Utente
Gentili dottori,

Da qualche mese a questa parte, dopo mangiato inizio ad avere una strana sensazione di "testa vuota", che inizia circa subito dopo quasi ogni pasto e si protrae per circa 3-4 ore, indipendentemente da ciò che mangio. Sono vegetariana da circa 4 anni e circa tre anni fa ho scoperto di avere l'intestino irritabile. Avevo quindi un po' modificato la mia dieta, eliminando alcuni cibi come il cavolo, alcuni frutti come prugne e ananas e riducendo al minimo gli zuccheri (bianco, di canna, miele, agave ecc.). I disturbi, tuttavia, erano gradualmente peggiorati, con questa sensazione alla testa di mancanza di lucidità sempre presente, aritmie, un pronunciato gonfiore e crampi al basso ventre e stipsi alternata a diarrea. Avevo visto tre diversi gastroenterologi, ma nessuno sapeva dare una risposta. I test per la celiachia e l'intolleranza al lattosio erano risultati negativi. Un anno fa, un gastroenterologo mi aveva tuttavia suggerito di provare ad eliminare il glutine dalla mia dieta per almeno 8 settimane, e reintrodurre poi gradatamente i vari cereali. Dopo circa 2-3 settimane di questa dieta, tutti i miei disturbi sono magicamente spariti e non vi dico il sollievo di poter tornare a mangiare senza aver paura dei disturbi "post-pasto". Reintroducendo i cereali ho notato che i disturbi ricomparivano consumando prodotti a base di grano. La mia dottoressa di famiglia mi ha detto che per essere in qualche modo "sensibile" al frumento (ho letto pareri discordanti riguardo la cosiddetta "non-celiac-gluten sensitivity", ma io non sapevo nemmeno che esistesse) non dovevo essere necessariamente celiaca, quindi ho proseguito con la mia dieta semplicemente sostituendo la farina di farro (vivo all'estero, in un Paese dove questo prodotto è molto comune) a quella di frumento. Nel corso dell'anno qualche volta ho provato a mangiare frumento, ma tuttu i disturbi erano sempre tornati quindi ho del tutto lasciato perdere - consumo pane e pasta comunque 1-2 volte al mese, mangio sopratutto riso, patate, polenta. Da circa due mesi, dopo un brusco ritorno di "intestino irritabile" (credo, avevo chiesto un consulto qui), i disturbi alla testa sono tornati forti come quando consumavo giornalmente frumento e derivati senza sapere che mi facevano male. Mi sento la testa completamente vuota, assente, pesante, non lucida, concentrarmi è impossibile e questo ha ricadute anche sulla mia vita lavorativa e di studio. Il tutto dura per diverse ore, e sembra non dipendere da quello che mangio - riso con verdure, insalata e noci, tofu e patate, grana... L'unica differenza è che quando ho consumato frumento mi era tornata anche l'aritmia, che invece adesso non ho. Il mio intestino non si è ancora del tutto regolarizzato. Cosa posso fare? Il gastroenterologo che mi aveva detto di provare a eliminare glutine e/o frumento mi avevo suggerito di fare una coloscopia se, nonostante il cambio di dieta, i disturbi non fossero scomparsi.

Grazie di cuore a chi potrà aiutarmi.

[#1]  
Dr. Carmelo Favara

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Penso che lei presenta i sintomi di un colon irritabile e considerata l'età fare una colonscopia non serve a niente; potrebbe essere affetta da gluten sensitivity ma dovrebbe fare tutto l'iter con un gastroenterologo per arrivare alla diagnosi e sapere poi come comportarsi. Quindi il consiglio che le dò è di affidarsi ad uno specialista e seguire in maniera scrupolosa i consigli che le darà
a sua disposizione per ulteriori chiarimenti
la saluto
Dr. Carmelo Favara
www.gastroenterologi.altervista.org

[#2] dopo  
Utente
Gent.mo dott. Favara,

Grazie per la sua veloce e cortese risposta. Solo una curiosità: se sono affetta da gluten sensitivity, perché accuso i disturbi anche dopo pasti che non contengono glutine, come riso e verdure? E come mai per mesi non ho accusato disturbi consumando farro e avena?

Grazie e cordiali saluti

[#3]  
Dr. Carmelo Favara

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Non ho detto che lei è affetta da Gluten sensitivity ma che potrebbe trattarsi di questa patologia e valutarla insieme ad un gastroenterologo facendo tutti gli accertamenti necessari
la saluto
Dr. Carmelo Favara
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