Utente 269XXX
gentili dottori, dopoo la seconda fivet sono finalmente in attesa.
La gravidanza, per ora , sono di 9 settimane, procede bene, ma ho una paura che non mi abbandona.
Il gine che ha esguito la fivet e che mi segue per la gravidanza guardando l'isg aveva notato che il fondo dell'utero è leggermente arcuato e ha accennato alla possibilità di aborto nel secondo trimestre. All'epoca non ci diedi peso anche perchè lo stesso gine esclse la necessità di indagare ulteriormente con un'isteroscopia.
Adesso sono terrorizzzata da quello che potrebbe succedere. Secondo il mio ginecologo tutto dipende dal tessuto di cui è costituito il fondo dell'utero, ovvero dal se l'utero si espanderà o meno.
Io ho molta fiducia nel mio ginecologo, ma vorrei capire che possibilità ci sono di un aborto tardivo, e se c'è ( o c'era, prima della gravidanza) qualcosa da fare per far sì che la gravidanza proceda bene.
La stessa ISG era stata vista da altri gine, ma nessuno mi aveva accennato a tuesta lieve malformazione.Non so veramente cosa pensare. Come detto mi fido del mio gine, ma pensare che potrebbe succedere qualcosa da un momento all'altro e che non c'è nulla da fare per evitarlo mi sembra assurdo. ho letto che in alcuni casi (utero setto)si interviene con interventi di metroplastica. Non capisco se nel mio caso trattandosi di lieve malformazione l'intervento non sia possibile, o semplicemente non sia opportuno.Inoltre il dubbio maggiore e se è possibile fare qualcosa a gravidanza già avviata. Secondo il mio ginecologo non c'èè nulla che si possa fare, neanche il riposo può essere inutile. Mi ha accennato al fatto che tutto dipende dal tessuto di cui è costituito il fondo dell'utero se si espande o meno. Dopo che epoca gestazionale potrei dirmi fuori pericolo, per questo tipo di problema?
Chiedo scusa per la richiesta molto confusionaria e ringrazio per la risposta
Titti

[#1]  
Dr.ssa Cristina Passadore

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Gentile utente nella vita non si è mai fuori pericolo!! Se è veramente un utero setto in gravidanza non si può fare nulla, incroci le dita. Se sfortunatamente dovesse avere un aborto si faccia correggere la presunta malformazione prima di un'altra gravidanza. Auguri.
Dott.ssa Cristina Passadore
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[#2] dopo  
Utente 269XXX

Gentile dottoressa,
a me non hanno parlato di utero setto, ma di fondo leggermente arcuato. Ho sempre letto che sono cose diverse. Che l'utero setto crea problemi, mentre il fondo leggermente arcuato non necessariamente crea problemi. Se si fosse trattato di un setto non si sarebbe visto più chiaramente? Come è possibile che se ne sia accorto un solo medico? E che per giunta non abbia ritenuto di intervenire, io credo che sia qualcosa di meno grave di un setto. Vorrei però capire in cosa consiste e se generalmente si ritiene di intervenire o meno

[#3] dopo  
Utente 269XXX

Oggi ho letto una risposta fornita dal dott. Santoro, che rispondendo ad una paziente con un problema analogo accennava a "opportuni provvedimenti" per il problema dell'utero arcuato. Vorrei capire che tipo di provvedimenti si potrebbero prendere.

Grazie per la disponibilità

[#4]  
Dr.ssa Cristina Passadore

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Gentile utente credo che lo debba chiedere al dott. Santoro. Per quanto riguarda il suo problema mi dispiace ma non ho mai sentito parlare di utero arcuato. L'utero o è normale o è setto. Il resto sono fantasie personali. In ogni caso il dato di fatto è che lei ora è gravida e comunque sia non può intervenire.
Dott.ssa Cristina Passadore
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[#5] dopo  
Utente 269XXX

Gentile dottoressa, mi perdoni, ma io, da profana, ho letto anche dell'utero a sella o arcuato e così l'ha definito il mio ginecolog, professionista molto qualificato. Onestamente non credo che sia una sua fantasia.
Vorrei chiedere un parere anche al dott. Santoro, ma, purtroppo non so come inoltrargli questa richiesta.
La ringrazio comunque per la risposta.

[#6]  
Prof. Ivanoe Santoro

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"Sbirciando" fra le varie mail, mi sono imbattuto in questa che mi chiama in causa direttamente.
L'utero con fondo arcuato o a sella è un'anomalia congenita dello sviluppo e della forma dell'utero (malformazione uterina).

