Trauma cranico lacero contusivo

Egregio Dott.

per prima cosa vorrei ringrazirLa per il servizio che offrite, e i consigli che avrà da darmi.

Circa 6 mesi fa sono caduto, e ho colpito la zona occipitale, creando un trauma cranico lacero contusivo nella zona frontale bilaterale dei giri retti e lieve infarcimento emorragico (ancora presente, se pur in diminuzione nell'ultima RMN di inizio settembre); a seguito di ciò sono iniziati i miei problemi con tutta la sintomatologia tipica del trauma cranico (cefalee, nausea, intontimento, vertigini, insonnia, acufeni...).
Ad oggi motli dei sintomi sono diminuiti o scamparsi, tranne i "famigerati" acufeni o meglio ronzii, questi sono sempre presenti h24 7/7, però ho notato che ci sono periodi in cui sono più bassi permettendomi di lavorare e dormire decentemente e periodi in cui si fanno sentire con insistenza impedendomi un sonno minimo adeguato e ovviamente decontrazione e stanchezza fisica e mentale.

In aggiunta a quanto sopra sono completamente anosmico, soffro anche di ageusia e convivo con problemi di cervicale date da lievi protrusioni causate dal trauma oltre che ad una rettilineizzazione della rachiede cervicale.

Ho fatto controlli con Otorini, audiologi, neurochirurghi, sedute di agopuntura e osteopate ma sinora senza ottenere risposte, mi piacerebbe capire se l'andamento altalenante degli acufeni può essere effettivamente collegato ad aspetti climatici (come molti sostengono) oppure collegato alla lesione lacero contusiva presente in zona frontale e di conseguenza avere un nesso anche con l'anosmia o ad altro ancora...
Per quanto concerne l'anosmia (e ageusia connessa), so benissimo che non ci sia nulla da fare se non attendere, anche se ormai mi sto rassegnando, dal momento che non sento praticamente nulla da ca 6mesi.
Sono in attesa di effettuare EEG ma dubito che otterrò risposte da questo esame.

Se avesse qualche consiglio da darmi, in funzione anche di esperienze passate, le sarei infinitamente grato.

Nell'attesa di un Vs cortese riscontro porgo,
Distinti Saluti
Matteo
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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 5,9k 326 219
Egregio Paziente,
Desumo che ha riportato un trauma contusivo da contraccolpo e di cui sta soffrendo adesso la sindrome post-concussiva di cui sono elementi patognominici quelli che lei ha descritto, in primis l’anosmia/ipogeusia. Forse, solo gli acufeni sarebbero da considerarsi estranei al quadro sindromico, che implicherebbero un interessamento dei nervi acustici, ma questo potrebbe essere meglio definito con indagini mirate di otoneurologia.
La condizione clinica post-traumatica tende con il tempo a regredire oppure a compensarsi, entro certi limiti, anche se purtroppo la possibilità di riacquistare una normale capacità olfattoria resta estremamente improbabile.
Se desidera avere ulteriori ragguagli, può leggere questo mio articolo di cui le accludo il link.
Cordialmente
https://www.medicitalia.it/salute/neurologia/203-trauma-cranico.html

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

[#2]
dopo
Utente
Utente
Buonasera Dott. Colangelo,
e grazie per la celere risposta;
Ovviamente sto maturando sempre più la convinzione di conviverci con questi sintomi, nonostante ci siano giorni (molti) dove gli stessi creano uno stato di invalidità non indifferente.
Mi saprebbe indicare come neurologo quali esami possono essere fatti per indagare il nervo uditivo e le sue parti, sarei curioso di scoprirne le cause di questi acufeni.
I medici consultati sinora (otl, audiologi, neurologi e neurochirurghi) sostengono che gli stessi dovrebbero regredire, o comunque ci si dovrebbe abituare, ma io sinceramente nutro forti dubbi. Ho letto molto su questa sintomatologia e so bene di andare a colpire un nervo scoperto della medicina attuale (purtroppo per me e molte altre persone!!!). Quello che non mi spiego è cosa gli faccia variare in volume, e non mi riferisco solo alla percezione, ma ad una concreta variazione di volume (il quale avviene a periodi alterni che durano anche giorni o settimane).
Le sarei infinitamente grato se mi sapesse dare qualche nozione in merito.
Grazie
Distinti Saluti

Matteo
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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 5,9k 326 219
L’aspetto che lei cita coinvolge quella branca sul territorio di confine fra la neurologia e l’otoiatria che appunto si definisce neuro-otologia . Le indagini strumentali che accertano lesioni a quel livello sono, a parte la Risonanza Magnetica mirata sul pacchetto acustico, l’audiometria ed i potenziali evocati uditivi.

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

[#4]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno Dott. Colangelo,
a seguito di un EEG sono a riportare l'esito di cui capisco ben poco:
"Ritmo alfa assai raro di bassa ampiezza a 10Hz, simmetrico decisamente più apprezzabile durante SLI. Tracciato diffusamente ipovoltato esente da anomalie focali o specifiche."
Potrebbe cortesemente spigarmi cosa significa.

La ringrazio anticipatamente,
Distinti Saluti

Matteo

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