Utente 523XXX
Per me è impossibile dormire prima delle cinque del mattino, anche se assumo degli ipnoinducenti alle dieci di sera, mi addormento comunque verso le quattro o cinque del mattino e non riesco a svegliarmi prima delle quattro del pomeriggio. Fino ad ora questa situazione è stata tollerabile perché non dovevo andare a lavorare, ma adesso che inizierò con il lavoro non so come fare, visto che l'orario è mattutino. Soffro di depressione endogena e di disturbo d'ansia generalizzato, sono in cura con paroxetina da ormai quindici anni. A questo si aggiunge un affaticamento cronico la cui precisa origine organica non è mai stata individuata. Ho sempre avuto bisogno di dormire almeno 10 ore al giorno per recuperare un minimo le energie e non avere crisi di ansia e malesseri(tachicardia, nausea, vomito, giramenti di testa). Poi ad un certo punto della mia vita (ero già in terapia con paroxetina da dieci anni), verso i 35 anni, ho iniziato a soffrire di insonnia, e poiché la carenza di sonno mi causava grave spossatezza, crisi di ansia e disturbi neurovegetativi consistenti, dopo aver inutilmente tentato con metodi naturali e comportamentali, ho iniziato ad usare lo zolpidem. Inizialmente funzionava, ma adesso anche con questo farmaco mi addormento solo dopo molte ore dall'assunzione e mai prima delle quattro, insomma il sonno lo ottengo, ma solo di giorno. Comunque l'abitudine di dormire di mattina invece che di notte mi accompagna da moltissimi anni, solo che in principio, in caso di necessità riuscivo ad invertire la routine, adesso non ci riesco più e inoltre se prima la norma era dormire fino alle 12-13, adesso è fino alle 16-17. Esiste un modo per ritornare ad un ritmo sonno veglia normale senza soffrire? Perché io ho provato ad alzarmi al mattino nonostante le poche ore di sonno, ma mi sono sentita veramente troppo male, una sofferenza intollerabile. Sono molto preoccupata, perché fra qualche mese dovrò iniziare un'attività che si svolge di mattina e temo di essere caduta in uno stato di invalidità irreversibile.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Può discutere con il suo psichiatra l’introduzione di terapie che possano ristabilire il ciclo sonno veglia nei tempi corretti.


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[#2] dopo  
Utente 523XXX

Ma è sicuro che esista una terapia e che non preveda sofferenza e disagi? Io ho paura di consultare il medico perché temo che la situazione non sia risolvibile.

[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Terapie che prevedano sofferenze e disagi mi rubata davvero una cosa nuova.

Diciamo che lei non vuole assumere terapie forse è più semplice
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