Utente 224XXX
Buonasera a tutti. Sto seguendo una terapia con Litio 900 mg al giorno, Tolep 300 mg e Gabapentin 900 mg.In comorbidità con il disturbo bipolare ho un disturbo del comportamento alimentare. Peso 47/48 kg e sono alta 1,62 cm. Nè il Litio, nè il Tolep, nè il Gabapentin mi hanno fatto prendere un etto da quando li assumo. Tantomeno hanno aumentato l'appetito o stravolto le mie abitudini alimentari. Il punto è che, nonostante il parere contrario del mio psichiatra che vorrebbe che prendessi almeno 2 o 3 chili, io mi piaccio così (sono magra di costituzione, ma da quando prendo i farmaci, per paura di un aumento ponderale, mi riguardo molto di più). La mia domanda è questa. L'essere sottopeso può compromettere l'efficacia del litio nello stabilizzare l'umore? E ancora, un'alimentazione restrittiva può incidere sulle oscillazioni umorali? Grazie a chi mi risponderà

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

L'efficacia del litio si predice in riferimento alla litiemia. E' teoricamente possibile un effetto interferente del sottopeso estremo con l'azione di alcuni antidepressivi, ma non è il suo caso. In linea generale, l'essere sottopeso come manifestazione di un decorso sfavorevole di un'anoressia, o di una bulimia scompensata, può produrre certamente, con vari meccanismi, il peggioramento dell'umore, e viceversa.

Lei ha sperimentato un peggioramento dell'umore ? L'ultima litiemia quanto era ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 224XXX

Grazie Dr. Pacini, della sua risposta. L'ultima litiemia che ho fatto risale a circa 3 settimane fa ed era 0,42 (allora assumevo 600 mg di Litio al giorno). da allora, in accordo col mio curante abbiamo aumentato il Litio a 900 mg e farò le analisi proprio ad inizio settimana nuova. Ho avuto un peggioramento dell'umore lo scorso mese, proprio a ridosso del cambio dell'ora legale (che mi ha, peraltro, coinciso con l'ovulazione). Ho iniziato a dormire sempre meno, le mestruazioni, che io di solito ho perfette, hanno ritardato una settimana. E l'alimentazione era più scompensata (essendo più agitata, mi alimentavo in maniera più caotica). Crede che ci sia un nesso?

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Mi pare quindi che il suo curante abbia adeguato la dose del litio all'andamento precedente, considerando che corrispondeva a una litiemia bassa.

Il nesso più probabile è che essendo instabile il "motore" umorale, tutto il resto si è mosso insieme ad esso.

Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 224XXX

E quindi, una volta che il Litio avrà stabilizzato questo "motore umorale", anche il disturbo alimentare andrà di conseguenza e le ossessioni da cibo e conteggio di calorie, che tanto mi riempiono testa e giornate, spariranno anch'esse?

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non è detto, è più vero che peggiorano insieme al peggioramento dell'umore. Che migliorino fino a scomparire con la stabilizzazione dell'umore è meno probabile, magari alcuni aspetti cambiano, ma la diagnosi di disturbo alimentare rimane una diagnosi a sé stante, ovvero non semplicemente un aspetto di un altro disturbo.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 224XXX

Capisco. Purtroppo mi conferma che trattandosi di due disturbi a sè stanti, debbano essere curati in due modalità diverse. Per il disturbo bipolare, oltre alla terapia farmacologica, sto seguendo, grazie alla mia Asl di appartenenza, un corso di psico-educazione al disturbo, di circa 20 lezioni di 2 ore ciascuna, per una maggiore consapevolezza della patologia. Le garantisco che mi sta aiutando tanto. Ma per il disturbo alimentare, come dovrei intervenire, che cosa mi consiglia? Provare una psicoterapia mirata di rieducazione ad una corretta visione del cibo? O cos'altro? Le premetto che, tempo fa, ero stata affidata ad una nutrizionista (sempre tramite Asl) ma ho smesso le sedute, perchè non mi va di scrivere diari alimentari o essere pesata ogni due settimane. La vivo come un'intrusione.

[#7]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
in linea generale condivido le risposte date a Lei dal mio collega, ma nella questione di quanto interferisce la condizione di sottopeso sull'efficacia del farmaco vorrei aggiungere un mio commento:

nei casi gravi di esaurimento sul piano fisico, dove sono compresi anche i casi di grave anoressia, l'organismo può non essere in grado di permettere al farmaco ad esplicitare le sue azioni terapeutiche, perché questo richiede una relativa integrità del metabolismo e dei meccanismi di segnale cellulari, i quali possono essere alterati in una persona anoressica. Per cui, il farmaco essenziale, dal quale bisogna cominciare in questi casi, è il regime alimentare corretto.

In realtà, con i valori di BMI intorno a 19 siamo nella situazione limite e non drastica, ma quello che ho scritto prima può comunque riguardare anche Lei, in quella misura in cui riguarda l'organismo umano in generale.

Non meno, se non più importante, è il fattore delle brusche variazioni nell'apporto alimentare e soprattutto (!) nel bilancio idrico. Se, in alcuni periodi, capita che Lei restringe bruscamente l'apporto idrico o/e pratica le cosi dette "condotte di eliminazione" tramite il vomito o purghe, o stimolando la diuresi, allora il bilancio idrico in tali periodi tende alla disidratazione (teniamo conto, che il Litio ha anche di per sé una propria attività diuretica) e questo può influire sensibilmente sul metabolismo del Litio soprattutto (e, in una certa misura, certamente anche di altri farmaci). Nello stato di disidratazione le stesse quantità di Litio che Lei assume regolarmente si traducono nelle concentrazioni ematiche (litiemia) bruscamente più alte (perché il farmaco è disciolto in un volume idrico più ristretto), e questo può essere pericoloso. Problematica è anche la perdita di alcuni elettroliti che avviene con il vomito, diarrea o/e con una diuresi eccessiva, perché può incrementare il rischio degli effetti collaterali del Litio a livello cardiaco o cerebrale.

