Utente 224XXX
Salve dottori innanzi tutto grazie per il tempo che ci dedicate. Scrivo per un problema che mi affligge ormai da tre mesi.
A Gennaio 2013 noto prurito e arrossamento nella zona perianale e sacrale, mi reco dal medico curante, che, ipotizzata una micosi, mi prescrive terapia con Diflucan (100mg) e Decoderm.
Terminata la terapia, il rossore e il prurito sono diminuiti, ma non del tutto scomparsi, così prenoto una visita specialistica presso un gastroenterologo; diagnosi capovolta: problema emorroidario, quindi terapia con Emortrofine, Antrolin, e lavaggi con Rectalgan e Anonet. Ovviamente mi viene completamente interrotta la terapia antimicotica.
Nessun miglioramento; a Marzo decido di effettuare una nuova visita specialistica presso un altro gastroenterologo che non mi diagnostica alcun problema emorroidario, ad eccezione di una piccola emorroide esterna che esce con la defecazione ma che a parer suo non influirebbe minimamente sul prurito. L'arrossamento perianale e sacrale lo portano a pensare a una micosi. Mi consiglia un tampone perianale. L'esito del tampone segna positività per Candida Albicans, e carica batterica media.
La terapia prescrittami prevede Diflucan (200 mg) e lavaggi con Pevaryl per 2,3 volte al giorno.
La terapia va avanti da ormai sei giorni, ma risultati 0!!!
I sintomi che tutt'ora avverto sono prurito localizzato in determinati punti della regione perianale, molto simile a "punture di spilli" (questo è accentuato quando sono in piedi o cammino, mentre da seduto si quasi attenua), e arrossamento, un rossore che è esteso a 4-5 cm dall'ano e non riguarda altre parti del corpo.
Inoltre ho notato un aumento delle flatulenze, soprattutto la sera, e una lingua lpiù bianca nella parte posteriore..
Vorrei avere un vostro parere riguardo questa situazione.
Inoltre:
1)Vorrei sapere se è vero che l'arrossamento e il prurito esterno indicano per forza che la Candida abbia preso il sopravvento anche a livello intestinale?
2)Vorrei sapere se esistono delle pomate che aiutano a lenire il prurito che mi condiziona non poco in qualsiasi attività. Ho provato la crema Propast ma il risultato è minimo e svanisce poco dopo.
3)Vorrei sapere se è vero che gli antimicotici per via orale non fanno altro che bloccare solo momentaneamente il fungo, il quale prontamente si ripresenta non appena le condizioni sono favorevoli o a trattamento finito.
4) Ultima domanda. Quanto conta l'alimentazione nel curare quest'infezione?
Scusate se mi sono dilungato ma è un problema da cui non riesco veramente a venirne fuori.

[#1] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Non credo proprio che si tratti di candida, nostro naturale saprofita. Ha effettuato una visita specialistica proctologica (con anoscopia) ?

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[#2] dopo  
Utente 224XXX

Ho effettuato un tampone perianale presso un laboratorio di analisi, ed è stata rilevata presenza di Candida Albicans.
Ho effettuato anche una visita gastroenterologica presso uno specialista in colonproctologia, che solo con ispezione digitale, quindi senza anoscopio, non ha rilevato problemi che a parer suo potrebbero influire sui miei sintomi.
Come mai dottore pensa non si tratti di Candida?

[#3] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Perchè la candida è un saprofita intestinale ed è normale riscontrarla nei tamponi o nell'esame microscopico delle feci, mentre troverei utile un approfondimento da uno specialista proctologo con ano-rettoscopia.


Cordialmente
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[#4] dopo  
Utente 224XXX

Grazie per l'attenzione dottore.
Secondo lei il fatto che non abbia le caratteristiche perdite biancastre è un segnale che non si tratti di Candida?
Non esiste qualche specifico esame del sangue che basandosi sulla ricerca di anticorpi o parassiti permette di sapere con certezza se si sia affetti da Candida o meno?
Inoltre, cosa ne pensa del "test della saliva", sempre riguardo la Candida?

[#5] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Gentilissimo,

l'accertamento con le feci è già sufficiente per capire la presenza della candida (carica batterica media).

Saluti

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[#6] dopo  
Utente 224XXX

Mha... perdoni lo sconforto ma davvero non so cosa pensare.
Credevo che un tampone perianale avesse un'attendibilità del 100% riguardo la Candida.
Oggi dopo 5 giorni di terapia senza effetti ho richiamato il gastroenterologo che mi ha detto di non continuare con l'assunzione del Diflucan, ma di limitarmi solamente al Pevaryl e al Propast.
Domani ho una visita presso un dermatologo.
Speriamo almeno lui riesca a capire di cosa si tratti.
Due domande.
1) Con la semplice ispezione digitale non ci si rende conto se ci sono o meno problemi emorroidari rilevanti?
Cioè se già "al tatto" ci si rende conto che non ci son particolari problemi, non è superfluo utilizzare l'anoscopio?
Credo che lo specialista che mi ha visitato l'abbia pensata così.
2) Può una piccola emorroide che fuoriesce con la defecazione essere la causa di questo prurito, che ripeto, è solo esterno!
Grazie ancora per l'attenzione

[#7] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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L'impiego dell'anuscopio consente di valutare anche lo stato della mucosa, cosa che l'esplorazione rettale non può darci. Una piccola emorroide può essere causa di prurito anale.

