Utente 218XXX
Salve sono un ragazzo di 26 anni e un po di giorni fa ho scritto per la mia stanchezza persistente a seguito di una mia leggera colite intestinale . In seguito a questo ho effettuato le analisi del sangue e per precauzione come suggerito dal medico lastre a tutta la colonna vertebrale (doloretti al collo , non sempre presenti) . Questo perchè sento una sensazione di instabilità , non ho fatto esami vestibolari poichè queste "vertigini" sono piuttosto lievi e a me pare essere assenti in momenti di serenità . Ho avuto diversi attacchi di panico , putroppo i primi della mia vita e la sensazione che si prova poco dopo è addirittura peggiore dell'attacco stesso : un forte senso di stanchezza e confusione , non riesco a stare in piedi . La cosa positiva è che gli ultimi di questi giorni riesco a controllarli un po meglio e mi sfiancano di meno . Certo è rimasta una paura di fondo , quella di prendere l'autobus o ritovarmi in un posto con tanta gente al chiuso (es ristorante) che sto cercando di superare affiancandomi subito uno psicologo da 2 settimane.Li sento il senso di instabilita aumentare e cosi anche la tensione che come detto prima mi sfianca. Ora il vero problema è insonnia o meglio riesco ad addormentarmi magicamente ma poi mi sveglio in mezzo alla notte o al mattino molto presto (5 , 4.30) , ho come paura che sia venuta la depressione.La mattina dopo e quasi per tutto il giorno resto a letto senza fare niente e per di piu ho scarsissimo appetito , anche il sonno poco riposante ci mette la sua facendomi sentire un vero e proprio zombie , ho un senso di malessere un po generale purtroppo .Sono andato dal medico e mi ha consigliato Nilaxia per il sonno : la prima mattina mi sono svegliato abbastanza riposato la seconda cioè oggi un bel po di meno . Non capisco perchè il mio sonno è cosi poco riposante ..è possibile che se continuo cosi devo ricorrere addirittura agli psicofarmaci ? sto cercando in ogni modo di evitarli perchè mi fanno un po paura e non capisco se sono ancora in fascia rischio. Ci metto anche del mio , non esco quasi per niente , non mi reggo in piedi , non ho amici e non ho obiettivi nella vita . Volevo sapere cosa dovrei fare . Anche semplice supporto psicologico è gradito , è un momento veramente difficile per me . Se volete suggerirmi qualche lettura o qualche altro esame da fare ovviamente sono contento . Buona Giornata a tutti .

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente

e' opportuna una visita psichiatrica per consentire una diagnosi
ed un trattamento appropriati.
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[#2] dopo  
Utente 218XXX

Dottor Ruggiero la ringrazio per l'interessamento , in effetti dovrei oltre che frequentare uno psicologo anche effettuare una visita psichiatrica . Il problema di fondo è che ho una certa "paura" dello specialista in psichiatria , paura di uscire dal suo studio con il dovere di assumere farmaci che dentro di me sento siano associati cambiamento della personalità , assuefazione , annullamento ..purtroppo dal basso della mia ignoranza ho paura che mi danneggino il cervello anche a dosi molto minime .Conoscere gli effetti indesiderati di certi antidepressivi mi mette ansia. In fondo volevo forse soltanto sentirmi dire che ci sono persone che ce l'hanno fatta senza assumerli e che basta "tenere duro" con l'aiuto dello psicoterapeuta. La ringrazio ancora , se vedo che la situazione sfugge di mano farò questo passo ..

