Attivo dal 2013 al 2015
A seguito di assunzione di metoclopramide (90 mg tot.) ho sviluppato la seguente sintomatologia:
depressione, vista offuscata, torcicollo, trisma, spasmo laringeo con difficoltà di parola.
Terapia prescritta da medico curante: diazepam 10 gtt alla sera (sospeso dopo 3 gg).

Trascorsi 7 gg dalla sospensione di metoclopramide avverto un tremore interno, subdolo, che si palesa a riposo e che dalla nuca si irradia a tronco e arti.

> Tali sintomi si risolvono spontaneamente?
> Esiste la possibilità che possano cronicizzare?
> Avendo familiarità con "tremore essenziale" corro più rischi?
> Bisogna intraprendere una terapia anticolinergica (es. Orfenadrina)?

Grazie

[#1]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

la metoclopramide può causare sintomi extrapiramidali che generalmente sono reversibili alla sospensione del farmaco in un periodo variabile da giorni ad alcuni mesi.
La cosa migliore da fare è una visita neurologica, poi in base alla tipologia e all'entità del problema sarà il neurologo che deciderà come procedere.
Certamente è possibile anche una risoluzione spontanea.
Correlazioni col tremore essenziale? Lo escluderei.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Attivo dal 2013 al 2015
Gentile Dr. Ferraloro,
la ringrazio e le comunico che oggi ho incontrato nuovamente il medico, il quale ritiene che il tremore sia un effetto collaterale che col tempo svanirà, e che per ora non c'è bisogno di visita neurologica.
Inoltre, considerando la mia riluttanza ad assumere benzodiazepine (valium), ha optato per una terapia a base di muscoril compresse.

Tra le due terapie, quale crede che sia la più idonea?

(Onestamente penso che piuttosto che assumere farmaci, che non abbiano uno specifico valore terapeutico, andando a tentativi, sia preferibile non prendere nulla e sperare in una risoluzione spontanea, anche se poi in caso di cronicizzazione, chi ci rimette è il paziente e non certo il medico).

Esiste una "terapia", non farmacologica, che possa riequilibrare i livelli di dopamina, alterati dall'assunzione di neurolettici?

Grazie

[#3]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

al momento non ci sono prove scientifiche che validano un farmaco piuttosto di un altro per la terapia del parkinsonismo iatrogeno. C'è chi utilizza gli anticolinergici ma i risultati in genere non sono soddisfacenti.
La sintomatologia dovrebbe regredire spontaneamente entro un periodo molto variabile che può perdurare fino a due anni. Alcuni casi, come Lei ha giustamente detto, si cronicizzano e non tendono alla remissione sintomatologica.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Attivo dal 2013 al 2015
Ma è vero che la cronicizzazione è sintomo di predisposizione genetica?

Il fatto che io, in passato, abbia assunto per un anno circa levopraid gtt (come terapia per IBS), può in qualche misura aver contribuito alla reazione avversa a metoclopramide?

Il medico mi ha prescritto, in alternativa a plasil, domperidone, asserendo che non agisce per vie centrali, e che quindi non da sintomi extrapiramidali.
Lei è dello stesso avviso?

Grazie

[#5]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

la cronicizzazione è molto rara, pertanto se in qualche soggetto accade è evidente che deve agire su un terreno di predisposizione genetica.
Il levopraid presenta lo stesso effetto collaterale della metoclopramide ma non rappresenta un elemento di sensibilizzazione al secondo farmaco.
Gli effetti extrapiramidali del domperidone sono molto rari, inferiori a 1 su 10000 soggetti e pertanto lo può assumere.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#6] dopo  
Attivo dal 2013 al 2015
Gentile Dr. Ferraloro,
mi permetto di interpellarla direttamente riguardo un nuovo disturbo di natura neurologica.

Per motivi odontoiatrici, da qualche settimana, senza entrare nello specifico, eseguo quotidianamente a domicilio una terapia di igiene dentale, molto accurata, che si avvale di diversi presidi (filo interdentale, stimolatore gengivale,...). Tale terapia mi costringe a tenere aperta la bocca per parecchi minuti più volte al giorno, causando un insulto meccanico a carico dei muscoli facciali e dell'ATM, difatti nel mantenere la posizione divaricata le guance tremano e "bruciano".