Le malformazioni uterine hanno un’incidenza complessiva del 5% della popolazione generale femminile; tale incidenza è determinata soprattutto dai casi di anomalie minori. Le malformazioni uterine rimangono spesso asintomatiche; la diagnosi è solitamente casuale o posta in presenza di infertilità, sterilità o anomalie del decorso della gravidanza. Le forme ostruttive tipicamente possono rendersi manifeste al menarca, al momento del primo rapporto, in gravidanza o durante il parto. Le malformazioni uterine hanno origine prevalentemente genetica, di tipo poligenico multifattoriale; in alternativa, la loro genesi può essere di tipo ambientale, per esposizione in gravidanza ad agenti teratogeni come radiazioni, infezioni (rosolia), farmaci (talidomide, dietilstilbestrolo).

Un utero a sella o arcuato può essere primitivo (se dipende da un'anomalia congenita dello sviluppo del viscere) o secondario (se "residua" ad un intervento isteroscopico per utero setto).

Quando è primitivo, è una malformazione che dipende da un processo anomalo di fusione dei dotti Mulleriani (anomalia di fusione parziale) che Buttram (1983) classifica come "tipo VI" (classificazione ripersa dall'American Society for Reproductive Medicine, nel 1988).
Essa dipende da un processo patologico che interviene, in genere intorno alla 16ma - 17ma settimana di sviluppo embrio-fetale, allorquando i due dotti mulleriani, prima riavvicinati "a canna di fucile", fanno aderire per poi progressivamente vedere disgregarsi progressivamente le loro facce mediali o interne, per dar vita alla forma "esterna" dell'utero definitivo.
All'altro "capo" di tale anomalia vi è l'utero didelfo, in cui la fusione ed il progressivo riassorbimento dei dotti Mulleriani sono del tutto mancanti. Verificandosi in quel periodo di sviluppo embrio-fetale, l'utero arcuato non comporta assolutamente anomalie associate delle vie urinarie.

La sua diagnosi in periodo non gravidico può essere fatta con una isterosalpingografia, con una ecografia vaginale (specie in periodo pre-mestruale) o con una ecografia 3D.
In genere un utero arcuato si associa ad una maggiore incidenza di parti pretermine, più che di aborti in II trimestre, ovviamente fermo restando alcune distinzioni che, credo, siano doverose e che riguardano soprattutto eventuali altre patologie associate, vuoi uterine (miomi, incontinenza cervico-istmica, per es) vuoi sul piano generale (metabolico, coagulatorio, immunitario ecc.ecc.).

A questo mi riferisco, quindi, quando parlo di "opportuni provvedimenti", mi riferisco, per l'utero arcuato o a sella, a quelli che noi Ginecologi siamo soliti mettere in atto quando ci si prospetta l'ipotesi di un parto pretermine come situazione clinica possibile con maggiore percentuale d'incidenza rispetto alla popolazione di controllo.

Sperando di esserle stato utile in qualche modo, la saluto e le auguro una felice e santa Pasqua di resurrezione in Cristo.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#7] dopo  
Utente 269XXX

Gentilissimo Dott. Santoro, innanzitutto la ringarazio per la spiegazione chiara ed esaustiva.
Se non ho capito male, quindi, il problema è un eventuale paro pre-termine. Sicuramente il ginecologo che mi segue metterà in atto tutti gli accorgimenti necessari, ma vorrei comunque chiederLe in cosa potrebbero consistere? Lei ritiene che in un caso del genere sia opportuno il riposo o fa rifeerimento a terapie farmacologiche specifiche?
La ringrazio infinitamente per la delicatezza con cui ha risposto, ha alleviato non poco la mia ansia.
Auguro anche a Lei una felice Pasqua

[#8]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Sì: ha capito bene.
Il problema fondamentale, nell'utero arcuato, è il parto pretermine. Ovviamente, come Le ho scritto, è possibile anche un aborto in mesi alti, se all'utero arcuato, si aggiungono fattori di rischio vuoi locali vuoi di tipo generale.
Le misure, quindi, da far assumere, sono quelle tese in genere alla prevenzione del parto pretermine che consistono sia in provvedimenti di igiene generale sia in accertamenti da eseguire in maniera periodica sia in trattamenti farmacologici di profilassi delle contrazioni uterine premature, di stimolo della maturazione polmonare fetale, di prevenzione della fibroplasia retrolenticolare del pretermine, delle infezioni del pretermine, dell'insufficienza placentare ecc.ecc.
Essendo il Collega che La segue, come lei ha detto, in Collega di chiara fama, credo sarà opportuno affidarsi completamente alla Sua esperienza nel settore, per continuare a stare tranquilli.
Ovviamente noi saremo sempre qui per rispondere ai Suoi quesiti al riguardo.

AUGURI.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli