Utente 492XXX
Salve! Allora, ho 20 anni e soffro di emicrania da anni, era peggiorata molto e avevo provato una terapia con laroxyl che non aveva funzionato, poi era migliorata spontaneamente dato che avevo lasciato la scuola e quindi tolto uno stress molto grande sapendo che sarei stata bocciata per le assenze a causa dell'emicrania e visto che i prof si impegnavano a mettermi in difficoltà nonostante i certificati medici. A distanza di 2 anni era tornata, non così persistente, ma abbastanza da iniziare una terapia a base di beta bloccanti che funzionò. Ora sono passati due anni, prendo il toradol al bisogno, e mi viene l'emicrania circa una volta al mese, non sempre necessita un farmaco. Solo che mercoledì 13 mi è iniziata un'emicrania che è durata tre giorni nonostante abbia preso il toradol 2 volte, di cui una non molto efficace, mi svegliavo di notte, mi da molto fastidio soprattutto vista la sensibilità alla luce, poi sembrava essere passata, ma sto senza emicrania mezza giornata e poi mi torna. Da mercoledì 13 a oggi ho avuto 3 attacchi, quello lungo e gli altri due un po' più brevi. Ho intenzione di tornare dal mio medico di base ma volevo un opinione:
Ho dovuto fare una settimana di antibiotico per una leggera infezione ai denti del giudizio, che dovrò togliere, ma l'emicrania mi è venuta che avevo quasi finito la terapia e non avevo più dolore ai denti. Può comunque influire?
Non dormo bene la notte, già menzionato al mio dottore che mi ha detto che non si sentiva di prescrivermi farmaci e al tempo (6 mesi fa) mi aveva detto di provare con integratori. Ne ho provati diversi, ma non funzionano. Continuo a svegliarmi svariate volte di notte senza motivo, e anche se mi riaddormento subito, comunque mi sveglio stanca la mattina e sono esausta tutto il giorno. Inolte ho notato che se dormo tanto, l'emicrania mi passa. Potrebbe essere la causa o è solo un fattore che non aiuta la mia emicrania?
Inoltre al tempo avevo insistito a fare esami di accertamento nonostante mi è stato detto che era primaria, ma comunque mi faceva sentire più sicura, e avevo fatto una tac al cervello e degli esami del sangue per vedere i livelli di ormoni. Era risultato tutto normale, ma si parla di anni fa. È il caso di rifarli?
Scusi se sembro apprensiva, ma ogni volta che ho attacchi che durano molto inizio a preoccuparmi.
Ringrazio molto
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Paziente,
dal suo resoconto anamnestico si rileva la coesistenza di due disturbi, uno costituito da un'emicrania verosimilmente di tipo mestruale e l'altro da insonnia intermittente. Sul primo aspetto, posso suggerirle di chiedere al suo medico di prescriverle un farmaco diverso dall'antalgico che ha menzionato. Al riguardo può leggere questo mio articolo di cui le accludo il link:
https://www.medicitalia.it/news/neurologia/7098-cosa-si-puo-fare-per-prevenire-l-emicrania-mestruale.html
Sul secondo aspetto dell'insonnia, le suggerisco la lettura di questi altri due miei articoli:
https://www.medicitalia.it/news/neurologia/8035-l-insonnia-ha-molte-facce.html
https://www.medicitalia.it/salute/neurologia/200-disturbi-sonno.html
In ogni modo, la mancanza di sonno può essere un fattore scatenante della cefalea o quanto meno aggravante.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

[#2] dopo  
Utente 492XXX

Salve, la ringrazio per la risposta. Purtroppo la mia emicrania non è di tipo mestruale, le mestruazioni non mi hanno mai causano emicrania, e i neurologi che avevo visitato avevano concordato. La mia emicrania ha una componente genetica, in quanto ce l'hanno mia nonna, mio padre, e sia io che mia sorella. Se non sbaglio la diagnosi era cefalea tensiva che con l'aumentare del dolore diventa emicrania, ma non ho i fogli sottomano per dirle le parole esatte. Leggero gli articoli che mi ha dato, la ringrazio ancora!
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Giusto per puntualizzare: l'emicrania ha quasi sempre un carattere ereditario e la cefalea tensiva non può trasformarsi in emicrania, essendo due forme diverse fra di loro, anche se spesso possono essere associate.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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