Da circa una settimana avverto fitte dolorose al volto: inizialmente il dolore originava dall'arcata dentaria superiore dx e si irradiava a zigomo e occhio, provocando una lieve lacrimazione, ora invece le fitte dolorose sono bilaterali e interessano maggiormente gli zigomi e soprattutto le TEMPIE.
Il dolore è spontaneo, si manifesta con intense fitte di breve durata ma anche con una irradiazione più diffusa, più persistente ma di lieve intensità.

Per altri motivi di salute sto assumendo 1 grammo al dì di Naprossene, ed il medico curante che ritiene prematuro pensare ad una vera e propria nevralgia del trigemino, è dell'avviso di insistere con il farmaco in questione, considerando anche la mia avversione a farmaci più idonei come il Lyrica, che tempo fa dovetti assumere per curare un sciatica acuta, ma subito sospeso a causa dei pesanti effetti collaterali (vertigini, sonnolenza diurna,...).

-Può un banale ma ripetuto insulto meccanico ai danni dei muscoli facciali innescare una reale nevralgia del trigemino o esistono diagnosi differenziali?
-È meglio applicare del ghiaccio o degli impacchi caldi?
-Integratori come il Nicetile possono aiutare o sono inutili?
Grazie

[#7]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

un risentimento trigeminale potrebbe essere possibile (non la classica nevralgia del trigemino) così come un problema dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM) che si è potuta slatentizzare con un'apertura massimale della bocca per un tempo prolungato. Prima di pensare a farmaci, non conoscendo la natura del problema, farei una valutazione gnatologica presso un dentista esperto in ATM.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#8] dopo  
Attivo dal 2013 al 2015
Lei non immagina da quanto tempo lamento disturbi all'ATM, e quanto vorrei essere curato da un bravo gnatologo, purtroppo però quando ne avevo la possibilità ho sempre rimandato, ora invece, non posso proprio permettermi di affrontare un processo terapeutico così oneroso, fatto di visite, esami e ovviamente la realizzazione di un bite su misura.

Detto ciò, credo che una nevralgia facciale acuta sia, in primis, di competenza neurologica e poi da approfondire in ambito gnatologico, otorinolaringoiatrico,oculistico,...
Quindi, come giustamente ha detto lei, "prima di pensare a farmaci, non conoscendo la natura del problema", mi dica solo se applicando del ghiaccio o impacchi caldi, assumendo l-acetilcarnitina o eseguendo blandi esercizi di stretching mandibolare, avrei benefici o no.
Grazie

[#9]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

non conoscendo la natura del problema eviterei di applicare sia il caldo che il freddo, mentre l'L-acetilcarnitina, non avendo controindicazioni, potrebbe essere assunta, consideri però che eventuali benefici non li vedrà a breve termine.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#10] dopo  
Attivo dal 2013 al 2015
Perdoni l'insistenza, ma non ho ben chiaro cosa intende con "non conoscendo la natura del problema", cioè, in parole povere, se io mi presentassi nel suo studio lamentando i sintomi descritti nel primo post, oltre che consigliarmi una valutazione gnatologica, quale percorso diagnostico e/o terapeutico mi farebbe intraprendere?
Io non ho mai avuto nevralgie al volto, né tantomeno emicranie, questa sintomatologia si è presentata dopo le ripetute sedute di igiene orale (a domicilio), perciò da totale ignorante in materia, non credevo che un quadro clinico all'apparenza così banale fosse invece così complesso, tanto da obbligare un paziente ad interpellare più specialisti nella speranza di una diagnosi ed eventuale terapia.
Ovviamente non si tratta di un "appunto" nei suoi confronti, ci mancherebbe, è solo che non mi capacito di quante e quali diagnosi differenziali si possano fare in questo caso e se davvero l'unica soluzione sia quella di realizzare un bite su misura!? Io non credo...
Comunque se avrà voglia di "illuminarmi" gliene sarò grato.

