Utente 486XXX
Gentilissimi dottori,
la mia storia clinica psichiatrica è piuttosto lunga. A 22 anni ebbi il primo episodio di depressione maggiore, diagnosticato da 2 psichiatri diversi. Per molti anni ho seguito terapie farmacologiche (sereupin, serontin, prozac, zoloft, associati a benzodiazepine e gabapentin) e piano piano la situazione è migliorata. 5 anni fa, a 35 anni, dopo un forte periodo di stress (lavoro, master universitario, un lutto) ho avuto una brutta ricaduta con una novità, la fissazione per le malattie. Ci sono state sla, sclerosi multipla o altre malattie neurologiche di cui ero convinta di soffrire. Ho fatto di tutto, elettromiografie, varie visite da neurologi e da psichiatri ed alla fine tutti hanno concluso che avessi un esaurimento nervoso per cui mi sono curata per un paio d'anni. Al che, il mio più caro amico ha avuto la sfortuna di contrarre una terribile malattia ed io sono impazzita, ho fatto analisi del sangue per mesi, ero terrorizzata e sono tornata dallo psichiatra che mi ha preso in carico e curato con zoloft e gabapentin. Sono stata decentemente un annetto circa, ma dal giorno prima di Pasqua (ho appena fatto 40 anni) ho avuto sintomi neurologici di ogni tipo, sono andata dal mio medico curante che mi ha ri-prescritto lo zoloft. Ho avuto, in ordine: una parestesia all'arto inferiore sinistro, capogiri, sensazione di tremori interni, dolori muscolari dappertutto, stanchezza, affaticamento, fascicolazioni leggere e diffuse,pesantezza degli arti, la vista leggermente sfuocata, senza parlare degli attacchi di panico e della continua ansia e voglia di piangere. Faccio presente che negli ultimi mesi, prima della "caduta", non sono mai riuscita a dormire più di poche ore a notte e non ho mai potuto prendermi giorni di riposo a lavoro. I sintomi che ho avuto si sono alternati, poi sono scomparsi e ad oggi, al 17' giorno di zoloft (2 settimane a 50 mg e da ieri 100), mi sento sfinita, ho tutti gli arti indolenziti, perfino la mascella mi fa male, mi sento impedita nei movimenti ed il terrore di non essere stata presa sul serio per quanto riguarda una malattia neurologica mi angoscia così tanto che sono spesso costretta a prendere più xanax del dovuto e la sera spesso bevo alcolici per cercare di dormire, cosa che non faccio decentemente neanche con le benzodiazepine.
Il mio medico curante è una persona molto, molto in gamba e io mi fido del suo parere ma, mi chiedo, tutto ciò potrebbe essere di nuovo creato dalla mia mente o magari anche un pochino gli effetti collaterali dello zoloft? Devo vivere la stessa vita di sempre, mi alzo alle 6 faccio 80 km per andare a lavoro, lavoro 8 ore con persone ammalate, poi riprendo la macchina, altri 80 km e torno a casa alle 6. Cerco di fare attività fisica (e ci riesco bene, è forse l'unico momento della giornata dove sto meglio) poi vado a letto e ricomincio. Al mattino quando devo uscire dal letto mi sento come paralizzata, come se non ce la facessi a muovermi. E comunque tutto va avanti, ma io non voglio più vivere così.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Portuesi

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In effetti la sua storia è lunga e la sintomatologia è complessa.
Dal punto di vista farmacologico non mi sembra che la recente sintomatologia possa attribuirsi allo zoloft, con l' eccezione della stanchezza, che è un sintomo che talvolta qualche antidepressivo può dare. Comunque, dopo un adeguato periodo di osservazione a 100 mg die penso che possa essere sostiuito da un altro antidepressivo se la risposta globale non è soddisfacente.
Dal punto di vista psicologico rifletterei sul fatto che in due ricadute importanti nella sua vita vi sono stati avvenimenti in cui è accaduto qualcosa di brutto riguardante la salute di persona a lei vicine. Penso che varrebbe la pena prendere in considerazione un approccio psicoterapeutico di tipo psicodinamico, avendo cura di coordinarlo con il medico che le prescriverà la cura psicofarmacologica.
Dr Giovanni Portuesi

[#2] dopo  
Utente 486XXX

Grazie mille dottore, è stato velocissimo e cortese.
Io non riesco a capire i miei sintomi, o meglio, visto che mi è successo esattamente lo stesso martirio 5 anni fa, posso credere che sia una somatizzazione ma in realtà la paura di una malattia organica supera la razionalità.
aspetterò con pazienza l'effetto dell'aumento dello zoloft e poi vedremo il da farsi con i miei curanti. Ho già fatto una serie di incontri di psicoterapia (per sei mesi, dopo il problema del mio migliore amico) ma purtroppo non è stato utilissimo.