Utente 159XXX
Gent.mi dott.,
sottopongo alla vostra attenzione il mio caso e, se sarete così gentili da offrimi qualche chiarimento, se sarò ben lieta.
Sono una donna, ho 25 anni, nessuna patologia di rilievo ed un partner fisso da più di un anno col quale intrattengo rapporti senza protezione (in precedenza ho avuto solo 2 altri partner).
Due giorni fa ho avvertito un leggerissimo bruciore nella zona vulvare mentre urinavo -bruciore che scompariva se mi lavavo- e, giusto per curiosità, sono andata a guardare allo specchio se avessi qualche irritazione (magari provocata dalle mie sessioni di cyclette o dagli slip).
Con somma sorpresa, non avendo alcun altro sintomo, scopro che nell'apertura dell'orifizio vaginale, risiedeva una patina bianca che, al tatto non si rimuoveva. Ho pensato subito alla Candida tanto più che il mio partner, la settimana precedente, aveva avuto un leggero prurito ed un arrossamento sul glande (passati spontaneamente e da noi attribuiti alla coincidenza d'aver cambiato il detergente intimo usato abitualmente).
Fatto sta che ieri mi sono precipitata dalla ginecologa consapevole del fatto che trascurarsi non è mai buona prassi.
Mi ha esaminata ad occhio nudo ed ha confermato i miei sospetti: è Candida.
La cura prescrittami si articola come segue:
3 gg di itraconazolo (2 capsule dopo pranzo sia io che il partner),
1 ovulo a sera (clotrimazolo, metronidazolo),
1 lavanda al mattino (sempre a base degli stessi principi attivi dell'ovulo),
detersione con detergente acido a base di Triticum vulgare.
Ovviamente, essendomi venuta una leggera psicosi (dato che continuo a non avere i sintomi tanto comuni come prurito e bruciore), continuo a guardare lo specchio e mi pare di constatare che la patina bianca diminuisca sempre più.
Ho davvero poche perdite bianche e questo fa nascere in me il dubbio che la leucorrea alla quale in passato non ho fatto mai caso e che mi capitava d'avere di tanto in tanto, fosse dovuta alla Candida che, se così fosse, non sto sperimentando per la prima volta adesso.
La seconda domanda che vorrei porre è la seguente: oggi al mio partner sono comparsi dei puntini rossi sul pene (immagino sia anch'essa manifestazione di Candida)...alla luce di ciò, è idonea la cura di itraconazolo per tre giorni (totale 6 capsule) oppure va integrata con qualcos'altro in considerazione del fatto che, quando questa è stata prescritta, era asintomatico? Anche lui deve usare un detergente acido?
Inoltre...la mia assenza di prurito e bruciore, è indice di una infezione non grave che magari, se curata bene, non ricomparirà più, oppure sono destinata ad avere qualche recidiva?
Ultima domanda: leggevo di una dieta povera di zuccheri per combattere il problema...quanto c'è di leggenda metropolitana e di rischioso per l'equilibrio metabolico con l'eliminazione del carboidrati? Si consideri che mi sobbarco ritmi di studio piuttosto pesanti e l'energia da qualche parte devo pur prenderla!

Grazie mille per l'attenzione e per il servizio che offrite!

[#1] dopo  
Dr.ssa Valentina Pontello

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Gentile Signora,

la candida è un microrganismo residente in vagina e nel tratto intestinale, solo in condizioni particolari viene fuori in modo importante e dà disturbi.
Concordo con la terapia del suo medico, ma come dico sempre alle mie pazienti, se dopo la terapia dovesse avvertire ancora bruciori o perdite, faccia un tampone vaginale.
Non si autoesamini troppo spesso, rischia di scambiare le normali secrezioni per patologia.
Gli zuccheri che andrebbero evitati sono gli zuccheri semplici ed i lieviti, per il resto i carboidrati sono componenti essenziali dell'alimentazione, come indicato anche nel mio articolo

https://www.medicitalia.it/minforma/ginecologia-e-ostetricia/451-ciclo-mestruale-alimentazione-amenorrea-dieta-sindrome-ovaio.html
Dr.ssa Valentina Pontello
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[#2] dopo  
Utente 159XXX

Gent.ma dott.ssa,
grazie mille per i consigli.
Oggi ho concluso la terapia e non sento nulla di strano ma, per la verità, nei giorni passati, non ho mai avvertito nulla di anomalo tranne quando effettuavo le lavande (bruciore intenso immagino per il medicinale che andava su una zona irritata).
Martedì prossimo la mia ginecologa mi ha detto di passare per darmi un'occhiata, credo comunque di essere fuori dal problema.
Non è lo stesso per il mio ragazzo il quale sta mettendo sulla parte (accusa prurito a tratti) Sertaderm... La pomata è idonea per questo tipo di patologia? Leggendo il foglietto illustrativo mi pare più indicata per altri problemi...
Corro a leggere il suo articolo...
Grazie ancora!

[#3] dopo  
Dr.ssa Valentina Pontello

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Sertaderm è indicata per il disturbo in questione.
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[#4] dopo  
Utente 159XXX

Ok, la ringrazio infinitamente.
Vorrei approfittare della sua competenza e cortesia per farle una domanda pratica...siccome nelle settimane prima dell'insorgenza del disturbo ho fatto molta cyclette (è il tipo di moto che mi dà più risultati perchè -come dice nel suo articolo- lo riesco a praticare con più costanza: lo faccio a casa nelle pause studio) mi chiedevo se questa non abbia in un certo modo potuto favorire lo sviluppo della micosi perchè mi ha irritato la zona. Oni qualvolta finisco di farla, infatti (non meno di 45 min a seduta per 4 volte a settimana ca) sento sempre un indolenzimento ed un pò di bruciore, specie quando urino. Preciso che il bruciore quando urino non è interno ma vulvare, come se l'urina, acida, andasse su una parte un pò irritata e desse questa sensazione di bruciore che sparisce se mi sciacquo anche solo con acqua corrente.
Volevo inoltre sapere se, a suo parere, posso continuare a farla e se i pantaloncini imbottiti da ciclismo aiutano o, peggio ancora, dato che sono sintetici, peggiorano la situazione.
Grazie ancora in anticipo!

[#5] dopo  
Dr.ssa Valentina Pontello

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Gentile Signora,

come sport la cyclette è indicata per il suo benessere generale.
Per chi soffre di disturbi vulvari però non è proprio il massimo, e anche i pantaloncini imbottiti sarebbero da evitare.
Dr.ssa Valentina Pontello
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