Utente 401XXX
Buongiorno e grazie per l’attenzione che intenderete prestarmi.
Ho 48 anni e da circa 5 anni ho dei problemi alla pelle del pene che, peraltro, giá da circa 10 anni è interessata da vitiligine. Cinque anni fa il primo dermatologo mi parló di balano-postite, feci tutte le cure prescritte senza variazioni del quadro clinico che presentava arrossamenti ricorrenti del prepuzio, sbiancamento di alcune zone del glande e piccole ecchimosi sul glande stesso. Altre visite dermatologiche successive parlavano sempre di balanite o balano-postite su pregressa vitiligine mentre io cominciavo a notare un indurimento della pelle prepuziale (una specie di anello di pelle secca e dura che circondava tutto il pene), ma la diagnosi dei diversi dermatologi non cambiava e nemmeno il tipo di cure. L’anno scorso, notando un’iniziale stenosi del meato uretrale esterno, mi son permesso di suggerire al dermatologo di prendere in considerazione l’ipotesi lichen, ma senza che questa venisse presa in considerazione. Il medico di base mi ha allora inviato dall’urologo il quale ha posto subito la diagnosi di lichen sclerosus del prepuzio e del glande con necessitá di circoncisione, ma rimandandomi dal dermatologo per vedere se mi prescriveva una qualche cura per tentare di tamponare la situazione in quanto io non volevo fare la circoncisione visto che non ho soverchi problemi nei rapporti sessuali e il glande si copre e si scopre completamente senza dolore o con pochissimo dolore in alcuni casi. L’uroflussometria effettuata su richiesta dello stesso urologo è del tutto normale. Oggi finalmente sono stato visto per l’ennesima volta dal dermatologo che ha confermato la diagnosi di lichen sclerosus e l’indicazione alla circoncisione. Sentendo che io vorrei evitare questo atto chirurgico perché, a mio dire, non scevro di rischi nel caso di una pelle compromessa come quella affetta da lichen sclerosus, mi ha “ricordato” che il mio problema è comunque una lesione pre-cancerosa e che il carcinoma spino-cellulare non è il solito tumorino della pelle, ma dá frequentemente metastasi (citazione testuale delle parole del dermatologo forse per farmi capire la necessitá della circoncisione). Mi ha inoltre prescritto Clobetasolo unguento e Protopic e controllo fra sei mesi. Siccome, alla luce di quanto ho tentato di riassumere qui, non ho piú molta fiducia dei dermatologi della mia provincia e dato ormai per certo che sono affetto da lichen sclerosus, volevo chiedere se l’approccio terapeutico proposto (cortisone+tacrolimus e poi circoncisione se la situazione non migliorasse) sia corretto secondo le Vostre conoscenze. Un sincero ringraziamento ed un augurio di buon lavoro.

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentilissimo

Occupandomi di Lichen sclerosus da 20 anni ormai posso indicarle un mio articolo su questo tema presente in medicitalia

https://www.medicitalia.it/blog/dermatologia-e-venereologia/1984-lichen-scleroatrofico-genitale-foto-diagnosi-nuove-terapie.html

Consideri che il Lichen sclerosus o scleroatrofico ad oggi può e deve essere curato con successo anche grazie alle nuove terapie rigenerative

Ho recentemente descritto in una pubblicazione scientifica (su Global Dermatology Journal) come dovrebbe essere l’approccio a questa malattia, il quale dovrebbe estendersi ad una terapia multidimensionale

Ecco il link:

http://www.oatext.com/A-multi-dimensional-approach-to-lichen-sclerosus-therapy.php

Spero di aver chiarito qualche suo dubbio.
Cordialità
Dr Laino
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
MST, Tricologia, Laserterapia, Dermochirurgia
www.latuapelle.it

[#2] dopo  
Utente 401XXX

La ringrazio Dottor Laino, avevo letto diversi articoli a Sua firma riportati in questo sito, ma non lo studio piú recente che ho trovato molto interessante.
Un cordiale saluto.