[#3]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
il fatto che con l''aiuto dello psicologo la sintomatologia si è attenuata è una prova che potrebbe trattarsi effettivamente di un disturbo psichico; ed il fatto che Lei si è rivolto allo psicologo è di per sé positivo, ma lo vedo una soluzione parziale. Nel caso da Lei descritto può essere importante anche l'aiuto dello psichiatra: non semplicemente per l'insonnia, ma per il quadro in generale, di cui l'insonnia può essere solo una manifestazione. E' sbagliato cercare di curare un sintomo o un malessere (come l'insonnia) in maniera isolata dal resto del quadro clinico, che nel Suo caso comprende: insonnia, ""paura di fondo", paura di prendere l'autobus o ritovarsi in un posto con tanta gente al chiuso, attacchi di panico, calo dell'appetito, calo della volizione a partire dalla mattina. Sbagliato prevedere che il contributo dello psichiatra debba consistere nel prescriverLe semplicemente un psicofarmaco per l'insonnia. Lo psichiatra dovrà soprattutto individuare quale situazione morbosa è alla base di tutto questo (fare quelo che si chiama "la diagnosi"). La Sua ipotesi che possa trattarsi della Depressione può essere anche fondata, ma è necessaria una visita psichiatrica diretta per fare la diagnosi e per orientarLa verso, prescriverLe le cure appropriate.

Le paure associate agli psicofarmaci, che Lei cita, come l'assuefazione, cambio di personalità ecc. sono degli stereotipi. Spero che lo specialista dal quale si rivolgerà riuscirà a sfatarle. La vita di per sé ed i mali psichici sono dei fattori assai più realistici che possono cambiare la personalità. E poi, pensare allo psichiatra, associandolo automaticamente agli psicofarmaci è un altro stereotipo; il primo compito dello psichiatra è di riconoscere la malattia, solo dopo: la scelta delle eventuali cure adatte all'individuo (abbiamo oggi molte possibilità diverse sia a livello farmacologico che no).
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#4] dopo  
Utente 218XXX

Dr. Gokuv grazie per le delucidazioni , purtroppo sono cresciuto guardando il film "A Beautifull mind" dove il protagonista , dopo aver assunto strane pillole diventa una specie di vegetale con enormi problemi a seguito. Queste notti mi sono svegliato di soprassalto dopo aver sognato il Dottor Vittorino Andreoli che mi suggeriva di prendere le pillole senno non sarei tornato tranquillo come prima . Quindi purtroppo non mi sembra una semplice ,e da quel capito stupida , preoccupazione . Lei identifica un'aiuto di tipo psicoteraputico come parziale , che deve essere integrato con visita psichiatrica (o più visite) . Ho sempre creduto che lo psichiatra sia un personaggio da scomodare qualora i sintomi neghino una vita regolare o quando un soggetto rischia veramente di entrare in un vortice senza fine . Ed ecco che entrano in gioco gli psicofarmaci che aiutano , sopprimono il problema , ma tutto ciò poi deve essere associato ad una seria psicoterapia. In fondo la mia domanda ha avuto una risposta del tipo : "Per precauzione vadi a fare anche una visita dallo psichiatra" o sbaglio ? In fondo pensavo che anche uno psicoteraupeuta (non medico) poteva tirar giù una diagnosi. Cordiali Saluti e ancora grazie .

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

ritornando dalla sua richiesta lei parte con una domanda che in sè contiene una risposta.

Se la sua preoccupazione è l'insonnia certamente deve rivolgersi allo psichiatra per avere un trattamento adatto, quindi non può pensare di non andarci se vuole risolvere il problema.

Poi, che lei abbia in sè una serie di pregiudizi sulla patologia psichiatrica e su quanto ne viene dietro, addirittura da essere cresciuto con un film che, tra l'altro, si conclude con un lieto fine, è un dato di fatto evidente.

Se ritiene di dover risolvere ulteriormente la problematica che la affligge anche con un inquadramento diagnostico appropriato che, a quanto pare, ad oggi non ha ancora ricevuto deve fare una visita psichiatrica senza perdere altro tempo.
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[#6]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
non penso nemmeno io che la Sua preoccupazione sia "stupida". La mia replica sarà purtroppo un po' lunga, ma spero che potrà chiarire alcuni aspetti.

<<..Ho sempre creduto che lo psichiatra sia un personaggio da scomodare qualora i sintomi neghino una vita regolare o quando un soggetto rischia veramente di entrare in un vortice senza fine . Ed ecco che entrano in gioco gli psicofarmaci che aiutano , sopprimono il problema , ma tutto ciò poi deve essere associato ad una seria psicoterapia...>>

La psichiatria ha subito nell'arco del secolo scorso profondi e molteplici cambiamenti, uno dei quali è il non essere più confinata alle malattie psichiche "incurabili" (che, oggi, non sono nemmeno queste sempre tali), alle crisi di scompenso, agli ospedali psichiatrici e alle cure che completano tale entourage storico.

