Utente 380XXX
Buonasera gentili dottori,
In seguito ad un disturbo da stress diagnosticatomi dallo psichiatra sono in cura con Zarelis. Inizialmente la dose era di una cpr da 75 mg a cui è stata aggiunta una da 37,5, portando il dosaggio a 112,5. Ritenete lo Zarelis un buon farmaco e comunque adatto a curare il mio tipo di disturbo?
Da agosto 2013 a dicembre 2014 ho fatto una cura di Cipralex 10 mg del mio medico di base che mi aveva dato una buona stabità umorale; a marzo sono ricomparsi i sintomi di ansia e disturbo da stress e di quì il consulto con lo psichiatra e la nuova cura.
In attesa di un Vs. Gentile riscontro porgo

Distinti saluti

Fabrizio Muzio

[#1]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Il farmaco é indicato per i disturbi d'ansia, così come é indicato il cipralex che tuttavia é stato interrotto troppo precocemente e non ha avuto modo di ridurre in maniera il rischio di ricaduta. Ricaduta che si é purtroppo verificata in tempi brevi.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 380XXX

Grazie per la celere risposta, dott. Martiadis.
Il mio medico di base giudicava 16 mesi di Cipralex un tempo sufficientemente lungo per evitare ricadute. Lo psichiatra sostiene che probabilmente per risolvere il mio problema basteranno 6-8 mesi di Zarelis e qualche colloquio di psicoterapia.
Dopo circa 22 gg ho ancora alti e bassi umorali, ritiene che ciò sia plausibile?
Ritiene che un dosaggio giornaliero di 112,5 mg sia adeguato? In termini assoluti, da quel che ho letto, non è un dosaggio alto e quindi ne deduco che il mio non dovrebbe essere un disturbo grave.
Ho sempre avuto paura che un giorno mi venisse la depressione, ma lo psichiatra lo ha escluso, parlando semplicemente di disturbo da stress. Secondo la sua esperienza, i casi di recidiva una volta finito il trattamento, sono numericamente elevati?
Grazie ancora nel caso voglia prestarmi ulteriore attenzione.
Distinti saluti


[#3]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Allora ero io a non aver compreso bene il lasso temporale, poiché 16 mesi sono effettivamente un tempo ritenuto mediamente corretto per il trattamento, ancor di più se di un primo episodio. Il trattamento attuale dovrebbe tener conto della quasi immediata precedente ricaduta e prevedere gli opportuno accorgimenti sia sui tempi di terapia, sia sul dosaggio del farmaco. Ma queste sono decisioni che spettano allo specialista. Dal dosaggio attuale si potranno avere miglioramenti a partire dalle prossime settimane, altrimenti lo specialista provvederà a modificarlo. Il dosaggio non é un indice diretto della gravità della condizione clinica, sulla quale lo specialista, da quello che lei scrive, pare si sia già espresso in modo tranquillizzante,
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#4] dopo  
Utente 380XXX

Gent.mo dottore, nel ringraziarla per la Sua cortesia e sollecitudine le pongo due ulteriori (e ultime) domande. I "fatidici" 28 gg dopo i quali gli snri producono i loro effetti vanno considerati dagli inizi della cura (14 aprile) o dall'aggiustamento del dosaggio (ieri)? Crede che questa cura possa essere finalmente risolutiva per il mio problema? Con lo stesso psichiatra sto affrontando dei colloqui di psicoterapia molto efficaci e rassicuranti.
Assumo inoltre Xanax al bisogno e comunque in media mai più di 20-25 gtt al giorno, dal fine gennaio. Sono tempistiche e dosaggi che possono indurre dipendenza e/o assuefazione? Ho un certo timore per quel che riguarda questo farmaco e i suoi effetti negativi, per questo Le pongo questa domanda.
Grato per la Sua cortesia e per il servizio offerto, le porgo i miei più

Cordiali saluti

[#5]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Generalmente occorre tenere conto di 3-4 settimane a partire dagli ultimi aggiustamenti posologici. L'assunzione al bisogno di un ansiolitico crea minore rischio di dipendenza o assuefazione rispetto all'assunzione continuativa, tuttavia il rischio esiste e per questo la situazione deve essere sempre supervisionata dallo specialista che detta modi, tempi e durata di assunzione dei farmaci.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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