Utente 513XXX
Salve,
Sono un ragazzo di 25 anni, vi scrivo in merito a quello che sto vivendo nell'ultimo periodo.
Premettendo che sono stato visto da più psicoterapeuti e da uno psichiatra, il quale mi ha diagnosticato: depressione, disturbo borderline di personalità e un disturbo ciclotimico.
Sono stato in cura per 2 anni, poi a giugno di quest'anno ho sospeso tutte le cure; Xanax, venlafaxina, dalmadorm e trifalon, presi sempre regolarmente, ho anche smesso di andare dal mio terapeuta.
Lo so, non è un comportamento da attenere dato che la cura andrebbe portata a termine fino al risolversi del problema.
Fatto sta che ad oggi, ho completamente perso tutti i rapporti che avevo con i miei amici, l'unica cosa che mi rimane è lo xanax, che prendo in quantità molto elevate, solo perché sentirmi "intontito" mi fa stare meglio con me stesso, non mi fa pensare a nulla e riesco, per quel poco a tranquillizzarmi.
Gli attacchi di panico si fanno sempre più frequenti e sempre più forti, fatto sta che giovedì sera sono finito in ospedale con un attacco di panico che mai in vita mia avevo avuto cosi forte.
mi sembra che tutto mi scivoli dalle mani e che non riesca a gestire più niente, anche la minima pressione mi manda completamente in tilt.
io non voglio ricominciare a riprendere tutti quei farmaci, non voglio che tutta la mia vita sia condizionata da delle pastiglie.
ho costantemente il desiderio di suicidio, c'ho già provato l'anno scorso.
vorrei solo un modo "semplice" per uscire da quest'inferno.

Grazie per l'attenzione

[#1] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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Il modo più "semplice" per uscirne è di consultare di nuovo lo psichiatra, o un altro se per del primo non ha più fiducia, e di seguire una terapia farmacologica e psicologica.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-