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Schizofrenia paranoide- cocktail di farmaci -cambiamenti repentini di terapia

Gent.mi Dottori,
sono il padre di un ragazzo di 25 anni affetto dall'età di 16 anni da patologia psicotica. Ci sono voluti circa tre anni per stabilire una diagnosi: "schizofrenia paranoide". E già questa circostanza lascia perplessi sul modo in cui viene gestita in alcuni Centri la psichiatria pubblica. Lo psichiatra (dirigente medico presso una struttura pubblica ), che lo ha seguito fino ad ora, era solito dopo ricoveri in TSO (a seguito dei quali mio figlio appariva ben compensato con compenso farmacologico che durava per parecchio tempo) immettere in terapia (dopo alcuni mesi di perfetto compenso) degli antidepressivi (Prozac, efexor, daparox, fevarin ecc.). Secondo ciò che mi è stato riferito da medici e secondo ciò che da genitore ho potuto osservare, l'uso di antidepressivi ha provocato ed è stato concausa degli episodi acuti che hanno determinato i vari ricoveri in TSO. Inoltre, dopo la somministrazione per lunghi periodi di Risperdal da 50 mg per intramuscolo (ogni 13 giorni) e contemporanea assunzione di risperdal per OS (dose giornaliera di 6 mg) recentemente è stata bruscamente interrotta tale terapia e dopo appena 8 giorni dall'ultima iniezione di Risperdal è stata cambiata repentinamente la terapia iniettando una fiala di haldol da 100 mg e cambiando bruscamente piano terapeutico.
IO SONO CONSAPEVOLE CHE MIO FIGLIO (RAGAZZO, DOLCISSIMO, INTELLIGENTISSIMO E MITE, DURANTE I LUNGHI PERIODI TRASCORSI IN FASE DI COMPENSO SOLO CON BASSI DOSAGGI FARMACOLOGICI) RISCHIA DI ESSERE ROVINATO DA CHI GESTISCE LA PSICHIATRIA PER TENTATIVI E NELLA MANIERA SOVRADESCRITTA. RITENGO CHE L'ATTUALE PEGGIORAMENTO DI MIO FIGLIO SIA DOVUTO A TALE MODO DISSENNATO DI CURARE.
Cosa posso fare per difendermi e sganciarmi dai vincoli dettati dalla cosiddetta "territorialità" della psichiatria? Se ho la disgrazia di imbattermi in un medico "incompetente" nel mio territorio, come posso difendermi e tutelare la salute di mio figlio?
Cosa
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Dr. Giuseppe Nicolazzo Psichiatra, Psicoterapeuta 2.2k 80
Gentile utente,

se lei e il ragazzo non siete soddisfatti avete diritto di cambiare medico anche se si tratta di servizio pubblico,

Saluti

Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gent.mo Dott. Nicolazzo,
Grazie per la sua sollecita risposta.
Certo che non sono soddisfatto per come è stato seguito fino ad ora mio figlio ( e non a parole, ma sulla base di abbondante documentazione in mio possesso).
Io abito in Sicilia e mi hanno riferito che esistono "rigidi paletti" di territorialità.
Poiché io ho incontrato, durante un ricovero di mio figlio in TSO presso un'altra provincia, un medico abbastanza capace ( e che aveva prescritto un piano terapeutico che aveva dato lunga stabilità e adeguato compenso a mio figlio. Piano terapeutico successivamente stravolto dal solito psichiatra) posso chiedere di essere seguito dal suddetto medico, e quali mezzi legali ho per superare il suddetto scoglio di questa cosiddetta "territorialità"?
Grazie per il tempo che mi dedica.
Cordiali saluti.
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Dr. Giuseppe Nicolazzo Psichiatra, Psicoterapeuta 2.2k 80
Gentile utente,

l'ambito territoriale ha un valore operativo ( visite domiciliari per esempio, escluse le urgenze ), ma il SSN permette a qualsiasi cittadino di farsi curare dove meglio crede e personalmente non ho mai rifiutato un paziente di altre zone anche nel servizio pubblico, sempre dopo aver accertato che fosse una scelta consapevole,

Saluti
[#4]
dopo
Utente
Utente
Gent.mo Dott. Nicolazzo,
La ringrazio per la sua risposta chiara e soddisfacente.
Cordiali saluti.