Utente 478XXX
Gentili dottori Salve, ho 32 anni. A 19 anni mi è stata fatta diagnosi di depressione maggiore da uno specialista psichiatra. I miei sintomi erano: ipersonnia (avevo gli occhi socchiusi anche da sveglio), ansia, agitazione interna, attacchi di panico, pensieri ossessivi-compulsivi e in ultimo ho vissuto un evento psicotico (anche se in realtá ero conscio che quello che interpretavo non era reale e quindi lo vivevo con attacchi di panico, terrore). Ero conscio di non stare bene "psicologicamente" e che avevo bisogno di aiuto. Mi fu prescritto: cipralex depakin zyprexa (sebbene diagnosi di sopra) Dopo 2 anni di controlli giungemmo alla terapia di anafranil (75 mg al giorno), lamictal (100mg mattina e sera) e modalina (1 mg sera). Per diversi anni sono stato quasi bene, alternando comunque fasi di stabilità a fasi depressive (in concomitanza di eventi esterni stressanti). Non mi ha mai abbandonato la sonnolenza mattutina (probabilmente legata sia alla patologia sia all assunzione dei farmaci suddetti). Le mattine sono quindi caratterizzate principalmente da sonnolenza è molto spesso ansia. Sto meglio nel primo pomeriggio per poi stare ancora meglio la sera. Prendo sonno comunque sul tardi (in genere all'1-2 un po' forse per godermi lo stato psicologico migliore) e non mi sveglio prima delle 10 (se ci sono impegni di mattina mi sveglio comunque prima ma poi vivo la giornata con ansia anche se più sveglio). Da due anni mi è stato aumentato l antidepressivo di nuovo a 75mg al giorno e mi è stata aggiunta una compressa di efexor 37,5mg RP al giorno. Pian piano in questi anni sono arrivato quasi alla laurea magistrale. il problema è che da due anni in seguito anche ad alcuni episodi vissuti da me come molto traumatici, ho sviluppato una forte anedonia. i pensieri negativi si fanno vivi ciclicamente e quindi non mi hanno abbandonato mai, così come fa l'ansia ciclicamente (per l ansia prendo en gocce al bisogno e devo dire che, quando sono in quella fase depressiva in cui ho facilità al pianto, le gocce di en riescono anche a ristabilirmi l'umore molto meglio di quanto faccia l'antidepressivo) ma sono arrivato ad uno stato in cui non provo più emozioni (solo raramente) ma non solo quelle "belle" ma anche l'ansia produttiva e la paura almeno in situazioni di allarme ma nulla. È come se si fosse spento il sistema simpatico: niente paura o tachicardia davanti ad eventi anche allarmanti. Questa cosa ovviamente mi fa scivolare tutto di dosso e non mi fa prendere sul serio anche cose che andrebbero prese in tal modo. non ho quell ansia produttiva che mi stimolava allo studio. ho una visione del mio futuro non rosea credo non riuscirò a trovare mai un lavoro data la sonnolenza mattutina, la difficoltà di attenzione (legata all ansia credo) specie di mattina e poiché sono arrivato a fine laurea a 32 anni. per il mio caso è possibile variare la terapia e avere un riscontro migliore specie all aned9onia senza causarmi ansia e alla sonnolenza mattutina?

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le terapie date richiamano ad una sindrome bipolare, sia la prima che la seconda.
Adesso non so cosa prenda oltre all'efexor.

Per quanto riguarda l'anedonia, la prima cosa da sapere è in che diagnosi si inserisce.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 478XXX

Grazie per la risposta Dott. Pacini. Esattamente come ha detto lei il mio sembrerebbe più disturbo bipolare anche vista la terapia che ho sempre fatto. Il fatto è che i vari psichiatri consultati non inquadrano bene la cosa. La diagnosi sulla ricetta è sempre depressione maggiore ma i dottori oscillano tra questa diagnosi e quella di depressione psicotica o disturbo bipolare ma non ne sono del tutto certi. Io ora assumo 50mg lamictal mattina e sera, efexor 37,5mg RP a pranzo, anafranil 75mg la sera e prima di dormire 1 mg modalina. Mi scuso se non sono stato chiaro per la terapia attuale ma ho dovuto tagliare parti dello scritto iniziale per rientrare nel numero dei caratteri consentiti.

[#3] dopo  
Utente 478XXX

Dottore e non c'è nulla da fare per la sonnolenza mattutina? (La quale credo sia legata anche e soprattutto alla malattia).

[#4] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Sì, sembra legata al bioritmo della malattia, per cui il modo migliore è ottimizzare la terapia mirata all'oscillazione dei livelli di energia e umore, di solito il ritmo del sonno e il senso di prontezza alla mattina migliorano.
Dr.Matteo Pacini
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