Utente
Sono una donna di 32 anni che da più di un anno soffre di vaginosi batterica.
Per diversi mesi mi é stata diagnosticata gardnerella vaginalis sia con tampone sia con esame a fresco al microscopio (in cui si presentava spesso anche candida) e mi veniva curata con metrodinazolo per via orale e topica (diverse le creme/ovuli provati) e a cui seguiva una terapia di ripristino della flora lactobacillare.
Puntualmente prima di ogni ciclo mestruale appariva di nuovo con perdite massiccie.
Dopo circa 7 mesi di insuccessi ho interrotto ogni terapia antibiotica e ho iniziato una dieta a base di verdure e completamente esente da carboidrati e zuccheri.
Ho effettuato autonomamente un tampone a presso un centro specializzato che ha dato come esito oltre alla presenza di gardnerella anche di atopobium V.
Visionando la letteratura scientifica che sono riuscita a reperire é risultato chiaro che questo batterio, che favorisce la formazione di biofilm insieme alla gardnerella, é farmacoresistente a metridinazolo e clindamicina, terapie di elezione nel trattamento della VB.
Ne ho parlato col mio ginecologo il quale non ne ha mai sentito parlare.
In attesa di due nuovi consulti mi domando se esista un protocollo terapeutico per questo tipo di VB recidive.

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Dr. Nicola Blasi

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Per VAGINOSI batterica ricorrente si intende la comparsa di 3 o più episodi clinicamente accertati in 12 mesi.
Non esistono protocolli terapeutici condivisi.
a volte se siamo di fronte ad una resistenza al METRONIDAZOLO, si ricorre a terapia alternativa di seconda scelta con CLINDAMICINA orale o ovuli vaginali .
a volte si ricorre a regimi terapeutici prolungati per almeno 10-14 giorni , ed eventualmente ripetuti periodicamente.
Terapia di mantenimento con probiotici (acido lattico) dopo un ciclo di metronidazolo.
SALUTI
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI

[#2] dopo  
Utente
Gentile Dott. Blasi,
Grazie per la sua risposta. Nel mio caso i casi clinicamente accertati sono più di tre, e la terapia che suggerisce é, come da manuale, esattamente quella che mi é stata proposta, a dosi crescenti di metrodinazolo, ma purtroppo risultata completamente inefficace, anzi temo abbia peggiorato la situazione. Temo che queste terapie standard che ci si ostina a somministrare non tengano conto di fattori di co-morbilitá con altre specie batteriche meno note, che molti laboratori non sono nemmeno in grado di identificare, nonostante ci sia una ricca letteratura scientifica più o meno recente che ha confermato la antibiotico resistenza di questi batteri alle terapie tradizionali. Penso che le VB recidive siano un fenomeno molto poco considerato e non sufficientemente conosciuto con un grosso impatto sulla salute psicofisica delle donne. Tuttavia non demordo e continuo a cercare uno specialista (ne ho consultati ben 4 nell’ultimo anno!) aggiornato in merito ed in grado di prescrivere una terapia adatta.

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Dr. Nicola Blasi

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Forse prenderei in considerazione una diversa diagnosi : infezione da batteri aerobi o "vaginite Aerobia" , condizione di alterata flora vaginale con una netta prevalenza di batteri aerobi.
La secrezione vaginale fluida, bianco- giallastra , con senso di irritazione e secchezza vaginale , con perdita di odore sgradevole (non di pesce avariato ) , bruciore vaginale, dispareunia , spesso viene attribuita alla VAGINOSI BATTERICA , ma si tratta di VAGINITE AEROBIA
SALUTONI
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

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