In poche parole, assumendo il Litio, bisogna avere un regime di idratazione e di alimentazione regolare.

E.., per quanto riguarda il disturbo alimentare, l'accento potrebbe essere posto sulla prevenzione di queste variazioni brusche nell'alimentazione. Se si tratta di qualcosa che è oltre al disturbo di umore, e che fa parte del DCA, allora bisogna considerare i meccanismi e gli schemi di pensiero e d'azione psico-comportamentali che portano a comportarsi in un certo modo di fronte allo stress (inteso lo stress nel senso lato, ci sono vari tipi di stress, ma compreso anche quello stato di frustrazione o di in-accettazione di fronte al sentirsi troppo "grassa"; ed anche questa stessa sensazione di sentirsi così può essere a sua volta uno schema di reazione abituale e disfunzionale allo stress).
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#8] dopo  
Utente 224XXX

Gentile Dr. Pacini, grazie mille delle sue preziose delucidazioni. Se avrà ulteriore tempo da dedicarmi, poichè è mio conterraneo, mi piacerebbe avere una sua indicazione su qualche valido centro specializzato, in Toscana, presso cui potermi rivolgere per il DCA (visto che per il disturbo bipolare sono già seguita, sia farmacologicamente che come terapia di sostegno) .
Gentile Dr. Gukov, grazie anche a lei per la sua risposta. La premetto che io non sono nè anoressica nè bulimica (ma catalogata come disturbo alimentare non altrimenti specificato) e non attuo condotte di auto-eliminazione attraverso vomito, lassativi, diuretici o digiuni autoimposti. Ho una condotta alimentare restrittiva durante il giorno con conseguente grignottage notturno (con tutto quello che ne consegue a livello emotivo, o di stress come lo definisce lei). Diciamo che penso 24 ore su 24 al cibo, a come controllarlo, al conteggio delle calorie (mangio poco, ma non salto mai i pasti, colazione compresa), ne sono ossessionata e, pertanto, non riesco più a svolgere le normali attività quotidiane come lavorare o socializzare. Mai fatto. Per quanto riguarda la corretta alimentazione, concordo in pieno con Lei. Ma non so proprio da dove iniziare per ritrovare un equilibrio alimentare. Ha qualche suggerimento?

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Le cure disponibili e standardizzate per i dca sono limitate: la cosa migliore è avere un buon specialista per il disturbo bipolare e chiedere a lui se ritiene sia il caso di aggiungere terapie particolari presso qualche centro, oppure no.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 224XXX

Ultimi aggiornamenti. Ho appena ritirato le analisi del sangue e, col dosaggio del Litio aumentato a 900 mg, la litiemia è di 0,67.
L'unica mia preoccupazione è che c'è qualche valore sballato, che non riesco a decifrare.
Free T4 a 6.9 (dovrebbe essere tra 7 e 17).
Emoglobina a 15.4 (dovrebbe stare tra 12 e 15)
Ematocrito a 46.4 (dovrebbe stare tra 35 3 45)
MCV a 101.8 (dovrebbe stare tra 80 e 99)
MCH a 33.8 (dovrebbe stare tra 25 e 33).
Qualcuno sa spiegarmi a cosa si riferiscano questi valori e, soprattutto, se ci sia qualche nesso con il forte stress, dato da una fase piuttosto alta dell'ultimo mese? E, ancora, assumendo il Litio, è preoccupante il FREET4 aldisotto del suo livello?
Grazie

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Sono deviazioni minime, non è detto che significhino niente. Il freeT4 senza sapere il freeT3 non ci dà notizie complete, ma comunque, le ripeto, è una deviazione di striscio dai valori di riferimento.

Quei valori sono suscettibili ad esempio di influenze alimentari, tanto per dirne una, del fumo di sigaretta, del grado di idratazione.
Dr.Matteo Pacini
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[#12]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Lei scrive, che per il disturbo bipolare Lei sta seguendo un corso psico-educazione, per una maggiore consapevolezza della patologia; e che Le stia aiutando.

Penso che si tratta di una esperienza di gruppo (vero ?). Questo può significare, che per Lei un approccio psicoterapeutico in gruppo potrebbe funzionare anche per quanto riguarda il DCA.

In realtà, per molte persone affette dai DCA la terapia di gruppo è problematica, a causa delle dinamiche di paragonarsi nel senso non positivo con le altre partecipanti, la conseguente tendenza alla concorrenza nella condotta alimentare patologica, ed è come se questa malattia fosse trasmissibile, e tutto questo può essere di grosso ostacolo, ma.., la terapia di gruppo è un approccio molto potente e negli ultimi decenni è stata adattata nei campi, dove la guarigione è molto difficile: alcool- e tossico-dipendenza, dipendenze di altro tipo, disturbi di personalità, e, ovviamente, i DCA.

Se una persona si sente di partecipare al contesto terapeutico di gruppo, allora certamente può valere la pena di tentare, e diverse dinamiche, che possono essere d'ostacolo, le quali ho descritto prima (o anche le altre dinamiche della malattia) sono anche quelle che nel gruppo guidato si affrontano, e sulle quali si lavora.

Certamente, un gruppo terapeutico è più impegnativo dal punto di vista emotivo rispetto ad un corso educativo;

ma si potrebbe pensare a cominciare da un gruppo non terapeutico, ma educativo dedicato a DCA: magari il Suo ASL ne ha in programma.

Ne parlerei con il Suo psichiatra.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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