Utente 758XXX
Ho 42 anni e non ho mai sofferto di particolari patologie in ambito neurologico. Qualche anno fa, tuttavia, ho realizzato quasi per caso di avere delle lievi difficoltà nell’atto di salire le scale.
Inizialmente non riuscivo neanche io a fornire una descrizione precisa del senso di lieve disagio che provo nell’affrontare uno scalino con la gamba sinistra, ed ho dovuto concentrarmi molto sui movimenti che facevo e sulle sensazioni che ne derivavano.
E’ come se avessi parzialmente perduto l’automatismo del movimento con la gamba sinistra, e che pertanto non riuscissi a calibrare l’ampiezza del movimento in funzione dell’alzata del gradino.
Ritengo importante precisare quanto segue:
• Il problema si manifesta solo alla gamba sinistra e solo salendo le scale (ad esempio in una camminata o in una corsa il mio incedere è perfettamente normale);
• Non provo alcun dolore;
• Non ho mai riscontrato problemi nel movimento del braccio sinistro, cosa di cui mi sarei accorto subito anche perché, essendo mancino, esso è per me fondamentale;
• Il resto delle mie capacità motorie non mi dà da pensare (Nuoto regolarmente senza difficoltà).
Con un neurologo ho avviato un percorso “ad eliminazione” di seguito descritto.
Tuttavia sono interessato a seguire anche un filone parallelo, al fine di acquisire ulteriori pareri che mi aiutino a capire se stiamo andando nella direzione corretta o se si possano valutare alternative.
Il mio scopo è appurare cosa sia accaduto (o stia accadendo) e capire se il fenomeno potrebbe avere una fase evolutiva o no.
Riassumo di seguito i passi finora compiuti:
- Prima visita neurologica con descrizione della sintomatologia (Lieve disagio per la perdita dell'automatismo della gamba SX nell'atto della salita delle scale). Visita generale ambulatoriale (riflessi, equilibrio, ecc) dalla quale non viene evidenziato niente di specifico.
Prescritti i seguenti esami di approfondimento:Potenziali evocati Somatosensoriali, motori, uditivi e visivi e Risonanza Magnetica dell'encefalo con mezzo di contrasto;
-Effettuata la Risonanza Magnetica dell'encefalo con mezzo di contrasto. Si rileva "….Anomalia di sviluppo venoso localizzata in sede peritrigonale SX, con collettore di scarico in sede sottocorticale nella circonvoluzione temporale media omolaterale"
-Effettuati i Potenziali evocati Somatosensoriali, motori, uditivi e visivi.Si rileva soltanto "P.E. Visivi pattern 30' (VEP):Risposta corticale P100 di latenza aumentata bilateralmente".
-Prescritti i seguenti esami di approfondimento:SPET Cerebrale (Tomoscintigrafia globale con HIG) e PET Cerebrale (Tomoscintigrafia cerebrale qualitativa).
-Effettuata la SPET Cerebrale (Tomoscintigrafia globale con HIG. Si rileva "….una lieve disomogeneità di fissazione del radiofarmaco sul puntamen dx"ed inoltre "Reperto ai limiti a livello del puntament dx. Per altro nei limiti della norma".
Al momento sono in attesa di effettuare la PET Cerebrale.
Su richiesta posso inviare i referti.
Vi ringrazio.

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Utente,
a mio avviso il Collega Neurologo sta affrontando in maniera più che corretta il suo problema. Suppongo che Le abbia anche espresso il suo sospetto di un disturbo a carico del sistema nervoso extra-piramidale, che è la parte del sistema motorio devoluto alla regolazione dei cosiddetti automatismi motori. Completi le indagini e ne riferisca i referti, è un caso interessante da seguire.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it