere ricevuta dal nuovo cardiologo, mia madre si è comunque recata dal medico di base (alle cui cure si è affidata da pochi mesi) per sapere se la tesi sostenuta dal vecchio cardiologo sia fondata. Cioè per sapere se, atteso che la sua ipertensione è tenuta a bada dai farmaci assunti quotidianamente, la crisi ipertensiva acuta che ogni tanto la affligge, possa essere" l'effetto di una patalogia sconosciuta da cui è affetta".
Il medico di famiglia allora, partendo dall'assunto che mia mamma, poco prima di avere il picco pressorio avverte sempre sintomi quali capogiri, vertigini e dolore alla nuca, le ha prescritto RX - GRAFIA COLONNA VERTEBRALE CERVICALE IN D.P. e TC ENCEFALO CON E SENZA M.D.C. "ANAMNESI E VALUTAZIONI DEFINITE COMPLESSIVE).
Orbene, è vero che mia mamma, anzitutto inizia ad avere capogiri nonostante valori pressori a 120/130 mmHg, e che il picco a 170/180 mmHg si determina dopo diverse ore da quando lei avverte malessere, ma da questo a dire che i capogiri siano la causa scatenante del picco pressorio e non quest'ultimo la causa dei primi ne corre..
Mi consiglia di dissuadere mia madre dal fare inutili esami che implicano l'irradiazione di raggi X non certo salutari?

P.S. il medico di base in questione è lo stesso che le prescrisse di prendere una pillola di ICOMB 10 la mattina e una di ZANEDIP 10 la sera, con conseguente tachicardia con pulsazioni fino a 140 battiti al minuto e ricovero al pronto soccorso per ridurre le palpitazioni, in quanto lui nell'occasione, ci disse che non conosceva la storia clinica dettagliata di mia mamma e non sapeva come ridurre le palpitazioni, ergo le consigliò di recarsi al pronto soccorso...)

[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Queglòi esami non servono asoslutamente niente in questo caso.
Se si vuole escludere uanpatologia primaria per l'ipertensione occorre fare una ecografia renale e surrenale ed un doppler delle arterire renali.
Ritengo tuttavia che data l'eta' della paziente si possa ecludere.

Se non si trova bene con il Medico curante puo' sempre cambiarlo.

Arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#6] dopo  
Utente 350XXX

Grazie mille Dottore. Avrei un'ulteriore domanda giusto per chiarire le idee a mia mamma sul punto.

Premesso che l'assunzione regolare della combinazione farmacologica prescritta dal vecchio cardiologo le consente quasi sempre di mantenere la pressione a livelli ottimali intorno a 120 mmHg, lei si chiede se gli sporadici picchi dei valori pressori, sono un inevitabile effetto della ipertensione primaria con cui dovrà convivere a vita, facendo fronte alle crisi con prodotti a base di Nifedipina, oppure tali picchi pressori possono dipendere da una non eccellente combinazione dei farmaci in base alle caratteristiche di mia mamma e pertanto possono essere evitati del tutto, trovando la combinazione giusta?

[#7] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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le ho gia esposto il mio,pensiero.
se l,associazione ace inibitore amlodipina non copre a sufficienza la paziente , puo tentare con la nifedipina crono associata ad un valido ace inibitore come il lisinopril che ha una efficacia di 24ore anziche le 12del ramipril
ovviammete ne deve parlare con il suo cardiologo che queste cose le sa benissimo

con questo la saljto

con questo la saluto

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#8] dopo  
Utente 350XXX

Buongiorno Dottore, Le srcivo nuovamente perchè con la attuale combinazione ICOMB10 e LODOZ 10, mia mamma sta mantenendo stabilmente una pressione arteriosa intorno a 119 mmHg da quasi un mese e ciò in concomitanza con un incremento delle temperature di circa 5 gradi. Di conseguenza sorge una domanda:

Può una crisi ipertensiva acuta ( intorno ai 180 mmHg), con riferimento ad una paziente ipertesa adeguatamente coperta farmacologicamente, essere cagionata esclusivamente da un brusco calo delle temperature? Oppure si tratta di un falso mito, una credenza popolare priva di fondamento scientifico?

[#9] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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non certo dalle temperature italiane

Arrivederci

cecchini
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[#10] dopo  
Utente 350XXX

Buongiorno Dottore, la combinazione di ICOMB10 e LODOZ10 ha consentito a mia mamma di mantenere valori pressori medi che si attestavano intorno a 106 mmHg, si trovava tutto sommato bene, tuttavia quasi per caso ha scoperto che le caviglie le erano gonfiate notevolmente. Si è recata dal medico di base che le ha sostituito Icomb10 con Ramipril10. Tuttavia la combinazione Ramipril10 e Lodoz10 non la copriva adeguatamente.