[#11]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

<<se io mi presentassi nel suo studio lamentando i sintomi descritti nel primo post, oltre che consigliarmi una valutazione gnatologica, quale percorso diagnostico e/o terapeutico mi farebbe intraprendere?>>

Innanzitutto non consiglierei nessuna valutazione neurologica se prima non La visitassi accuratamente, come vede il problema sta tutto qui, per fare una diagnosi necessita una visita diretta. Poi, in base ai riscontri della visita, potendo formulare una diagnosi, Le posso dire come proseguire, cioè se iniziare una terapia mirata alla diagnosi fatta, se effettuare esami diagnostici (sempre mirati) o se inviarLa ad altro specialista.
On line si possono fare solo ipotesi, come quella fatta in #7 <<un risentimento trigeminale potrebbe essere possibile (non la classica nevralgia del trigemino) così come un problema dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM) che si è potuta slatentizzare con un'apertura massimale della bocca per un tempo prolungato>> ma non si può consigliare una terapia solo su un'ipotesi.
Sono sicuro che capirà.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#12] dopo  
Attivo dal 2013 al 2015
Gent.mo Dr. Ferraloro,
"purtroppo" necessito nuovamente di un suo parere.
Da una settimana, tutte le notti, mi sveglio con le braccia intorpidite e formicolanti, e durante il giorno avverto insensibilità e debolezza, i movimenti sono impacciati, le braccia sembrano di gomma e provo un "bruciore" sordo tra le ascelle e le clavicole.
In PS la neurologa ha esaminato i riflessi col martelletto e mi ha dimesso prescrivendomi RM Encefalo+Cervicale con MdC, EMG, e Cymbalta 30mg.

Può dirmi per favore se posso eseguire la RM senza MdC, e se devo obbligatoriamente aspettare almeno 3 settimane prima di effettuare l'EMG?
Grazie.

[#13]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,
non conoscendo ciò che la neurologa ha riscontrato alla visita diretta non posso darLe un consiglio attendibile, non sappiamo nemmeno il sospetto diagnostico.
A voce Le ha detto qualcosa?
Una RM senza mezzo di contrasto sarebbe anche possibile farla ma c'è la possibilità che poi la richieda lo stesso neuroradiologo in base ai riscontri dell'esame.
Per effettuare l'EMG non deve obbligatoriamente attendere tre settimane ma è consigliabile considerata la recente insorgenza della sintomatologia.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#14] dopo  
Attivo dal 2013 al 2015
CONSULENZA NEUROLOGICA
Da circa due anni seguito da reumatologo per sospetta spondiloartrite, attualmente in terapia con sintomatici (FANS e Nicetile). Da circa una settimana riferita accentuazione delle parestesie degli arti superiori con coinvolgimento anche della regione clavicolare. Rx cervicale: cenni di spondilouncoartrosi marginali posteriori ai metameri cervicali. EON: non deficit stenici segmentari, ROT: vivaci ai 4 arti, SCP: in flessione bilaterale, non deficit obiettivabili di sensibilità.
Consiglio completamento con RM encefalo+cervicale e EMG ai 4 arti. Come terapia Cymbalta 30 mg 1 c per 7 giorni alla sera poi proseguire con 60 mg 1 c.

Noto solo ora che l'indicazione del MdC non è stata refertata.

Comunque il medico, considerando la bilateralità dei sintomi, ha pensato fin da subito ad una compressione a livello cervicale.

Io, con tutto il rispetto, non sono pienamente d'accordo, perché i sintomi che avverto nella regione clavicolare mi fanno pensare ad un coinvolgimento del plesso brachiale, ed è anche per questo motivo che preferirei anticipare l'EMG.

[#15]  
Dr. Antonio Ferraloro

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A parte i riflessi vivaci, alla visita neurologica non sono state riscontrate altre alterazioni. Solo con questo dato è difficile avanzare un sospetto diagnostico, pertanto si giustifica la richiesta degli esami volta ad indagare sia il sistema nervoso centrale che quello periferico.
A questo punto si attenga a quello che la neurologa ha refertato.

Cordialità

Dr. Antonio Ferraloro

[#16] dopo  
Attivo dal 2013 al 2015
Il medico ha richiesto l'utilizzo del MdC, per cui in teoria non dovrei nemmeno interpellarla, purtroppo però ho una paura folle ed immotivata di un'eventuale reazione allergica, per cui ho bisogno di capire se una RM senza contrasto sia altrettanto valida nel diagnosticare la presenza di "danni" (protrusioni,...) a livello encefalico e cervicale o se invece risulta essere un esame incompleto.

[#17]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Come Le dicevo, in linea di massima se non si evidenziano alterazioni alla RM senza contrasto spesso si può farne a meno. Eventuali protrusioni o ernie cervicali sono evidenziabili anche senza contrasto.
Consideri però che il mezzo di contrasto utilizzato per la RM è scarsamente allergogeno e generalmente non dà alcun problema, inoltre Lei non mi pare che abbia riferito di essere un soggetto allergico.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro