Utente 168XXX
Salve,
procedo brevemente con un' anamnesi. Dopo la laurea, 24 anni, ho iniziato probabilmente a soffrire di disturbo bipolare con una forma di depressione maggiore. All' epoca lo psichiatra mi prescrisse un SSRI (non ricordo quale, ne ho presi diversi). Sono stato bene ma ricordo che ho iniziato ad abusare di sostanze, in particolare alcol e cannabis (con l' alcol non ho mai avuto un buon rapporto, sin dalle prime bevute). Pian piano sono diventato un alcolista ed ho continuato a bere, alternado periodi di astinenza e abuso di altre sostanze, fino a 8 mesi fa (non assumo più alcol, cannabis e benzodiazepine). Grazie a dio ho trovato la forza di rivolgermi ad un sert ed incontrare personale davvero qualificato di cui ho molta fiducia. Oltre alla diagnosi di disturbo bipolare mi è stata fatta la seguente diagnosi sulla personalità "Tendenza all' isolamento con fantasie di tipo autistico" (ricordo un pò lo schizoide ma non un disturbo, almeno secondo la psicologa che mi segue. Più che altro sta evidenziando tratti narcisistici). Negli ultimi 8 mesi sono migliorato molto: l' umore è più stabile, ho ripreso a lavorare con un buon rendimento e soprattuto da qualche tempo a questa parte non ho più craving verso sostanze, a volte torna un pensiero ma rimane tale: non devo assolutamente fare alcuno sforzo per resistere (di questo sono molto felice). Venendo ad aspetti psicologici, tendo ad isolarmi meno, e soffro molto questa condizione di solitudine che a volta è dovuta a mie insicurezze e a volte anche all' ambiente (vivo in piccolo paese e a causa del mio bere ho avuto problemi con molte persone). Poi ormai in molti sanno del mio problema psichiatrico e come sapete bene, spesso la riabilitazione è difficile anche a causa dello stigma, ma devo riconoscere di essermi comportato davvero male in molte occasioni (a torto o ragione che sia, potete immaginare). Questa condizione mi genera, stress, ansia e ossessioni (anche di tipo sessuale, ho già sofferto in passato di doc omo).

Ciò detto un aspetto che mi fa soffrire davvero molto è il calo della libido, forse più in generale incapacità a provare piacere (anedonia), che ho iniziato a provare da circa 1 anno a questa parte. Aggiungo che durante il periodo di isolamento (iniziato circa 3/4 anni fa) ho praticamente sostituito l' attività sessuale con la masturbazione (pornografia). Il mio psichiatra sostiene che è provocato dall' abuso prolungato di sostanze e non mi ha dato una grande speranza di recupero (io spero sia dovuto più ad aspetti psicologici..). Mi ha parlato inoltre del bupropione ma non me lo ha ancora prescritto. Attualmente e da circa un anno assumo questa terapia: 1000mg Depakin chrono (500 mattina e 500 sera) + trittico 100 mg per dormire meglio. Ad ogni modo nell' ultimo anno sono più tendente ad un umore basso che alto.

Rimango in attesa di un cortese parere,
Grazie in anticipo.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Tendenzialmente la sua terapia è sottodosata in una diagnosi effettiva di disturbo bipolare.

La presenza di mancanza di piacere può essere correlata sia alla persistenza di sintomi che a possibili effetti collaterali dei farmaci.

Oltre all’uso di sostanze per cui così rivolge al sert, lo specialista di riferimento per i disturbi psichiatrici è lo psichiatra.


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[#2] dopo  
Utente 168XXX

Sono seguito da una psicologa (terapia cognitiva) e da uno psichiatra.

[#3] dopo  
Utente 168XXX

La concentrazione di acido valproico è 0,47. Dovrebbe essere di più?
Il range 50-100 è per l' epilessia o per il disturbo bipolare?

[#4] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il range serve a valutare l’assorbimento della terapia. La valutazione clinica diretta consente di capire quale possa essere il dosaggio corretto che comunque nel suo caso è basso per il trattamento del disturbo.
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