Utente 388XXX
Salve,
Da qualche mese sto soffrendo a causa dell'ansia. Mi sono laureata a marzo e sono alla ricerca di un lavoro, l'ansia però non è legata al fatto di non trovarlo, ma di non essere poi capace a svolgerlo e di dover quindi interagire con persone che non conosco.
In ogni caso questi problemi (mancanza di autostima e ansia sociale) sono aspetti della mia personalità che sono sempre stati presenti, ma in questo periodo, appunto, si stanno manifestando con prepotenza, ho sbalzi di umore incredibili nel giro di un'ora all'altra.
Il mio timore è che questa ansia mi possa bloccare, e la paura non mi faccia scegliere in maniera adeguata quello che è giusto per il mio futuro.
So che sarebbe necessaria una qualche terapia, ma finché sarò in casa con i miei non voglio iniziare un percorso di questo tipo, perché non voglio che si preoccupino.
Ho pensato quindi che potrebbe aiutarmi una terapia farmacologica, magari qualcosa che possa calmarmi al momento del bisogno.
Le erbe che ho provato in passato (valeriana, passiflora, scutellaria,..) mi facevano uno strano effetto: torpore di giorno e insonnia di notte, ma non mi fecero per niente passare l'ansia.
Esiste qualcosa di naturale che possa darmi l'effetto desiderato (cioè la calma, non il rimbambimento)?
Il medico di famiglia è autorizzato a prescrivere questo tipo di farmaci?
Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Certo che ci sono cure, ma mi pare stia facendo dei ragionamenti tesi a evitarle. Finché vive con i suoi non si cura, vale anche per le altre malattie o solo per questa ? I suoi si preoccupano perché si cura ? Quindi questa sarebbe una buona ragione per non curarsi. Non so, a me non pare.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 388XXX

I miei genitori hanno già le loro malattie a cui pensare, e sinceramente sapere che hanno una figlia con un'ansia che non le permette di vivere serenamente non credo che potrebbe fargli bene.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Le ripeto, non vedo un grande senso in questo ragionamento. Invece quindi avere una figlia che non vive serenamente gli fa bene ? La differenza starebbe nel curarsi ? Cioè se uno si cura è più preoccupante ? Non si capisce questo, e comunque sul piano pratico è evidente che è illogico.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 388XXX

Sul mio piano pratico invece ha molto senso, perché infliggere sofferenza a qualcuno quando si può non farlo?
Se ce l'ho fatta fino ad oggi, posso farlo ancora, per loro. Io la vedo così.
La mia domanda era se esistono dei rimedi che possono darmi sollievo durante gli attacchi acuti di ansia, a parte quelli che ho già citato.

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Continuo a non capire che significa che se Lei si cura e sta bene i suoi dovrebbero provarne sofferenza.
Mi paiono dei ragionamenti capovolti.

Il panico è curabile, attualmente sta trovando delle scuse per non curarlo, che poi secondo me riflettono più le solite tendenze legate al disturbo, cioè trovare un rimedio al bisogno da usare in caso di attacco (sbagliato), che non altri ragionamenti.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 388XXX

Va bene. Eppure mi sembra di aver usato un italiano piuttosto corretto.

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Infatti non ho fatto commenti linguistici.
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