Utente 502XXX
Salve gentili dottori, sono un ragazzo di 25 anni in cura con zoloft dal 18/07/2018 in quanto dopo 5 anni di paroxetina e successiva interruzione di quest'ultima a gennaio di quest'anno, ho avuto una brutta ricaduta della mia profonda ipocondria e ansia da malattie, in particolar modo di quelle neoplastiche. Ho passato in rassegna, la paura per un tumore al pancreas, al colon(per il quale ho chiesto un consulto su questo sito), allo stomaco e, soprattutto quello alla prostata nonostante la giovane età e la relativa impossibilità di contrarlo. Finito il quadro generale, il mio psichiatra ha stabilito la mia dose terapeutica dello zoloft a 100mg, alla quale sono arrivato lunedì 13/08 dopo un'incredibile angoscia di inizio terapia ed un peggioramento dei sintomi. Dal 10/08 ho iniziato a stare decisamente meglio sino a credere di aver superato questo brutto periodo, però dal 19/08, due giorni fa, ho riavuto una ricaduta causata da una pollachiuria durante la mattinata, da me successivamente esacerbata in quanto è subito subentrato lo stato di ansia e di allarme che continua ancora oggi nonostante ci siano fasi alterne di apparente tranquillità(noto che se sono distratto e soprattutto di notte non sento lo stimolo fastidioso ad urinare quindi riconduco questa cosa alla mia "fissazione" attuale per la minzione). Alla luce di tutto ciò volevo chiederVi se è normale che nonostante abbia avuto una settimana di tranquillità e sia arrivato alla mia dose terapeutica del farmaco, io abbia riavuto questi giorni di ansia ed ipocondria. Oppure è necessario aspettare ancora che il farmaco faccia il suo pieno effetto a 100mg?
Scusate per il lungo preambolo ma volevo fornirVi un quadro completo.
Grazie dell'attenzione, cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Portuesi

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Dal punto di vista farmacologico è lecito aspettarsi ancora qualcosa dal dosaggio di 100 mg che in fondo è iniziato da poco. Considererei una rivalutazione del dosaggio tra una due settimane. Mi sembra che un approccio psicoterapeutico abbia una suo ruolo. Le forme di sofferenza ipocondriaca purtroppo non ha una buona risposta alla farmacologia e anche alla psicoterapia, un approccio combinato sembra valere la pena.
Dr Giovanni Portuesi

[#2] dopo  
Utente 502XXX

La ringrazio della celere risposta Dottore, ho in effetti dimenticato di dire che sto già seguendo un approccio psicoterapeutico e domani avrò la quinta seduta, avendola anch'essa iniziata da circa un mese. Una curiosità se posso chiedere, l'ansia, le ossessioni per precisi "sintomi" e la continua ricerca di questi ultimi possono veramente causarli o comunque indurre il nostro corpo a somatizzare le nostre paure? Perché quando avevo il timore del tumore al colon mi sono fatto venire un colon irritabile, che talvolta anche adesso si ripresenta lievemente, con tenesmo rettale e piccole emorroidi conseguenti ai miei ripetuti tentativi di defecazione, (prima di ciò non avevo mai avuto assolutamente nessun disturbo intestinale tranne episodi comuni transitori), da quando mi è preso alla prostata ho iniziato a sentire pesantezza perineale, pollachiuria, stranguria e dolorini pelvici diffusi(anche qui prima di ciò non ho mai avuto assolutamente nessun tipo di problema tranne che ho, di mio e da che io ricordi, il flusso urinario più debole del normale e talvolta devo "spingere" per mingere, ma essendo sempre stato così non me ne sono mai preoccupato).