Utente 510XXX
Buongiorno, mi trovo in una situazione abbastanza delicata ed ho bisogno urgente di un riscontro. Ho 20 anni e ho una relazione a distanza con un ragazzo (27 anni) che soffre di depressione. Ci conosciamo da quasi un anno e ha sempre avuto alti e bassi (ho capito solo dopo che si trattava di depressione e non del suo carattere). I suoi episodi depressivi più seri si sono manifestati sempre con gli stessi sintomi e in modo ciclico all'incirca ogni tre mesi (per la durata di circa una settimana), ma, non essendo in terapia, non si è mai veramente ripreso. La distanza è una complicazione in più, ma sono sempre riuscita a stargli vicino, e in qualche modo siamo andati avanti. Solitamente, duranti questi episodi, non vuole parlare, mi evita, ha pensieri molto cupi riguardo al lavoro, al suo ambiente, spesso beve, non fa nessuna attività fisica. Quando si rende conto di esserci dentro di nuovo prova ad uscire un po', stare attento all'alimentazione, ma sempre con scarsi risultati. Puntualmente, nel momento più critico mi chiama e comincia a fare commenti molto cattivi sulla nostra relazione, su di me, siamo stati sul punto di lasciarci più volte a causa di questo, ma solitamente dopo un giorno torna magicamente "normale", come se nulla fosse successo, e le cose vanno a posto. Il problema è che ultimamente sta prendendo molto le distanze, non vuole parlarmi e quando lo fa è sempre molto irritato, e impaziente. Ha iniziato ad avere più spesso pensieri suicidi, specialmente ora che sta per cominciare un nuovo anno e lui ha da poco perso il lavoro. Dice che vuole lasciarmi, che non vede nulla nel suo futuro. Non vuole consultare uno psichiatra perché crede che la terapia non funzionerà, e dice insistentemente che ormai non importa perché nel 2019 lui non ci sarà più. Non so a chi rivolgermi per aiutarlo, avevo pensato di mandare un messaggio a suo padre, o un amico in modo che qualcuno potesse aiutarlo direttamente visto che io non posso a causa della distanza. Ma in passato mi ha detto che i suoi genitori non hanno mai preso la sua depressione seriamente, e ho paura che coinvolgere un'altra persona senza il suo consenso possa peggiorare le cose. Preciso che con lui è assolutamente impossibile ormai parlare di depressione, nonostante sia un mese che questi sintomi si ripresentano ogni giorno senza dare segno di miglioramento. Mi accusa di parlare di depressione per non prenderlo seriamente, ma non si rende conto della ciclicità dei suoi episodi, né dei sintomi ricorrenti.
Sapendo dei suoi pensieri suicidi però mi sento responsabile per ciò che potrebbe accadere, e la mia priorità, ancora prima di salvare la relazione, è riuscire a fare in modo che riceva l'aiuto di cui ha bisogno.
Chiedo aiuto per capire come è meglio agire, considero questa una situazione di emergenza.
Grazie a quelli che risponderanno

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Una situazione di emergenza non può essere gestita a distanza.

Deve stabilire se informare il padre del ragazzo di questa situazione senza che lei prenda ulteriore tempo.

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[#2] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Concordo col collega.
Parlare al telefono con questo ragazzo non è utile a nessuno, informare i familiari può servire.
Non è il malato nel momento in cui sta male che può stabilire se lo psichiatra lo può aiutare e non è giusto né utile che scarichi tutto su di lei, rovesciandole addosso la sua sofferenza.
Franca Scapellato

[#3] dopo  
Utente 510XXX

Ringrazio entrambi per le risposte. Sembra che ora stia meglio, ma visto il suo stato diffido molto di questi cambi di umore, quindi ho contattato comunque il padre.