Utente 525XXX
Buonasera,
premettendo che mi scuso a priori per mancanza di lessico accurato e riferimenti precisi, mi presento: sono un ragazzo italiano di 20 anni, tendenzialmente sano fino al mese di novembre dell'ultimo anno. Inoltre non ho in famiglia storicamente condizioni cardiache conosciute.
Un giorno di settembre dopo aver bevuto decisamente più del dovuto ed esser rientrato tranquillamente mi ritrovo a letto preso da dolori al petto, che si estendono al braccio e sono accompagnati da una strana sensazione di calore, ma vista la mia poca lucidità nella situazione e il non riproporsi di tali sintomi, mi convinco della singolarità della situazione e non indago.
Arrivato alla fine di novembre del 2018 però i sintomi si ripropongono ma con caratteristiche definitivamente più pesanti e prolungate, arrivando anche a farmi avere veri e propri attacchi di panico.
Da dicembre inizio ad avere forti crisi respiratorie, con sporadiche tachicardie (con 100 bpm-125 bpm a riposo con controllo di braccialetto sportivo) e crescenti dolori al collo, zona in cui da li a poco mi si rigonfiano anche i linfonodi, che tutt'ora son li ben palpabili.
Faccio i vari test del sangue, polmoni e linfonodi, che risultano reattivi, e sembra tutto nella norma.
Primo controllo cardiologico con elettrocardiogramma nella norma, seppur leggermente accelerato nel battito, ma vista la situazione non sembra impressionare.
A questo punto viste le mie continue crisi respiratorie la cardiologa consiglia un controllo ulteriore con posizionamento di un holter, ma non vengo più ricontattato da quest'ultima che intanto cambia struttura.
A gennaio e febbraio il tutto sembra in parte appianarsi quantomeno nell'intensità e quantità dei sintomi: mi rimane un forte dolore al collo, che va però scemando, linfonodi gonfi e sporadiche (ma intense) tachicardie.
Insomma sinceramente non ero nemmeno tanto sicuro a riguardo della malattia cardiaca, quindi, anche in vista della sessione sospendo momentaneamente i controlli.
A fine febbraio però queste tachicardie mi si ripropongono accompagnate da rigonfiamento giugulari, notabili soprattutto in posizione da sdraiato e sensazioni di gonfiori all'addome, soprattutto in alto a sinistra, ma compresa la zona del fegato che sembra quella darmi i fastidi maggiori.
Ora di dolori, forti, al petto al momento non ne ho da dicembre, ma visto il battito accelerato e la non reattività dei suddetti linfonodi (e l'esclusione di una propensione per una diagnosi di un tumore, che comunque non è possibile escludere), la mia unica supposizione è che quella di Insufficienza Cardiaca Congestizia e parlandone con il medico mi ha prescritto (in parte su mia insistenza) un Ecocardiogramma a cui spero di esser sottoposto questo venerdì.
Aggiornerò questo post entro qualche giorno ma volevo chiedere se questa possa effettivamente ritenersi il test migliore, al netto dei sintomi e cosa soprattutto quale altri potrei effettuale in caso di risultato negativo da tale indagine.

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Dr. Maurizio Cecchini

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Non mi pare che lei abbia dei sintomi di scompenso cardiaco .
Detto questo se vuole ci faccia sapere l esito della ecografia

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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Medicina di Emergenza ed Urgenza

[#2] dopo  
Utente 525XXX

Allora aggiorno il consulto con l'esito dell'ecografia che ha riportato alla fine un sostanziale funzionamento e normalità dell'apparato cardiaco.
Ciò mi ha di tutta sinceritá estremamente tranquillizzato, ma vorrei però allora cercare di capire (volendo a questo punto accostare le tachicardie a motivi derivanti da ansia) una possibile causa della turgidità e fastidio delle vene giugulari, che arrivano ad essere a rilievo su entrambi i lati a testa appoggiata, con ingrossamenti di linfonodi evidenti e fastidi alla zona toracica.
Cioè perlopiù un effettivo indirizzamento verso quali siano i possibili controlli da effettuare a riguardo perché arrivato a questo punto nemmeno il mio medico di base ha idea di cosa possa fare.
Ho contattato un fisioterapista che mi ha fissato una risonanza magnetica alla cervicale prima di fine aprile, ma vorrei capire se posso fare altro nel mentre, perché le situazioni vanno oltre il fastidio e vorrei davvero capire se si tratta di qualcosa di grave.
Ad ogni modo Dottore la ringrazio per la prontezza di risposta e le auguro una buona giornata.

[#3]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Complimenti al suo fisioterapista che le prescrive una RM.
Da noi tal esami possono essere prescritti solo dai Medici.

Detto questo le confermo che i suoi sintomi non sono cardiaci.
Il rigonfiamento dei linfonodi deve essere valutato dal suo medico con esami ematochimici

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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Medicina di Emergenza ed Urgenza

[#4] dopo  
Utente 525XXX

Intanto la prego di evitare saccenza o uso del tutto inutile di sarcasmo veramente becero, non credo serva un Mentana della medicina.
Ovvio che non intendessi fisioterapista, ma una prima visita fisiatrica da uno specialista chirurgo.
Per quanto riguarda gli esami ematochimici sono la prima cosa a cui mi sono sottoposto e non hanno riscontrato alcun valore fuori norma, ma il mio dottore non sa più cosa farmi fare, considerato il dolore persistente al collo dovuto sia ai linfonodi gonfi che alla turgidità delle vene, visibili, come ho già detto, in posizione distesa.
Ad ogni modo comprendo di non poter più continuare a rispondere qui considerando che sembra che il cuore sia effettivamente apposto, quindi la saluto.

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Dr. Maurizio Cecchini

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il fisioterapista od il fisiatra non e' un chirurgo

Hanno conseguito lauree brevi che non consentono ne' di fare diagnosi mediche ne' prescrivere farmaci od esami.

Il saccente lo fa lei, offendendo chi le risponde a notte fonda.
Gratuitamente


La saluto
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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