Ora si sta recando dal nuovo cardiologo e mi chiedevo:
1) Quali soni i farmaci alternativi ad Icomb10 (ma con effetti simili) che non causano però il rigonfiamento degli arti inferiori?
2) In un'ottica di pronto soccorso, per far fronte alla crisi ipertensiva (non per curare l' ipertensione essenziale) ci sono alternative al nifedicor oppure è il miglior farmaco in commercio?

[#11] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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L'edema agli arti inferiori e' uno degli effetti comuni dell'impiego di calcio antagonisti, ma e' un problema banalmente estetico e non patologico.
Il Ramipril e' come ICOMB senza nifedipina ed e' per questo che i valori pressori senza nifedipina sono aumentati.
Per rimanere nel campo dei calcio antagonisti puo' provare ad associare amlodipina o barnidipina

Ne parli con il suo medico

Cordialita'

cecchini
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[#12] dopo  
Utente 350XXX

Grazie della risposta Dottore. In effetti il problema dell'edema alle caviglie è causato proprio dall'amlodipina, calcioantagonista che è contenuto in quantità di 10mg all'interno di ICOMB10 (il quale contiene ramipril 10mg + amlodipina 10mg). Per questo mia mamma è passata da Icomb 10 + lodoz 10, combinazione che la copriva bene ma le gonfiava le caviglie, a Ramipril 10 + lodoz 10 così eliminando l'assunzione della sola amlodipina. in tal modo le caviglie si sgonfiano ma non è più coperta.

Partendo dal presupposto che 10mg di Aceinibitore (rampiril) e 10mg di betabloccante (lodoz) al giorno non la coprono, mentre aggiungendo un qualunque calcioantagonista di 10 mg (tipo amlodipina) è ben coperta ma le gonfiano gli arti inferiori, presumo occorra individuare un farmaco sostituto del calcioantagonista da associare all'aceinibitore ed al betabloccante.
Esistono alternative valide ai calcioantagonisti da associare ad aceinibitori e betabloccanti?

[#13] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Manodipina e barnidipina solitamente sono meno edemigene anche se meno efficaci della nifedipina
Oppure può cambiare beta bloccante impiegando il nebivololo. Ottimo farmaco in questo senso che copre le 24 ore , associato o meno dal diuretico idroclorotiazide

Sta ovviamente al suo cardiologo decidere

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#14] dopo  
Utente 350XXX

Grazie ancora Dottore. Devo rettificare quanto ho scritto in precedenza, precisamente mia mamma non ha mai preso LODOZ 10mg ma LODOZ 2,5mg.
Dunque, prendeva ICOMB10 + LODOZ 2,5, ma aveva gonfiore alle caviglie e poi è passata a RAMIPRIL 10mg + LODOZ 2,5 mg ma questa combinazione non la copriva a sufficienza.
Stamattina il nuovo cardiologo ha prescritto LODOZ 5 mg di mattina e RAMIPRIL 10 la sera. Se questa combinazione non dovesse bastare deve essere presa, in aggiunta ai predetti farmaci il CARDURA 2mg.

Cosa ne pensa?

Leggevo che l’associazione tra beta bloccanti e ACE inibitori non ha dimostrato alcun effetto sinergico nell’abbassamento dei valori pressori, con la sola eccezione dei prodotti di terza generazione come il nebivololo e che l’associazione tra beta bloccanti ed alfa bloccanti, infine, è da considerarsi efficace, ma andrebbe limitata, per motivi di sicurezza, ai soggetti di età inferiore a 70 anni.

[#15] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Se vuole puo' curare la paziente per conto suo.

Il CArdura riduce il riflesso di Bainbridge nell'anziano con frequenti ipotensioni ortostatiche e cadute a terra

Io le do consigli da persona informata, con 37 anni di esperienza cardiologica alle spalle.

Il Nebivololo lo conosco dalla uscita sul mercato e ne ho una esperienza pluriennale su centinaia e centinaia di pazienti di ogni eta'

Ovviamente faccia come crede, ma almeno non chieda consigli.

Con questo la saluto

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#16] dopo  
Utente 350XXX

Dottore c'è un equivoco, io non ho per nulla messo in dubbio quello che Lei ha scritto sul Nebivololo. Anzi, come si legge dal mio post, scrivo che l'UNICO betabloccante che può avere effetti sinergici con gli ACE- inibitori è il solo NEBIVOLOLO (che rappresenta un'ECCEZIONE) mentre per TUTTI gli ALTRI betabloccanti questo effetto non è dimostrato.

Proprio per questo mi chiedo se convenga sostituire il LODOZ 5mg con il NEBIVOLOLO.

E poi mi chiedevo se il CARDURA (prescritto dal nuovo cardiologo) vada bene associato con il lodoz e il ramipril, visto che è sconsigliato per i settantenni e mia mamma ha 64 anni.
Spero sia chiarito l'equivoco. I suoi consigli sono preziosi per me.