Utente 207XXX
Buonasera, mi sono rivolto ad un neuropsichiatra per una serie di problemi che mi si stanno presentando ultimamente. Per farla breve mi sono state diagnosticate crisi d'ansia con attacchi di panico.
Il medico mi ha quindi suggerito la seguente terapia o, come ha detto lui la seguente cura perché sostiene che non si tratterebbe di una terapia lunga ma solo di una cura di una trentina di giorni perché nel mio caso dovrebbe essere sufficiente.
Questa cura prevederebbe 10 fiale di Liposom forte da fare con puntura intramuscolare per poi prendere 1/2 compressa di Eutimil 20 mg per 7 giorni.
Poi ha detto che vorrebbe risentirmi per vedere come sto.
Io vorrei evitare di infilarmi in una cura con farmaci che possono dare dipendenza ed ho letto pareri abbastanza discordanti sull'utilizzo dell'Eutimil soprattutto in merito ad eventuali dipendenze.
Nutro qualche dubbio anche sull'efficacia soprattutto dovuta alla durata prevista di questa cura. Potrebbe funzionare in così poco tempo e con questi "dosaggi"?

Vi ringrazierei tanto per qualche parere/consiglio in quanto mi farebbe piacere iniziarla il prima possibile se potesse fare al caso mio.

[#1]  
Dr.ssa Paola Scalco

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
CASTELL'ALFERO (AT)
ASTI (AT)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
Gentile Utente,
dovrebbe postare il suo quesito nella sezione Psichiatria di MI, dal momento che noi Psicologi (dunque non Medici) non ci occupiamo di farmaci.

Dal momento che è un po' titubante all'idea di assumere questi farmaci, non ha preso in considerazione la possibilità di consultare anche uno psicologo psicoterapeuta per verificare la severità del suo problema e valutare se sia possibile un'alternativa (=psicoterapia)?

Cordialità.

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
https://www.medicitalia.it/paola.scalc

[#2] dopo  
Utente 207XXX

Intanto grazie per la risposta.
Come posso cambiare sezione in cui ho inserito il consulto?
Ho provato a guardarci ma non ho trovato nulla.

Per quanto riguarda l'aiuto psicologico ho già parlato con alcuni psicologi ma tutti mi hanno detto che mi sia ben chiaro da dove nascono i miei problemi e che quindi la psicoterapia servirebbe a ben poco.

[#3]  
Dr. Emanuele Petrachi

20% attività
12% attualità
12% socialità
MELENDUGNO (LE)
LECCE (LE)

Rank MI+ 44
Iscritto dal 2012
Dovrebbe riproporre la sua domanda nella sezione psichiatria.
Una curiosità: le hanno detto che non sarebbe utile un percorso con uno psicologo?
Se così fosse, le consiglierei di rivolgersi ad un altro professionista perché percorsi di questo tipo per ansia ed attacchi di panico sono utili e come!!!
Dr. Emanuele Petrachi
Psicologo (Lecce)
www.psicologia-lecce.it

[#4]  
Dr.ssa Angela Pileci

56% attività
20% attualità
20% socialità
SESTO SAN GIOVANNI (MI)
MONZA (MB)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2009
Gentile Utente,

aggiungo anche io una precisazione a quanto ha scritto Lei e cioè "Per quanto riguarda l'aiuto psicologico ho già parlato con alcuni psicologi ma tutti mi hanno detto che mi sia ben chiaro da dove nascono i miei problemi e che quindi la psicoterapia servirebbe a ben poco."

Nei casi in cui il pz ha un problema di ansia e/o attacchi di panico, NON è necessario andare a capire quali sono le cause che hanno portato fino al problema, ma è INDISPENSABILE risolvere il problema e quindi capire solo COME fare per risolvere il problema.

Quindi l'indicazione che Lei ha riportato qui è a mio avviso scorretta. Qualora Lei sapesse per quali ragioni oggi soffre d'ansia, dovrebbe comunque risolvere il problema con un aiuto specialistico che può comunque essere quello psicoterapico, previa valutazione.

Di solito gli approcci che funzionano molto bene per queste problematiche sono quelli attivi e focalizzati, come ad es. il cognitivo-comportamentale.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#5] dopo  
Utente 207XXX

Grazie a tutti per le risposte.

Non mi è stato detto che non mi sarebbe utile un percorso di psicoterapia.

Mi sono rivolto ad un neuropsichiatra con il quale ho fatto un paio di sedute e mi ha detto che oltre a cambiare qualche mia abitudine vedrebbe come soluzione quella della terapia che ho descritto inizialmente, mi ha accennato della possibilità di alcune terapie psicologiche ma mi ha detto che a suo modo di vedere non farebbero al mio caso.

Saluti

[#6]  
Dr.ssa Angela Pileci

56% attività
20% attualità
20% socialità
SESTO SAN GIOVANNI (MI)
MONZA (MB)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2009
"... oltre a cambiare qualche mia abitudine..."

Posso chiederLe quale?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#7] dopo  
Utente 207XXX

Mi è stato suggerito di fare un po' di "attività fisica", fare delle camminate di 40-60 minuti possibilmente tutte le sere all'aria aperta, provare a fare qualche sport che mi piace e che mi tiene la mente impegnata.
Mi è stato insomma consigliato di impegnare la mia testa in attività in modo da evitare di innescare quei processi di pensieri che mi portano alle crisi di ansia.

Ho letto qualcosa in merito alla terapia cognitivo-comportamentale e mi vien da dire che probabilmente non mi è stato suggerito di intraprendere un percorso in tal senso perché già di mio sto cercando con discreti risultati di non evitare le situazioni che mi mettono ansia ma di affrontarle, cercando di ripetermi e convincermi che i vari sintomi che provo e che mi mettono in allarme sono proprio dovuti a questo mio stato di ansia.

