Utente 282XXX
Buongiorno. Una mia amica circa un anno e mezzo fa ha necessitato di ricovero in TSO a seguito di episodi psicotici accompagnati da crisi mistica. Dopo tre settimane è tornata a casa e ha proseguito trattamento farmacologico con clozapina e sostegno psicoterapeuico. La diagnosi è stata, per l'appunto, disturbo bipolare con episodi psicotici anche se in seguito la medesima è stata ritrattata e non sostituita da una nuova.
Col passare del tempo il trattamento farmacologico è stato ridotto via via fino ad essere del tutto sospeso al pari dei consulti psicoterapeutici.
Da profano ho sempre trovato assurdo che non siano mai stati disposti neppure dei semplici colloqui di controllo a medio o lungo termine, comunque così è andata e per circa sei mesi la ragazza è stata bene.
La settimana scorsa mi sono accorto che qualcosa stava tornando a non funzionare, nel giro di un paio di giorni sono ricominciate le varie manie, gli atteggiamenti psicotici e i continui riferimenti a Gesù, al Papa e via dicendo. Avevo già avvertito la famiglia ai primissimi segnali e dietro espressa richiesta mi sono adoperato per provvedere al volo un consulto psichiatrico. A seguito del primo incontro, breve e non idilliaco perchè la mia amica era in piena crisi maniacale e poco gestibile, è stato diagnosticato di nuovo il disturbo bipolare da trattarsi con olanzapina 10 mg da assumersi la sera. Il medico di famiglia, dal canto suo, aveva già consigliato EN da prendere in misura di dieci gocce tre volte al giorno in quanto la paziente dormiva pochissimo, anche per nulla.
Col passare dei giorni ci sono stati alti e bassi, in particolare picchi di irascibilità dovuti secondo allo psichiatra all'effetto dell'EN che ha consigliato quindi di sospendere lamentandosi pure del fatto che il medico di famiglia doveva pensare a fare il proprio lavoro. Al secondo incontro con lo psichiatra, a cinque giorni dal precedente, sono stato presente. Viste le lamentele della paziente nei confronti dell'olanzapina che a suo dire provocava diarrea se ne è sospesa l'assunzione in favore di Haldol, 15 gocce da prendersi la sera. La prima notte senza EN e col solo Haldol le ore di sonno sono drasticamente calate (4 appena). Una volta avvisato, lo psichiatra ha detto di reintrodurre l'EN che aveva tanto criticato e poi, per non so quale ragione, ha detto che volendo potevamo di nuovo usare Olanzapina invece di Haldol oppure un altro farmaco ancora che non ricordo.
Attualmente devo trovare il modo di convincere la mia amica a riprendere le gocce che lo psichiatra che ne ha conquistato la fiducia le aveva detto di non prendere più dietro consiglio del medesimo specialista che si rifiuta di adoperarsi in merito per non "mettersi contro la paziente".
Qualcuno mi dà un consiglio? Stiamo procedendo bene? Si vorrebbe evitare il TSO perchè si è trattato di un'esperienza estremamente traumatica.

Grazie

[#1] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Non ho capito quale sia la nuova diagnosi.
Il disturbo bipolare richiede un trattamento continuativo con stabilizzatore dell'umore, litio o altri farmaci come valproato, carbamazepina, lamotrigina. Se la diagnosi è differente, ma siamo nell'ambito della psicosi, occorre comunque un trattamento a lungo termine, per prevenire ulteriori episodi psicotici, e controlli regolari.
Le benzodiazepine come l'En sono utili ma non indispensabili, nel giro di alcuni giorni l'antipsicotico inizia a fare effetto. Occorrono comunque visite frequenti nelle prime settimane, per valutare l'efficacia della cura ed eventuali effetti collaterali. Smettere la terapia quando i sintomi scompaiono è rischioso, perché la remissione è una cosa e la guarigione un'altra.
Franca Scapellato

[#2] dopo  
Utente 282XXX

Gentilissima Dottoressa, innanzitutto grazie per la risposta che, peraltro, mi giunge in un giorno di festa.
La situazione diagnosi sarebbe la seguente:
dopo le dimissioni a seguito del TSO si è parlato di disturbo bipolare.
Dopo alcuni mesi di terapia farmacologica e psicoterapeutica la diagnosi è stata ritrattata e si è preso a parlare di "episodio psicotico".
A distanza di un anno e mezzo un nuovo psichiatra, dopo un incontro di una ventina di minuti, ha di nuovo diagnosticato il disturbo bipolare.

Per quanto concerne la sospensione dei trattamenti trovo che si sia trattato di una scelta sbagliata conseguente a un gravissimo atto di superficialità commesso nel non disporre almeno dei banalissimi incontri di controllo dopo la presunta guarigione.

Allo stato attuale, comunque, la ragazza ha assunto per 7 gg Olanzapina 10 mg che da due giorni è stata sostituita con Haldol gocce (15 la sera prima di coricarsi) oltre alle utili ma non indispensabili gocce di EN.

La incontro ogni giorno e fino a ieri sera persistevano atteggiamenti maniacali nel riporre gli oggetti, impacchettare le cose, sistemare il suo ambiente e via dicendo. A livello di dialoghi ci sono ancora riferimenti al Papa e a Gesù, pensieri a proposito di complotti e microfoni sparsi per la casa, la convinzione che tutti la guardino e giudichino di continuo.

E' sua opinione che la terapia sia adeguata?
Ho raccomandato alla famiglia di portarla a visitare, almeno per il momento, una volta alla settimana.

Grazie ancora

[#3] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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La terapia con antipsicotico inizialmente ha un effetto calmante e riduce i deliri, se continuata (per anni, se la diagnosi è di psicosi) migliora la funzionalità cerebrale. Occorre comunque fare visite di controllo perché ci sono effetti collaterali e di accumulo. L'haldol è una buona scelta per un risultato rapido, i neurolettici di nuova generazione danno meno effetti collaterali e sono accettati meglio, però sono più lenti ad agire. Comunque questa è una decisione che spetta allo psichiatra e alla paziente quando sarà più accessibile.
Mi scusi se aggiungo una cosa che probabilmente ha già presente: è importante che lei abbia ben chiara la sua collocazione: è un amico e un supporto, un "caregiver", non il terapeuta. La paziente deve sentire che c'è collaborazione tra le varie figure che si occupano di lei, si deve fidare e affidare, e non è facile.
Franca Scapellato

[#4] dopo  
Utente 282XXX

Ancora grazie Dottoressa.
La ringrazio per la sua precisazione sulla mia collocazione, lavoro in ambito sanitario (tecnico ortopedico) a mia volta e so benissimo che bisogna sempre in qualche modo mettere dei punti fermi su gerarchie e competenze.
Le mie osservazioni sull'operato dei precedenti specialisti non vengono naturalmente condivise con la paziente e mi sono anzi preso io la colpa dell' indicazione contraddittoria fornitaci a proposito dell' EN la cui adozione (consigliata dal medico di base) è stata pesantemente criticata dallo psichiatra che poi il giorno dopo ci ha ripensato e ha detto di farlo assumere.
Quanto sopra proprio per evitare di minare in qualsiasi modo il rapporto tra medico e paziente.

[#5] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Bene, ci tenga informati se crede. Saluti
Franca Scapellato