Utente 527XXX
Buongiorno a tutti,
Vi scrivo per chiedervi un parere:
a settembre 2018 ho notato un arrossamento del glande che si è poi esteso al prepuzio. Il medico di base mi ha prescritto canesten crema da applicare due volte al giorno. I sintomi spariscono dopo qualche giorno salvo poi ricomparire subito dopo l'interruzione dell'applicazione della crema. Il medico mi dice di ritentare sempre con canesten. Da lì la crema non ha più effetto, mi danno in farmacia un'altra crema antimicotica (daktarin) che dopo due settimane sembra aver effetto (rimangono solo delle macchie di colore diverso sul glande, che leggo essere un effetto collaterale della crema). Dopo una settimana (inizio dicembre) torna un arrossamento più marcato, la crema peggiora la situazione. Il medico mi dice di proseguire con la crema. Decido allora di mia iniziativa di andare da un dermatologo a metà dicembre che sospetta un lichen scleroatrofico (non c'erano però lesioni) in forma iniziale e mi prescrive clobesol la sera, eap relastil (un olio) la mattina, elazor 1 compressa a settimana come prevenzione. A fine gennaio (visita di controllo con lo stesso dermatologo) inizio a scalare il clobesol perché la sintomatologia è in completa remissione.
A metà febbraio noto un arrossamento del glande (una macchina) che giorno dopo giorno si estende (peggiora con l'olio e migliora con il clobesol). Il 28 febbraio mi si gonfia il prepuzio e avverto un prurito fortissimo. Vado al pronto soccorso e il dermatologo dell'ospedale mi diagnostica una dermatite da contatto, mi dice che non ho nessun lichen e che hanno sbagliato ad indicarmi la terapia. Mi toglie tutta la terapia precedente e mi prescrive impacchi con acido borico e silac p.a. (una pasta), mattina e sera. La situazione migliora subito. Ad oggi sto applicando silac p.a. a giorni alterni e a parte un po' di secchezza sto bene.
Mi rimane però un dubbio: era lichen? Era una dermatite da contatto anche a settembre/dicembre? Mi conviene fare la biopsia per il lichen o aspettare un eventuale recidiva? Sono davvero confuso e per questo ho deciso di scrivervi.
Vi ringrazio in anticipo e mi scuso se mi sono dilungato troppo..

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Dr. Luigi Laino

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Gentilissimo


occupandomi di Lichen sclerosus da 20 anni, posso dire che questa diangosi NON può essere confusa:

grazie alla peniscopia digitale ad alta definizione

https://www.medicitalia.it/news/dermatologia-e-venereologia/2020-la-peniscopia-digitale-nuova-tecnica-diagnostica-per-lo-studio-dei-genitali-maschili-esterni.html

Il Dermatologo potrà agevolmente far diagnosi anche senza il ricorso alla biopsia cutanea e senza necessariamente avere delle fasi di acuzie cliniche.

Questo è il mio miglior consiglio
cari saluti
Dr Laino
Dr. Luigi Laino Dir. Centro Latuapelle Roma
Venereologo, Dermoncologo, Dermochirurgo, Tricologo
www.latuapelle.it

[#2] dopo  
Utente 527XXX

Buongiorno dr. Laino, la ringrazio per la sua risposta. Possibile che nessuno degli specialisti che mi hanno visitato (3 dermatologi e 1 urologo) sia a conoscenza di questa modalità diagnostica? Mi hanno detto tutti che l'unico modo era fare la biopsia. Mi sa consigliare qualcuno in Veneto? Vorrei togliermi il pensiero.
Se ad esempio venissi da lei ora che non ho sintomi saprebbe dirmi se c'è lichen oppure no?

La ringrazio in anticipo

[#3]  
Dr. Luigi Laino

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L'esame istologico rimane il gold standard per la CONFERMA al 100% del caso clinico e soprattutto per eliminare il dubbio di alterazioni citomorfologiche (lesioni pre-neoplastiche)

Si effettua secondo le linee guida disponibili, anche quando le terapie non hanno avuto successo.

Personalmente lo effettuo PRIMA di iniziare un protocollo di cura che prevede terapia microinfiltrativa, proprio per essere tranquilli e certi al 100% che si stia trattando una cute non affetta da alterazioni in senso pre-neoplastico.

Per quanto attiene alla diagnosi, come dicevo ad oggi è possibile ricorrere prima dell'esame istologico anche alla peniscopia digitale la quale può dare quadri PATOGNOMONICI (ovvero dare il nome alla patologia) anche per il Lichen sclerosus.

Per il resto personalmente sto nella mia testa, non in quella di terzi colleghi: la tecnica a cui faccio riferimento è universalmente riconosciuta e applicata!

saluti
Dr Laino
Dr. Luigi Laino Dir. Centro Latuapelle Roma
Venereologo, Dermoncologo, Dermochirurgo, Tricologo
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