Sfrutterei la sua gentilezza chiedendole se secondo lei, prendendo ad esempio la mia giornata di oggi, è "normale" che il mio livello di ansia sia aumentato durante le seguenti attività:
- passeggiata a piedi in centro città per commissioni (il camminare allontanandomi dall'auto mi metteva agitazione)
- taglio dei capelli dal parrucchiere (il sentirmi "costretto" per una mezz'ora sulla poltrona mi ha messo a disagio)
- trasporto di un oggetto relativamente pesante per un centinaio di metri (per alcuni minuti dopo questa "attività" mi sono sentito piuttosto affaticato e agitato)
- doccia calda
- rapporto sessuale

Ritiene che durante o in seguito a queste attività possa essere "giustificabile" un aumento del mio stato ansioso?
Faccio bene a cercare di non evitare queste situazioni nonostante sappia in partenza che potrebbero causarmi un aumento dell'ansia o sarebbe meglio per un certo periodo evitarle?

Grazie mille per l'attenzione

[#8]  
Dr.ssa Flavia Massaro

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
16% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
MARIANO COMENSE (CO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2010
Caro Utente,

mi sembra strano che più psicologi le abbiano detto che, essendo lei consapevole delle cause del suo problema, la psicoterapia non le serve.
Inquadrare le cause e quindi capire perchè si sta male, decodificando il significato del malessere, rappresenta infatti un passo necessario nel corso di diversi tipi di psicoterapia ma mai sufficiente a risolvere il problema.
Per fare un esempio di tipo medico è come se la consapevolezza di avere un tumore consentisse al malato oncologico di guarire, perchè sa da dove originano i suoi dolori.
Allo stesso modo capire perchè si soffre d'ansia e cosa ci sta dicendo il sintomo è importante, ma non certo risolutivo (e non è inoltre neanche detto che le ipotesi che una persona formula sul proprio conto siano corrette.)
In tal senso se è presente un quadro psicopatologico è quindi necessario un lavoro psicoterapeutico perchè tale quadro possa cambiare.

Le situazioni che ha elencato nel suo ultimo post sono tutte potenzialmente ansiogene perchè stimolano l'organismo generando reazioni fisiche (come la tachicardia) che preoccupano/angosciano molto l'ansioso o perchè rappresentano a livello simbolico la perdita temporanea della sicurezza e dei punti di riferimento (l'auto).

A mio avviso che lei affronti o eviti queste situazioni non cambia molto, finchè lo fa al di fuori di un contesto terapeutico, perchè entrambe le modalità di gestione dell'ansia possono condurre ad un peggioramento e al totale evitamento (che può derivare anche dal forzarsi ad affrontare situazioni che generano un malessere crescente, che ad un certo punto diventa ingestibile e quindi porta ad allontanarsi da tutti i contesti e le situazioni ansiogene).

Le suggerisco di rivalutare l'opportunità di iniziare una psicoterapia per affrontare adeguatamente il problema e risolverlo.

Un caro saluto,

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#9]  
Dr.ssa Angela Pileci

56% attività
20% attualità
20% socialità
SESTO SAN GIOVANNI (MI)
MONZA (MB)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2009
"Ritiene che durante o in seguito a queste attività possa essere "giustificabile" un aumento del mio stato ansioso?"

Gentile Utente,

se prova a rileggere quelle azioni, direi che non è tanto giustificabile l'aumento dello stato ansioso, anche perché è probabile che Lei -come di solito fanno le persone ansiose- non sia molto abile a riconoscere le attivazioni somatiche, distinguendo tra ansia e affaticamento (c'è sempre un aumento del battito cardiaco che la persona ansiosa legge come sintomo e non come qualcosa di assolutamente normale).

Nell'approccio cognitivo-comportamentale il pz è allenato a riconoscere questi stati e non a distrarsi. Più il pz è capace di leggere correttamente emozioni, pensieri e convinzioni e a legarle tra loro, più ha padronanza sul problema, risolvendolo.

Quindi è qualcosa di diverso dal "...cercando di ripetermi e convincermi che i vari sintomi che provo e che mi mettono in allarme sono proprio dovuti a questo mio stato di ansia..."

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#10]  
Dr.ssa Valeria Randone

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
16% attualità
20% socialità
CATANIA (CT)
ROMA (RM)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2010
In merito alla farmacoterapia, sposto la sua richiesta in psichiatria, le daranno ragguagli precisi.


Concordo con quanto detto dalla Dott. Massaro
"Le suggerisco di rivalutare l'opportunità di iniziare una psicoterapia per affrontare adeguatamente il problema e risolverlo.

I due percorsi: farmacologico e psicoterapico, non sono disgiunti,ma uno potenzia l'altro.
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#11]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
AVELLINO (AV)
ISCHIA (NA)
TARANTO (TA)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2003
Prenota una visita specialistica
La terapia farmacologica ha indicazione per la cura dei suoi disturbi e l'efficacia è visibile dopo circa 4 settimane di trattamento a dose piena.

Non vi sono motivi per considerare la possibilità di dipendenze che non sono contemplate e possibili per l'utilizzo di questi farmaci che sono curativi.

Se le è stata data una non indicazione alla psicoterapia è inutile cercare di percorrere per forza quella strada, mentre sarebbe opportuno iniziare la terapia prescritta e raccordarsi con il suo medico per i controlli.
https://www.facebook.com/francescoruggiero.it/
https://www.instagram.com/psychiatrist72/
https://wa.me/3908251881139