Paura tumore/SLA post disfagia: ansia o sintomo?
Buongiorno.
Sono una donna di 42 che ha partorito poco meno di 3 mesi fa la mia seconda bambina.
Circa due settimane fa ho avuto un episodio di "disfagia".
Mentre deglutivo ho pensato che quel boccone fosse andato di traverso ma non era successo.
Da quel giorno ho iniziato ad avere una specie di fobia per l'alimentazione, pensando di avere un tumore in gola.
Ho eseguito un consulto ORL con fibroscopia che ha escluso il mio timore, diagnosticandomi un forte reflusso.
Invece di tranquillizzarmi ho continuato a cercare le cause della disfagia e la prima patologia che mi ha colpito è la SLA.
da quella sera ho iniziato a sentire debolezza agli arti di dx, con spasmi (sempre che sia corretto definirli così) in entrambi gli arti di dx, raramente a sinistra.
Ovviamente ho già prenotato la visita dal neurologo che avverrà a breve ma io non vivo più.
Ho ripreso la terapia con Alprazolam che avevo interrotto all'inizio della gravidanza e che assumevo da ormai 10 anni per attacchi di panico iniziati nel post parto del mio primo figlio ma mi è davvero di scarso aiuto.
È possibile sapere cosa ne pensate?
Grazie in anticipo
Sono una donna di 42 che ha partorito poco meno di 3 mesi fa la mia seconda bambina.
Circa due settimane fa ho avuto un episodio di "disfagia".
Mentre deglutivo ho pensato che quel boccone fosse andato di traverso ma non era successo.
Da quel giorno ho iniziato ad avere una specie di fobia per l'alimentazione, pensando di avere un tumore in gola.
Ho eseguito un consulto ORL con fibroscopia che ha escluso il mio timore, diagnosticandomi un forte reflusso.
Invece di tranquillizzarmi ho continuato a cercare le cause della disfagia e la prima patologia che mi ha colpito è la SLA.
da quella sera ho iniziato a sentire debolezza agli arti di dx, con spasmi (sempre che sia corretto definirli così) in entrambi gli arti di dx, raramente a sinistra.
Ovviamente ho già prenotato la visita dal neurologo che avverrà a breve ma io non vivo più.
Ho ripreso la terapia con Alprazolam che avevo interrotto all'inizio della gravidanza e che assumevo da ormai 10 anni per attacchi di panico iniziati nel post parto del mio primo figlio ma mi è davvero di scarso aiuto.
È possibile sapere cosa ne pensate?
Grazie in anticipo
Gentile Paziente,
le dico subito la cosa più importante, con chiarezza: da quello che descrive non c’è nulla che faccia pensare alla SLA.
Proviamo a mettere ordine. L’episodio iniziale di difficoltà a deglutire è stato correttamente valutato dallo specialista ORL con fibroscopia, che ha escluso patologie organiche e ha diagnosticato un reflusso importante, condizione molto frequente nel post-parto. Questo dato, da solo, esclude già una malattia neurologica come la SLA, che non si presenta in questo modo e non viene smentita da un esame obiettivo così. La sequenza che descrive è invece tipica dell’ansia: un sintomo iniziale benigno (disfagia da reflusso), una paura intensa (tumore, poi SLA), eccessiva
attenzione al corpo, comparsa di sensazioni di debolezza, tensione e scosse muscolari, spesso su un lato, peggioramento con la paura.
In maniera del tutto diversa, nella SLA la debolezza è progressiva, costante e oggettiva (non sentita ), non compare all’improvviso dopo una ricerca su internet, non fluttua, non migliora né peggiora con l’ansia, non si accompagna a fobie alimentari o attacchi di panico.
Il fatto che lei sia nel post-parto, con una storia documentata di disturbo di panico, e che i sintomi siano comparsi dopo la paura, è un elemento clinico molto forte a favore di una riacutizzazione ansiosa, non di una patologia neurologica degenerativa.
Ha fatto bene a prenotare la visita neurologica: servirà soprattutto a rassicurarla definitivamente. Ma, sulla base di quanto racconta, può stare tranquilla: non ci sono elementi suggestivi per SLA e non è in pericolo ma sta solo attraversando una fase di forte vulnerabilità emotiva, che è reversibile.
Un caro saluto e tanti auguri per il nuovo anno
le dico subito la cosa più importante, con chiarezza: da quello che descrive non c’è nulla che faccia pensare alla SLA.
Proviamo a mettere ordine. L’episodio iniziale di difficoltà a deglutire è stato correttamente valutato dallo specialista ORL con fibroscopia, che ha escluso patologie organiche e ha diagnosticato un reflusso importante, condizione molto frequente nel post-parto. Questo dato, da solo, esclude già una malattia neurologica come la SLA, che non si presenta in questo modo e non viene smentita da un esame obiettivo così. La sequenza che descrive è invece tipica dell’ansia: un sintomo iniziale benigno (disfagia da reflusso), una paura intensa (tumore, poi SLA), eccessiva
attenzione al corpo, comparsa di sensazioni di debolezza, tensione e scosse muscolari, spesso su un lato, peggioramento con la paura.
In maniera del tutto diversa, nella SLA la debolezza è progressiva, costante e oggettiva (non sentita ), non compare all’improvviso dopo una ricerca su internet, non fluttua, non migliora né peggiora con l’ansia, non si accompagna a fobie alimentari o attacchi di panico.
Il fatto che lei sia nel post-parto, con una storia documentata di disturbo di panico, e che i sintomi siano comparsi dopo la paura, è un elemento clinico molto forte a favore di una riacutizzazione ansiosa, non di una patologia neurologica degenerativa.
Ha fatto bene a prenotare la visita neurologica: servirà soprattutto a rassicurarla definitivamente. Ma, sulla base di quanto racconta, può stare tranquilla: non ci sono elementi suggestivi per SLA e non è in pericolo ma sta solo attraversando una fase di forte vulnerabilità emotiva, che è reversibile.
Un caro saluto e tanti auguri per il nuovo anno
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
Dottore, io non so come ringraziarLa per la velocità di risposta. Tanti auguri di buon anno
Gentile Utente,
la ringrazio molto per le sue parole e sono lieto di essere riuscito a rassicurarla.
Continui con serenità il percorso già avviato e affronti questo periodo con fiducia: come le ho spiegato, si tratta di una fase di vulnerabilità emotiva che può essere superata. La visita neurologica programmata servirà soprattutto a confermare quanto già emerso.
Ricambio volentieri gli auguri e le auguro un anno nuovo sereno.
Un cordiale saluto
la ringrazio molto per le sue parole e sono lieto di essere riuscito a rassicurarla.
Continui con serenità il percorso già avviato e affronti questo periodo con fiducia: come le ho spiegato, si tratta di una fase di vulnerabilità emotiva che può essere superata. La visita neurologica programmata servirà soprattutto a confermare quanto già emerso.
Ricambio volentieri gli auguri e le auguro un anno nuovo sereno.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 978 visite dal 27/12/2025.
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Approfondimento su Ansia
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