Oggi la psichiatria, sia negli Stati Uniti, sia, secondo me, ancora di più, in Italia (grazie al sistema della sanità pubblica) si occupa della salute psichica a raggio molto più ampio, comprendendo molteplici casi di disturbi "minori" e "ambulatoriali" (che per questo non sono meno importanti). In realtà, da sempre, ma comunque ancora di più oggi, la psichiatria non è una branca isolata, ma, ad esempio i Centri di Salute Mentale statali comprendono fra i lavoratori sia psichiatri che gli psicologi, che educatori, gli infermieri e gli assietenti sociali, mentre gli psichiatri privati spesso associano nel proprio lavoro la psicoterapia o collaborano con gli psicologi. Credo che questa situazione testimonia una maggiore apertura mentale della psichiatria di oggi e il cambiamento di approccio che oggi si basa più sulla collaborazione fra specialisti diversi.

Non contesto "a secco" la Sua idea che la cura deve essere associata ad una seria psicoterapia, prrò ciò dipende dal caso al caso: dipende dal tipo del disturbo, dalla fase del disturbo e dalla personalità del soggetto. Non si può presumere che la psicoterapia sia indicata indiscriminatamente in tutti i disturbi o in qualunque fase di un disturbo.. Fondamentale è anche il tipo di psicoterapia. Il tutto dipende dalla valutazione clinica diretta in ogni caso individuale..

Uno psicologo non può fare la diagnosi di una malattia psichica. Può fare diagnosi psicologiche che hanno validità limitata al contesto del suo lavoro come Psicoterapeuta e al contesto conoscitivo di Lei come persona, utili nel contesto della valutazione da parte di uno psichiatra, ma non sono di per sé diagnosi mediche. Uno psicologo può elaborare l'ipotesi di una malattia psichica, ma questa deve essere appurata con uno psichiatra. Sia lo psichiatra, sia anche lo psicologo (!) vedono la persona dai punti di vista diversi, condizionati un po' dalle proprie esperienze e dalla propria formazione. Intuendolo, la persona può preferire di chiedere l'aiuto ad uno piuttosto che ad un altro di loro, condizionando in tal modo a priori l'approccio curativo, ma questo è un atteggiamento scorretto, condizionato a sua volta dallo stigma, ma spesso anche dalla non accettazione della realtà di disagio psichico e dalle motivazioni discutibili alle cure (anche nei casi diametralmente opposti al Suo, dove uno non vuole saper parlare degli psicologi, perché avrebbe bisogno solo di normalizzare il sonno e "non ha problemi psicologici"). Secondo me, sono tutte e due posizioni un po' "estremiste".

La visita psichiatrica che Le stiamo suggerendo non è "per precauzione", ma nel Suo caso è una parte indispensabile del percorso di cura.

Molte persone ricorrono agli psichiatri (e ai medici in generale) purtroppo solo nel momento del bisogno, ma anche questo è scorretto, soprattutto in ambito della malattia psichica, dove serve la conoscenza approfondita che si acquisisce con l'osservazione nel tempo e dove serve il monitoraggio delle condizioni psichiche (anche quando sono buone), perché la malattia psichica è fatta di sfumature. Inoltre, se si trattasse di un disturbo di umore (dove possono essere tipiche le fasi di miglioramento e di peggioramento), venire solo nella fase di peggioramento è come medicare una ferita solo quando si reinfetta di nuovo.. L'atteggiamento verso i medici, al mio parere, risente ancora oggi, delle tradizioni popolari, nelle quali un "guaritore" appunto "guarisce" la malattia una volta per tutte.. spesso con elementi magici..

La frequenza delle visite dallo psichiatra va stabilitta direttamente con lo specialista, e non è detto che le visite debbano essere frequenti come dallo psicologo, ma serve la regolarità e la continuità.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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