Utente 493XXX
Da 5 mesi a questa parte ho una relazione con un ragazzo di un anno più grande di me.
Prima di provare a intraprendere una storia con lui, mi piaceva un altro ragazzo, che però non ha mai voluto una relazione con me e tra di noi non c’era altro che “amicizia”, anche se in un’occasione abbiamo praticato dei preliminari.
Dopo questo nient’altro, io ero molto preso da lui ma non ho mai avuto il coraggio di dichiararmi, visto che lui ha sempre detto chiaramente di non essere interessato ad una storia con un ragazzo.
Quindi ad un certo punto ho deciso di troncare questo rapporto e di provare a cercare qualcuno che volesse avere una relazione seria con me, ed ho conosciuto questo ragazzo.
Con lui mi sono trovato subito bene, un ragazzo per bene, con dei principi e che ha messo in chiaro fin da subito che fosse alla ricerca di una storia seria.
All’inizio trovai questo molto interessante, dato che io ragazzo che mi piaceva prima era esattamente l’opposto.
Dopo essere usciti un paio di volte, mi resi conto che tra noi non era scattato quel qualcosa, quindi decisi di parlargliene e di chiudere questa conoscenza.
Ammetto che un po’ mi dispiacesse, ma non sarebbe stato giusto farmi condizionare solo da questo e mandare avanti una storia.
Purtroppo il giorno dopo, preso dal dispiacere e dalla sensazione che ancora era passato troppo poco tempo, decisi di riprovare a uscire con lui, andando oltre il fatto che non fosse scattato quel “qualcosa”.
Mi resi conto della differenza sul piano degli interessi, sul piano dell’affrontare un discorso e in più rimaneva quella sensazione che lui non fosse la persona giusta per me, in quanto non mi sentivo realmente coinvolto.
Cosí deciso di far passare un po’ di tempo e dopo 3 mesi più o meno dall’inzio della relazione, lo lasciai di nuovo in quanto non mi sentivo coinvolto, spiegandogli l’incompatibilita che sentivo tra di noi e che non ero preso.
Lui continuò a scrivermi dicendo che gli mancavo, io all’inizio provai a resistere dicendogli che anche a me mancava, però forse era meglio far passare un po’ di tempo per far sì che la questione fosse più chiara, ma ero fermo sulla mia decisione di lasciarlo.
Continuammo a scriverci e lui mi chiese se potessimo vederci per riparlarne.
Accettai, per me era solo un ulteriore chiarimento, ma lui mi bació. Entrai in confusione, perché da una parte mi era piaciuto e avrei voluto riprovarci insieme a lui, ma dall’altra sapevo che fosse passato ancora troppo poco tempo.Poi io gli dissi che questo mi aveva mandato in confusione, continuammo a scriverci e dopo poco decisi di riprovare un’ultima volta. Ora sono passati altri due mesi, mi rendo conto che lui, benché sia una brava persona e che non mi ha mai fatto niente di male, non è quello giusto per me. Ultimamente discutiamo e mi rendo conto che forse ormai sto con lui per paura di rimanere solo. E questo mi fa stare male, so che non è giusto per entrambi. Potrei essere in qualche modo borderline? Ho paura.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Dal momento che sta agendo secondo quello che pensa e ritiene sensato, perché porsi un problema di diagnosi medica di tutto questo ?
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[#2] dopo  
Utente 493XXX

Buonasera, la ringrazio per la sua risposta tempestiva. Mi è venuto questo dubbio poiché mi rendo conto che nelle relazioni interpersonali a volte, per paura di rimanere solo, mi faccio “andare bene” alcune cose che in realtà non mi vanno del tutto bene, senza parlarne magari col diretto interessato. Con questo ragazzo penso che buona parte del rapprto si basi sulla paura della solitudine. Mi sento davvero in colpa per questo, perché non lo meritiamo nè io e tantomeno lui, eppure sono legato a lui. Penso sia una forma di “dipendenza affettiva”, il pensiero di lasciarlo mi fa stare male, però dall’altro lato penso che sia la cosa giusta. Può essere in qualche modo collegato a qualche disturbo?
Arrivare a stare con qualcuno che, benché non sia una persona spiacevole, anzi, tutt’altro, non si sente così intimamente vicina come dovrebbe essere in una relazione? Grazie a tutti.

[#3] dopo  
Utente 493XXX

Qualcuno può aiutarmi a comprendere se sia il caso di preoccuparsi per ciò che ho affermato prima oppure non abbia niente a che fare con questo disturbo? Grazie in anticipo.

[#4] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"non si sente così intimamente vicina come dovrebbe essere in una relazione?"

Quale sarebbe però qui il suo riferimento sul come dovrebbe essere ?

Lei descrive una serie di problemi che si porrebbe chiunque più o meno. E se uno partisse invece da un coinvolgimento pieno e totale, non eviterebbe certo delusioni, errori grossolani di valutazione o paura dell'abbandono.
Pertanto, il punto è di capire se riesce a gestire le relazioni secondo due fondamentali principi: trarne soddisfazione, e evitare di rimanerne danneggiata in maniera stabile o ricorrente anche dopo aver concluso che non sono salutari per Lei.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 493XXX

La ringrazio ancora per la sua attenzione.
Con quella frase intendo dire che, soprattutto all’inizio della relazione, non mi sentivo molto coinvolto e sicuro di aver scelto la persona giusta per me. Provo a spiegare meglio con un esempio: io sono un tipo di persona che necessita di fare attività differenti, perché nel lungo periodo mi annoio facendo attività abitudinarie, come lo stare a casa o andare sempre negli stessi posti.
Invece lui è una persona abbastanza pigra e abitudinaria. Notando questa incompatibilità, che mi faceva sentire in una relazione piuttosto noiosa, non sono mai riuscito a sentire il mio partener così vicino, cioè come se invece di portare qualcosa nella mia vita mi rendesse più annoiato.
Quindi dopo averci riflettuto, decisi di finire questa relazione, ma poco dopo ne sentì la mancanza, quindi decisi di andare oltre.
Per il resto, lui è una persona piacevole, si prende cura di me e mi tratta sempre con rispetto.
Le attività che facciamo insieme, però, benché ogni tanto mi facciano piacere, se non variate e ripetute mi annoiano. Sono molto confuso.
All’inizio pensavo fosse un problema superabile, ne parlammo, però ho notato che forse il problema è proprio lui che non è una persona adatta a me. Troppo abitudinaria e non stimolante. Però ora mi trovo ad esserci affezionato, in quanto abbiamo passato tempo insieme, condiviso esperienze insieme e provo qualcosa per lui. Forse è solo un bel rapporto ma non così tanto da essere un rapporto di coppia. Ho paura di non riuscire a prendere la decisione giusta e di rimanere in una relazione che non mi rende totalmente felice solo perché rimanerci sia più facile che chiudere per poi ricominciare.
E non voglio fare del male nè a lui nè a me. Non so che fare.

[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Il punto è se queste sue valutazioni la tengono in una situazione che le sta bene, o la migliore che c'è al momento, o se invece le procurarno tormento. Il che non significa che sia la relazione a procurarglielo, quanto eventualmente uno stile decisionale che non cambia nonostante vi siano elementi che rendono la condizione attuale indesiderabile per Lei.
Dr.Matteo Pacini
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