Utente 494XXX
Sono una ragazza di 24 anni e da circa 3 mesi soffro di una forte cefalea, riconosciuta da uno specialista come muscolo tensiva. Dopo la prima settimana di dolori, che non rispondevano ai FANS, sono stata in Pronto Soccorso, dove mi è stata fatta una TAC, con esito negativo, e mi è stato prescritto il CODAMOL. Anche l'assunzione di questo medicinale non ha avuto effetto, conseguentemente sono stata da un fisiatra, che mi ha invece prescritto 12 giorni di miorilassanti (Flexiban, 1/2 compressa al giorno) e fisioterapia al bisogno. Il sollievo è stato immediato e totale quasi da subito, solo che, circa 7/8 giorni dopo la fine della cura, il dolore è ritornato. A distanza di dieci giorni dalla fine dell'effetto dei miorilassanti, sono ritornata dallo stesso medico, che mi ha prescritto nuovamente la medesima cura, ma questa volta per 20 giorni, e le medesime sedute di fisioterapia. Ancora una volta, il dolore è passato dopo pochi giorni, salvo ritornare dopo 5 giorni dall fine della cura. A quanto detto, vorrei aggiungere la seguente cosa: il dolore ritorna periodicamente ogni mese, a cavallo del ciclo mestruale. Prima che tutto questo iniziasse, ho assunto una compressa di Norlevo. Il periodico ripresentarsi del dolore a cavallo del ciclo mestruale, può essere un effetto collaterale dovuto alla pillola, anche se a distanza di 3 mesi dall'assunzione, o è solo un caso? Inoltre, il tutto ha avuto inizio dopo un periodo di forte stress emotivo e ansia.

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Utente,
secondo me occorre fare un po' di chiarezza: anche se le caratteristiche della sua cefalea non sono descritte non sembrerebbe che la diagnosi di cefalea di tipo tensivo sia del tutto appropriata. Parrebbe piuttosto essere in presenza di una emicrania catameniale, che richiede un approccio terapeutico differente, ed il suo miglioramento con la terapia descritta potrebbe essere solo relativo al fatto che l'emicrania era passata ed era in attesa di ritornare al ciclo successivo. Le confermo che la pillola è un fattore scatenante, ma se non la sta più assumendo, può considerare concluso tale effetto.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#2] dopo  
Utente 494XXX

La mia cefalea si presenta come un bruciore che prende la nuca e giunge fino ai muscoli della schiena, fino quasi a metà della schiena. In alcune occasioni sento anche un senso di oppressione alla nuca. Durante la visita fisiatrica, il dottore ha sentito una forte contrazione dei muscoli, da qui, credo io, la diagnosi di cefalea muscolo tensiva.Il fatto che la pillola sia stata la causa scatenante significa che dovrò avere questo preoblema per il resto della vita? Come è possibile guarire? Grazie

[#3] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Utente,
la migliore descrizione del tipo di disturbo consente di dire che esso consiste non in una cefalea (con il cui termine si designa un dolore alla testa o alla faccia) ma in una cervico-dorsalgia, che può ben originare da uno stato di tensione muscolare, da ascrivere a ragioni fra le più diverse. Nella patogenesi di questo disturbo può giocare un ruolo lo stato di tensione emotiva ma non certo l'assunzione della pillola anti-concezionale, che torno a ripeterle, se viene eliminata, l'effetto scatenante è subito soppresso.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#4] dopo  
Utente 494XXX

La ringrazio per le sue risposte. La cosa che più mi preoccupa però è il fatto che, quando l'effetto dei miorilassanti passa, il dolore/bruciore ritorna, malgrado il mio stato emotivo sia comunque sereno.
Il fatto che questa cosa sia successa per due volte consecutivamente, non potrebbe voler dire che c'è una patologia più importante in atto? Grazie ancora

[#5] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Le indicazioni sulla terapia e sui suoi effetti, purtroppo, sfuggono completamente alla possibilità di un giudizio data la natura online del consulto. Di questo e delle sue ulteriori perplessità dovrebbe discuterne con il medico che la tiene in cura.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#6] dopo  
Utente 494XXX

Di questo ne sono consapevole, difatti sarò in visita da un neurologo la prossima settimana. La mia domanda era da intendersi in termini statistici, ovvero se lei è a conoscenza di casi (malgrado le poche informazioni fornite) a cui è possibile ricondurre il mio. Grazie ancora.

[#7] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Signora,

il problema è il seguente: se il disturbo tensivo è provocato da una situazione passeggera, un po' per risoluzione spontanea ed un po' con l'ausilio della terapia, tende a regredire. Ma se la causa promuovente lo stato di tensione muscolare è sempre attiva, agire solo sul sintomo "tensione" è destinato all'insuccesso. A che cosa si può ascrivere questa sua tensione? Lei asserisce di non essere in uno stato di stress, e diamolo per vero. Ma allora, alla base cosa c'è? Una cattiva postura? Un problema di statica vertebrale? Come vede, è fondamentale conoscere l'aspetto eziopatogenetico di un disturbo se si vuole curarlo efficacemente. Cosa che, ovviamente, deve effettuare con la semeiotica e le indagini necessarie il Medico che la sta curando.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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