Saluti

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[#8] dopo  
Utente 224XXX

Salve dottore.
Ho eseguito una visita dermatologica; secondo lo specialista non si tratta di Candida, poichè, a parte il tampone, non ho alcun segno clinico evidente che possa far pensare a ciò. Inoltre ha notato che l'arrossamento è circoscritto, nel senso che si estende dall'ano fino al punto di contatto tra i glutei, formano due "mezzelune".
Ha esluso anche che possa dipendere da emorroidi.
Mi ha detto di usare per una settimana la crema "Cicalfate".
Anche in questo caso nessuna miglioria!!!
Due giorni fa, per la prima volta, al momento della defecazione, ho avuto come una sensazione di puntura nell'ano e le feci erano striate di sangue rosso vivo.
Inoltre dopo ogni defecazione io avverto un forte senso di bruciore sull'ano.
Le chiedo se può darmi qualche indicazione riguardo questa sintomatologia in modo da esporla al mio medico nella prossima visita e vedere che ne pensa.
Grazie.

[#9] dopo  
Utente 224XXX

Salve dottore, le scrivo per aggiornarla riguardo la mia situazione.
Ho eseguito una nuova visita proctologica, in cui "finalmente" mi è stata eseguita un'anoscopia.
Questo l'esito:
<La mucosa anorettale si presenta di aspetto e colore normale . A livello del canale anale govaccioli emorroidari congesti non sanguinanti.
Lesione su govacciolo emorroidario esterno.
Presenza di ipertono sfinteriale.>
Il mio problema principale è che quando vado in bagno, al momento del passaggio delle feci avverto un dolore pungente accompagnato da un lieve sanguinamento.
Il medico mi ha spiegato dal fatto che il govacciolo emorroidario esterno non è rivestito da mucosa e al passaggio delle feci tende a irritarsi e sanguinare.
Ho chiesto quali fossero le terapie per risolvere definitivamente il problema e mi son sentito rispondere che non bisogna fare niente, tranne che applicare pomate localmente.
Io però il problema lo porto avanti da ormai troppo tempo e va sempre peggiornado.
Possibile che non si possa intervenire su questo govacciolo emorroidario esterno in qualche modo?
Scleroterapia? Legatura elastica?
Perchè i medici sono restii ad effettuare questi interventi? Io non so più come andare avanti, questi problemi mi stanno bloccando la quotidianità. Grazie per l'attenzione

[#10] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Capisco la sua angoscia, ma mi è difficile giudicare senza visitare. Ovviamente si può intervenire sulle emorroidi e la tecnica viene decisa/proposta dal proctologo all'atto della visita.

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[#11] dopo  
Utente 224XXX

Salve dottore, le scrivo per aggiornarla sulla mia situazione.
Ieri, in suguito ad una tromboflebite emorroidaria mi è stata praticata l'incisione di un gavocciolo esterno.
Oggi sento ancora del gonfiore e al tatto la parte interessata è piuttosto dura.
Fa tutto parte del normale processo di recupero??
Insomma è normale che la parte incisa, anche dopo lo svuotamento del coaugulo, rimane gonfia?
Grazie

[#12] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Si è normale. Si tratta di tessuto infiammatorio che andrà in risoluzione.



Saluti.



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[#13] dopo  
Utente 224XXX

Un ultima cosa dottore.
Mi è stato prescritto un antibiotico ad ampio spettro, il Clavulin, per prevenire eventuali infezioni.
Per quanto tempo dovrei prenderlo??
Due giorni possono andare bene?

[#14] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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La durata della terapia deve essere relazionata in base alla risposta terapeutica ed in ogni caso è il medico prescrittori che stabilisce dose e durata.


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[#15] dopo  
Utente 224XXX

Salve dottore, le scrivo per aggiornarla sulla mia situazione.
A una settimana dall'intervento di incisione, la situazione è migliorata nel senso che il gonfiore sta diminuendo, però la ferita non si è ancora cicatrizzata del tutto nel senso che ogni qualvolta tocco la parte interessata con la carta igienica, su questa si notano delle piccole macchioline di sangue. Questo va avanti da una settimana.
E' tutto normale?
E' possibile che dopo una settimana la ferita non si sia cicatrizzata del tutto?
E' possibile che il fatto che la ferita si trovi in una zona piuttosto umida ci metta un pò più di tempo a sanarsi?
Grazie

[#16] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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&#278; tutto probabile quello che riferisce. Si tranquillizzi.

Buona domenica.

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