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Diagnosi sbagliata? Serve un ricovero?

Buonasera,
mio padre è in cura presso un CPS da più di 10 anni con una diagnosi di depressione maggiore cronica esordita a seguito di mobbing. Presso la struttura non è stato seguito adeguatamente negli ultimi 2 anni, in quanto la psichiatra di riferimento, subentrata al precedente psichiatra, era spesso assente e ha mostrato più volte di non conoscere la storia clinica di mio padre.
Attualmente è seguito da una terza psichiatra, da cui dovrà andare domani pomeriggio.
Il problema è che da un mese mio padre non è più in sé e da un paio di giorni è letteralmente impazzito: oscilla tra la ricerca di rassicurazione e l'aggressività, ha ripreso a fumare con più accanimento tanto da esserne dipendente (è arrivato a lasciarci senza soldi pur di chiederne per comprarsene) e a svegliarsi di notte mangiando voracemente, attacca il telefono in faccia quando lo si contraddice e non è minimamente empatico nei confronti della sua famiglia, salvo poi mostrarsi tutt'altro con gli estranei.
E' un periodo già di per sé difficile in famiglia per ristrettezze economiche, io sto passando un periodo difficile (mi sono lasciata settimana scorsa e sto studiando con poca serenità per l'esame di abilitazione) e mia madre è una che si tiene dentro tutto e resiste. Lei è una roccia ma ho paura che crolli.

Le caratteristiche sembrano quelle di una depressione agitata (sotto il quale secondo me, c'è anche un disturbo di personalità narcisistica), per cui il mio dubbio è che non sia depresso ma che abbia un disturbo bipolare, il che renderebbe pericolosa l'assunzione della Venlafaxina che sta assumendo. Secondo mia madre adesso sta dando i numeri perché non ha più sigarette e non può comprarne fino al mese prossimo.
La situazione sta diventando insostenibile, per quanto possiamo cercare di essere comprensivi della sua condizione, la sua totale indifferenza nel volerne uscire e questi suoi picchi di aggressività verbale ci stanno sfiancando da anni, e ora più che mai. Secondo voi è il caso di farlo ricoverare?

Avevo già provato a scrivere su questo sito, invano. Domani telefonerò alla sua psichiatra per farle presente la situazione, ma spero di tutto cuore di avere una risposta anche da voi. Grazie.
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Dr. Vassilis Martiadis Psichiatra, Psicoterapeuta 7.1k 159 114
Purtroppo valutare una situazione simile a distanza é pressoché impossibile. La valutazione di soma i potrebbe fornire ulteriori elementi. La specialista valuterà se é opportuna una valutazione in ambito ospedaliero. Non trascurate di fornire tutti gli elementi necessari alla valutazione, accompagnando suo padre, se egli stesso acconsente.
Cordiali saluti

Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it