Utente 492XXX
Salve gentili dottori, avrei la curiosità di sapere se esiste la possibilità di sviluppare resistenza ad una terapia antidepressiva che per un buon periodo di tempo ha fatto effetto e ha mandato in remissione il disturbo ed eventualmente i meccanismi alla base dell’insorgenza della resistenza

[#1] dopo  
Dr. Gianluca Rosso

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Buonasera,
il problema della resistenza alle terapie antidepressive è un argomento molto complesso ed ancora non del tutto compreso.
In sintesi è possibile che si verifichino ricadute depressive anche in corso di trattamenti sino a quel momento efficaci.
Questo però non significa che non si possano trovare alternative terapeutiche altrettanto efficaci per ottenere nuovamente la remissione dei sintomi depressivi.
E' possibile adottare varie strategie (ottimizzazione del dosaggio della terapia in corso, potenziamento con altri antidepressivi, switch ad antidepressivi di diversa classe, ....) che vanno valutate, a seconda del caso specifico, dallo specialista curante.
cordiali saluti
Dr. Gianluca Rosso

[#2] dopo  
Utente 492XXX

Quindi i meccanismi alla base delle resistenze che insorgono nei confronti delle terapie che per lungo tempo sono state efficaci non si conoscono ancora sostanzialmente?

[#3] dopo  
Dr. Gianluca Rosso

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E' verosimile che una parte dei casi (circa 1/3) di sviluppo di resistenza a un trattamento antidepressivo per lungo tempo efficace sia imputabile a meccanismi di adattamento del sistema neurotrasmettitoriale bersaglio dell' antidepressivo stesso (una sorta di fenomeno di tolleranza).
Per questo può essere utile cambiare o potenziare l' antidepressivo scegliendone uno con diverso meccanismo d'azione.
In altri casi tuttavia la resistenza può essere spiegata da altri fattori. Ad esempio l'aver effettuato un elevato numero di cicli di antidepressivi nel corso degli anni sembra ridurre le probabilità di rispondere a un nuovo trattamento antidepressivo.
Inoltre la resistenza a un farmaco può essere dovuta a un cambiamento o un aggravamento della psicopatologia sottostante.
Occorre quindi valutare altre opzioni farmacologiche (ad esempio l'uso di stabilizzatori dell'umore, specie se la depressione è di tipo bipolare o a elevata ricorrenza) o non farmacologiche (psicoterapia o terapie somatiche come la stimolazione magnetica transcranica).
Ma ripeto, la strategia più corretta può essere stabilita solo dallo specialista dopo aver valutato approfonditamente il caso specifico.
cordiali saluti
Dr. Gianluca Rosso