Utente 639XXX
Gentili Dottori,

vorrei sottoporvi il caso di mio padre (63 anni) per avere un vostro gradito parere.
5 anni fa, a seguito di un esame del psa molto altro (valore 55), ha fatto una visita urologica da un primario molto affermato in zona (ha lavorato nell'equipe del San Raffaele di Milano). Dopo l'esplorazione rettale e biopsia, ha riscontrato un adenocarcinoma prostatico, gleason score 3+3. La malattia era extracapsulare, ma senza nessun interessamento dei linfonodi e delle ossa (come emerge da relativa tac e scintigrafia ossea).
Sottoposto immediatamente a ciclo di radioterapia e a blocco androgenico totale (decapeptyl 3 mesi + casodex), il psa era tornato molto vicino allo 0 e cosi è rimasto per molto tempo, tant'è vero che il primario decise di sospendere gradualmente i farmaci. Mio padre è stato per circa 2 anni senza assumere farmaci con il psa sempre tendente verso 0. Il primario disse che il blocco androgenico dovrebbe durare anche un paio di anni, ma preferì stopparlo dopo un anno proprio per valutare l'andamento della condizione di mio padre, dicendo che comunque i farmaci si potevano sempre riprendere in futuro, qualora servissero. Dopo due anni di tranquillità (e ripeto, psa vicino a 0), l'andamento dell'antigene ha ripreso a risalire leggermente e, arrivato intorno a 3, il primario ha intuito una ripresa del carcinoma e consigliato di assumere il decapeptyl 3 mesi. Purtroppo il decapeptyl non ha sortito gli effetti sperati: il psa è risalito a 7 e poi a 10. Arrivato a 10, il primario gli ha riprescritto nuovamente il casodex, prevedendo un abbassamento del psa, da controllare fra 45 giorni. Il punto è...secondo voi mio padre sta seguendo un buon iter terapeutico? Il primario ci ha anche detto che, qualora nemmeno il ripristino del casodex sia sufficente, ci sono molte altre strade da percorrere per il controllo della malattia, mostrando un cauto ma abbastanza rassicurante ottimismo. Tengo inolte a precisare che mio padre sta comunque bene, non ha nessun tipo di dolore osseo e nessun disturbo della minzione (cosa che mi fa presagire che non ci sia interessamento di altre zone, e sperare che comunque la malattia sia in ogni caso relegata alla capsula prostatica). Non vi chiedo affatto previsioni di nessun genere (siamo tutti nella mani di Dio d'altronde), ma vorrei sapere se secondo il vostro parere professionale mio padre è ben curato e può avere una aspettativa di vita buona. Dalle mie letture ho appreso che i carcinomi prostatici (anche avanzati) possono essere trattati per anni e che magari si muore "con" il carcinoma piuttosto che "per" il carcinoma. Mi scuso per il quesito prolisso e ringrazio tutto lo staff dei medici.

[#1] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Gentile utente nell'attesa del consulto dei colleghi oncologi,
l'iter terapeutico seguito dal papà è sicuramente corretto. Segua attentamente le indicazioni datele. Se la malattia è organo-confinata si può verificare la operabilità chirurgica in questa fase. Ma questo lo si può stabilire da accurata visita e dalla visione degli esami eseguiti dal papà provi a richiederlo al suo Urologo.
Sicuramente esistono altre linee terapeutiche mediche ma sono solo palliative.
Cordiali saluti
Gino Scalese